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24 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 02:44 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIV - Numero 15 APRILE 2016

REEFER

SOSTENIBILITÀ ED INVESTIMENTI IN TECNOLOGIA SONO ESSENZIALI PER LA FILIERA DEL FREDDO

Avere a che fare con la filiera globale del freddo richiede a caricatori e fornitori di logistica di adeguarsi alle normativa in costante mutamento, ai progressi tecnologici ed ai costi in aumento.

La regolamentazione nei settori degli alimentari e dei prodotti farmaceutici è in aumento a causa della globalizzazione, mettendo ceppi ai produttori così come ai trasportatori al fine di far sì che i prodotti siano conformi alla legge e che si conservi la qualità da un capo all'altro della filiera.

Le misure preventive, la conformità e la normativa di armonizzazione sono importanti questioni per le industri alimentari e farmaceutiche.

Nell'Unione Europea, ad esempio, circa l'80% dei prodotti farmaceutici richiedono un trasporto a temperatura controllata.

In previsione di una simile regolamentazione negli Stati Uniti, molti produttori farmaceutici stanno adottando tale approccio.

Inoltre, la graduale introduzione delle regole derivanti dalla Legge per l'Ammodernamento della Sicurezza Alimentare mirata alla prevenzione della U.S. Food and Drug Administration, approvata nel 2011, sta a significare che le imprese devono investire in metodologie in tempo reale al fine di documentare ogni fase nell'ambito della filiera del freddo alimentare.

I prodotti come quelli agricoli devono essere tracciabili al loro punto di origine.

Inoltre, i sistemi di richiamo devono essere affidabili ed efficienti allo scopo di adeguarsi alla normativa più rigorosa.

Portarsi avanti rispetto alla normativa è una tematica comune presso la logistica della filiera del freddo: dal momento che i produttori prevedono prassi più rigide nelle loro richieste, i fornitori di logistica integrata e gli altri fornitori di trasporto devono rispondere in modo tale da assicurare il possesso di credenziali appropriate nonché di essere pronti.

"Siamo molto più rigorosi riguardo a come selezioniamo i fornitori di servizio" afferma Greig Jewell, direttore del flusso di valore delle operazioni della filiera distributiva della Nestlé Canada, che è stato citato in un rapporto della Inbound Logistics.

"Noi adesso effettuiamo operazioni in una filiera distributiva direttamente con il fornitore, coinvolgendo non solo il nostro imballaggio ed i nostri elementi, ma anche i nostri fornitori di servizio come la VersaCold".

La carenza di autisti ed i limiti di capacità continuano ad impattare sulla filiera del freddo.

Le ragioni: la messa in atto di operazioni con una flotta refrigerata richiede notevoli investimenti di capitale, autisti formati in modo speciale, aumento della responsabilità ed un maggiore rischio di frequenti e rigorose ispezioni.

I vettori della filiera del freddo continuano ad investire in modo ingente in equipaggiamento di bordo che viene montato nelle unità di refrigerazione al fine di seguire la temperatura e la localizzazione; i produttori investono in imballaggi ad alta tecnologia che rende i dati disponibili in tempo reale ai fornitori di logistica integrata ed ai caricatori.

Alcuni caricatori si servono anche di sensori rimovibili per seguire la temperatura dei loro carichi freddi, normalmente per le merci ad alto valore e le spedizioni internazionali.

La tracciatura della temperatura può essere realizzata anche nell'imballaggio.

La MillerCoors usa un inchiostro sensibile alla temperatura per mostrare quando i prodotti sono alla temperatura ottimale.

Gli inchiostri vengono utilizzati altresì sui cartoni del latte per indicare quando la temperatura è uscita dalla fascia di sicurezza.

La Nestlé Canada usa sensori con capacita di GPS per le merci in entrata via mare, rotaia o strada.

I congegni in questione comprendono allarmi in tempo reale relativi alla zona, alla tratta, all'intrusione ed alla temperatura.

Poi c'è l'equazione della sostenibilità.

Gli operatori della filiera del freddo debbono mettersi alla ricerca delle modalità atte a bilanciare i requisiti di alta intensità energetica dei prodotti deperibili allo scopo di ridurre il consumo delle risorse e l'impatto sull'ambiente.

Le opzioni comprendono l'aumento dell'uso del gas naturale compresso e dell'elettricità per i veicoli.

Tutti questi fattori vanno ad aggiungersi a ciò che la UPS chiama "i punti dolenti della filiera distributiva" per gli operatori attivi nel sanitario e nella farmaceutica.

La più recente indagine al riguardo della UPS - l'ottava - afferma che i costi e la gestione dei costi sono tra le questioni più difficili nella filiera distributiva che questi settori devono affrontare.

Anche se l'indagine della UPS si concentra sul capolinea logistico della filiera distributiva per le imprese sanitarie e farmaceutiche, le difficoltà che essa cita sono applicabili anche a virtualmente tutte le altre aree della gestione della filiera distributiva in molti settori.

Secondo la UPS, la gestione dei costi resta una notevole ed ostinata questione relativa alla filiera distributiva.

"I responsabili delle decisioni inerenti alla logistica dei sanitari riferiscono che la rapida crescita delle attività, le fluttuazioni dei costi del carburante e delle materie prime, l'aumento della regolamentazione e l'espansione in nuovi mercati sono le maggiori difficoltà inerenti alla gestione dei costi della filiera distributiva".

A detta della UPS, la pianificazione delle eventualità è un'altra area della sanità e delle scienze biologiche in ordine alle quale le imprese possono trovare sia difficile che rischioso giustificare gli investimenti, sulla base del limitato ed imprevedibile impatto dei disservizi nella filiera della distribuzione.

L'indagine della UPS ha raccolto i risultati delle interviste effettuate ad oltre 400 dirigenti della logistica sanitaria in 16 paesi.

Secondo l'indagine, la rapida crescita delle attività è uno dei principali intralci al controllo dei costi per le filiere distributive farmaceutiche, dato che il 56% di coloro che hanno risposto hanno detto di aver dovuto lottare con essa l'anno scorso.

Altri importanti fattori di costo citati come ostacoli sono stati i costi oscillanti del carburante (55%) ed i costi oscillanti delle materie prime (49%).

Fra gli altri "punti dolenti" vi sono i sistemi informatici obsoleti (38%) e la mancanza di visibilità della filiera distributiva (38%).

Fra le aree di successo indicate dall'indagine vi sono il buon progresso nel far fronte alla sicurezza del prodotto ed il maggiore successo nel riuscire a conformarsi alla normativa: una questione di primaria importanza nel settore farmaceutico a causa dei pesanti oneri che il regime normativo statunitense ed internazionale impone frequentemente al settore.

Un'altra area di successo che potrebbe essere un modo per affrontare le difficoltà comportate dalla gestione dei costi e dalla pianificazione delle emergenze è l'uso dei partenariati nella logistica e nella distribuzione nonché della collaborazione quale strategia esaustiva.

La necessità di allineamento e collaborazione in tutta la complessa filiera della distribuzione è più essenziale che mai perché, come dice la UPS nel proprio rapporto sui punti dolenti della filiera, "quanti più innovativi e raffinati prodotti entrano nel mercato globale, tanto più la posta diventerà più alta per le imprese del settore sanitario al fine far sì che le crescenti domande dei consumatori vengano soddisfate da filiere distributive innovative e raffinate".
(da: cargobusinessnews.com, 13 aprile 2016)



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