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24 de noviembre de 2020 El diario on-line para los operadores y los usuarios del transporte 22:11 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIV - Numero 15 FEBBRAIO 2016

REEFER

I CARICATORI DI PRODOTTI DEPERIBILI SI ASPETTANO CHE L'AMPLIAMENTO DEL CANALE DI PANAMA OFFRA NUOVE OPZIONI DI TRASBORDO

Dopo nove anni di lavori, 130 tonnellate di terre di risulta scavate e 4,4 milioni di metri cubici di cemento, la terza serie di chiuse del Canale di Panama sarà inaugurata a giugno: non sono ammessi ulteriori ritardi.

Il gigantesco progetto da 5 miliardi di dollari si aspetta di assistere praticamente alla triplicazione della capacità media delle portacontainer in transito nel canale da 5.000 a 14.000 TEU, inaugurando così una nuova era per il trasporto marittimo di contenitori.

Il dibattito nel settore in ordine agli effetti che l'espansione comporterà per le filiere dell'offerta di contenitori si incentra per lo più sulla possibilità che i porti della costa orientale degli Stati Uniti riescano a togliere volumi di carico significativi alle loro controparti della costa occidentale.

A partire da giugno, le linee di navigazione potranno scegliere se reindirizzare le mega-navi con carichi dall'Asia alla costa orientale statunitense attraverso il Canale di Panama.

Sono in gioco molteplici variabili, fra cui le capacità di movimentazione dei porti della costa orientale USA, la nuova struttura dei pedaggi del canale e la concorrenza con il Canale di Suez.

Nel contempo, minore attenzione è stata posta ad ogni potenziale impatto sui traffici reefer locali e a se i caricatori di prodotti deperibili possano aspettarsi che l'ampliamento comporti conseguenze per le loro opzioni di trasporto.

"A lungo termine, è probabile che un numero maggiore di vettori usi la regione del Canale di Panama quale hub di trasbordo" sostiene Gary York, direttore dell'approvvigionamento globale della Robinson Fresh, il marchio di prodotti freschi del fornitore globale di logistica integrata CH Robinson.

Aggiunge York: "Invece di inviare una nave dal Cile a molteplici porti sulla costa orientale degli Stati Uniti, queste navi feeder scaricheranno a Panama per l'imbarco sulle più grandi navi panamax che poi saranno in grado di trasportare i contenitori provenienti da varie origini, fra cui l'America latina.

Lo stesso vale per l'Asia o le destinazioni europee, dato che i container dalla regione dell'America Latina arriveranno nella regione di Panama su navi più piccole e trasborderanno il carico sulle navi molto più grandi destinate in Europa od Asia".

Le ricerche condotte lo scorso anno dalla CH Robinson e dal Boston Consulting Group in ordine all'impatto sui traffici dell'ampliamento del canale hanno riscontrato che sino al 10% dei traffici containerizzati diretti negli Stati Uniti dall'Asia orientale potrebbero spostarsi dai porti della costa occidentale a quelli della costa orientale entro il 2020, aggiungendo poi che l'incremento dell'uso del trasbordo nei Caraibi potrebbe enfatizzare questa tendenza.

I porti caraibici spereranno in una crescita dei carichi di trasbordo.

Panama, in particolare, si sta collocando quale hub di trasbordo regionale e logistico a valore aggiunto.

Secondo la Drewry, l'attività di trasbordo a Panama potrebbe balzare verso l'alto a doppia cifra in seguito all'ampliamento del canale, con una crescita annua del 5% a partire dall'anno successivo.

All'estremità del canale sul Pacifico, sarà costruito un nuovo terminal container da 5 milioni di TEU a Corozal al fine di capitalizzare l'atteso incremento dei traffici di trasbordo.

Resta da vedere se le economie di scala conseguite con l'impiego di navi più grandi ed il conseguente incremento del trasbordo si tradurranno in tariffe reefer più basse per i caricatori di prodotti deperibili.

Ed anche se Panama potrebbe ottenere grandi vantaggi operando quale hub regionale per i servizi logistici della filiera del freddo, alcuni caricatori saranno senza dubbio preoccupati per i tempi di viaggio più lunghi ed i rischi aggiuntivi inerenti alla movimentazione correlati al trasbordo.

Dal punto di vista dei caricatori statunitensi, York ha sottolineato che potrebbero esserci effetti a lungo termine in base alle reazioni del mercato alle opzioni aggiuntive della filiera distributiva.

"In primo luogo, caricatori ed importatori delle regioni interne ed orientali degli Stati Uniti potranno disporre di maggiori opzioni marittime rispetto alla utilizzazione dei soli porti della costa occidentale.

Tuttavia, molti degli effetti derivanti dall'ampliamento di Canale di Panama saranno avvertiti negli anni a venire, dal momento che la filiera distributiva reagisce ai cambiamenti che avvengono nel mercato.

Se l'offerta di servizi marittimi containerizzati dovesse aumentare in conseguenza dell'espansione sulle coste orientale e del Golfo, ciò potrebbe potenzialmente tradursi nella riduzione dei prezzi.

Inoltre, le decisioni in ordine ad investimenti e tratte dei vettori ferroviari e stradali, nonché la localizzazione dei centri di distribuzione, probabilmente cambieranno sulla base del compromesso che i caricatori raggiungono fra il costo e la velocità del trasporto" dichiara York.
(da: theloadstar.co.uk, 29 gennaio 2016)



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