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23 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 12:36 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIV - Numero 15 GIUGNO 2016

TRASPORTO MARITTIMO

OCCORRE PRESTO UN LIMITE DI VELOCITÀ PER LE NAVI

Il trasporto marittimo è afflitto da due flagelli: l'eccesso di capacità e la sua percepita incapacità di ridurre le emissioni.

Entrambi sono collegati alla natura intrinseca del trasporto marittimo - un'attività davvero globale - e la difficoltà di raggiungere accordi davvero globali.

Difficoltà dovuta al fatto che ci sono sempre nazioni che pensano che le proprie compagnie di navigazione stiano meglio se non sono regolamentate.

Ciò comporta punti morti normativi che sfortunatamente sono tutti troppo comuni al settore dello shipping.

Ma che cosa accadrebbe se la regolamentazione a livello globale dovesse essere realmente al servizio del loro interesse personale?

L'interesse personale.

Per la maggior parte delle ditte di trasporto marittimo questo significa cercare di sopravvivere e - con un po' di fortuna - realizzare qualche profitto.

Come? Diventando più grandi, utilizzando navi più grandi.

Appena la capolista del settore - che normalmente ha un nome danese - introduce una nave più grande, i concorrenti devono seguirla, allo scopo di restare competitivi e di non perdere quote di mercato.

Quello che ha senso per ogni singola compagnia di navigazione potrebbe non averlo per il settore nel suo complesso, poiché questo atteggiamento collettivo crea un eccesso di capacità che deprime le tariffe di nolo.

Nessuna ditta ha perduto quote di mercato, ma nessuna in realtà realizza profitti.

Questo "gioco" non avviene nell'interesse di ogni altro operatore.

Di sicuro, le tariffe di nolo sono diminuite di modo che il costo delle merci importate ed esportate andrà giù.

Buone notizie per gli esportatori ed i consumatori, direbbe qualcuno.

Ebbene, non proprio; i costi del trasporto marittimo sono già così bassi che qualche centesimo in meno sul prezzo finale non farà davvero nessuna differenza.

Inoltre, i prezzi inferiori sono controbilanciati dai maggiori rischi nella filiera distributiva delle navi più grandi e delle ditte più grandi di trasporto marittimo.

Le ditte inefficienti non scompariranno dato che i governi tendono a salvare i propri campioni nazionali di trasporto marittimo.

La regolamentazione delle dimensioni navali potrebbe teoricamente interrompere questa dinamica, ma si tratta di uno strumento spuntato che è respinto con forza dal settore dello shipping.

C'è un modo più elegante per affrontare l'eccesso di capacità delle navi: imporre un limite di velocità al trasporto marittimo.

In pratica, questo significa velocità più bassa, di modo che occorrano più navi per trasportare lo stesso quantitativo di carico: navi che sono disponibili in abbondanza.

Alo shipping in realtà questo potrebbe piacere, dato che consentirebbe al settore di usare le proprie navi anziché fermarle o demolirle.

In termini di progettazione, non si tratterebbe forse di un limite di velocità massima come avviene per le automobili, ma piuttosto di una velocità media da non superare nel corso di un viaggio.

In tal modo, le navi potrebbero ancora ottenere la propria ottimizzazione del viaggio, accelerando pertanto quando serve.

Si potrebbe anche aggiungere la possibilità per le ditte di trasporto marittimo di acquistare il diritto di andare più veloce.

Il limite di velocità potrebbe essere differenziato per tipo di nave.

Ed inoltre un limite di velocità potrebbe contribuire alle prestazioni ambientali dello shipping.

Il consumo di carburante - e quindi le emissioni - aumentano esponenzialmente con la velocità.

Rallentare la velocità delle navi farà conseguire notevoli riduzioni delle emissioni.

È qualcosa di cui si sente molto il bisogno in un momento in cui le emissioni del trasporto marittimo sono state di fatto etichettate dalle ONG ambientaliste come l'elefante nella stanza.

Così questa storia può leggersi come una classica fiaba dell'economista, in cui il perseguimento dell'interesse personale conduce ad un desiderabile esito morale.

Comportiamoci in tal senso.
(da: shippingtoday.eu, 12 giugno 2016)



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