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19 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 17:48 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIV - Numero 29 FEBBRAIO 2016

STUDI E RICERCHE

I CANALI AVVERTONO LE RIPERCUSSIONI DELLA CRISI DEL TRASPORTO MARITTIMO CONTAINERIZZATO DATO CHE LE NAVI ALLUNGANO IL PERCORSO

Secondo le nuove analisi in ordine ai porti africani di portoverview.com, sito esperto in materia di servizi di monitoraggio, i canali di Suez e di Panama potrebbero essere i prossimi soggetti ad essere afflitti dalla persistente crisi del settore del trasporto marittimo containerizzato.

I fattori gemelli dell'eccesso di capacità cellulare e del costo stracciato del bunker nel corso dell'anno passato hanno indotto i vettori a spostare una molteplicità di partenze dalle due principali arterie di traffico mondiali ed a reinstradare le navi attorno al capo sudafricano.

Il suo rapporto semestrale relativo alla seconda metà del 2015 cita un'analisi della SeaIntel (comproprietaria del portoverview.com) la quale mostra che dalla fine di ottobre dello scorso anno 115 navi impiegate nei servizi Asia-Costa Orientale USA ed Asia-Nord Europa hanno effettuato il viaggio di ritorno verso l'Asia doppiando il Capo di Buona Speranza invece di passare attraverso i canali nonostante li avessero utilizzati nel viaggio di andata.

Tre di queste navi sono state impiegate nei servizi Asia-Nord Europa, mentre le restanti 112 ritornavano in Asia dalla Costa Orientale statunitense.

"Normalmente, 78 di questi viaggi sarebbero stati effettuati attraverso il Canale di Suez e, poiché 53 dei viaggi sono avvenuti nel 2015, ciò significherebbe che il numero delle portacontainer passate dal Canale di Suez nel 2015 sarebbe diminuito "solamente" dell'1,9% da un anno all'altro, invece del 2,8% come riferito.

Le altre 37 navi normalmente sarebbero passate dal Canale di Panama" afferma portoverview.com.

"La SeaIntel conclude che entrambi i canali devono affrontare una notevole sfida in ordine agli attuali bassi prezzi del bunker, dal momento che ciò significa che per molti servizi è più economico passare a sud dell'Africa nel viaggio di ritorno che servirsi delle rotte attraverso il canale" aggiunge il sito.

"I canali presentano un particolare svantaggio riguardo ai servizi Costa Orientale USA-Asia, nell'ambito dei quali è al momento economicamente attuabile per 14 servizi su 22 passare a sud dell'Africa nel viaggio di ritorno e sarebbe probabilmente attuabile per quasi tutti quei servizi se si saltassero i porti di scalo intermedio".

E lo sarebbe anche per le partenze dal Nord Europa alla volta dell'Asia se venissero instradate via Sudafrica "se gli scali intermedi venissero saltati o spostati in altri servizi" è stato detto.

"Attualmente, i vettori si servono delle rotte sudafricane solamente nelle tratte di ritorno e conservando i tempi di viaggio, ma considerando la situazione finanziaria della maggior parte dei vettori e tenendo presente la relativa "facilità" con cui i vettori hanno messo in atto sia la lenta che la super-lenta navigazione, passare a sud dell'Africa nel viaggio di andata si avvia a sembrare assai allettante per alcuni vettori, se in effetti essi possono reinstradare i carichi dai porti di scalo intermedi".

C'è una ulteriore e persuasiva ragione che induce i vettori a fare rotta via Sudafrica: oltre ad evitare gli oneri connessi al transito nel canale, la rotta prolungata, che aggiunge un'altra settimana ai tempi di viaggio, potrebbe potenzialmente "assorbire" fra 60 e 80 navi, metà delle quali sarebbero portacontainer ultra-grandi, nonché eliminare un po' dell'eccesso di capacità che sta causando l'instabilità delle tariffe di nolo.
(da: theloadstar.co.uk, 22 febbraio 2016)



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