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28 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 10:15 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIV - Numero 15 LUGLIO 2016

PORTI

THAMES VISION OSCURATA DALLE INCERTEZZE DERIVANTI DALLA BREXIT

La prospettiva del ritiro della Gran Bretagna dall'Unione Europea ha tolto un po' di smalto ai piani finalizzati a rinvigorire l'attività sul fiume Tamigi dove sono situati due dei principali terminal container del Regno Unito, unitamente a numerose altre strutture per la movimentazione dei carichi.

La PLA (Port of London Authority), che è responsabile dell'estuario del Tamigi dal Mare del Nord alla chiusa di Teddington nella Londra occidentale, ha varato i propri obiettivi della Thames Vision il 4 luglio scorso, poco più di una settimana dopo che il Regno Unito aveva votato a favore dell'abbandono dell'Unione Europea.

I piani, che sono stati sviluppati per 18 mesi, stabiliscono come la PLA speri di sviluppare un'ampia gamma di attività commerciali e per il tempo libero nel giro dei prossimi 20 anni, dal trasporto di merci e passeggeri allo sport ed alle attività ricreative, unitamente ad interessi di eredità culturali.

Sia il London Gateway della DP World che il London Container Terminal della Forth Ports a Tilbury sono situati sulle rive del Tamigi, così come diverse altre strutture minori per la movimentazione di contenitori e ci si aspetta che Londra quest'anno sia presente nella classifica annuale dei primi 100 porti containerizzati di Lloyd's List.

Come ha dichiarato Val Shawcross, vice sindaco di Londra con delega ai trasporti ai partecipanti alla cerimonia di lancio della Thames Vision, una delle intenzioni è quella della riapertura dei moli lungo il Tamigi che sarebbero in grado di movimentare merci compresi i container.

Questo messaggio è stato condiviso da Robin Mortimer, amministratore delegato della PLA, il quale ha detto che l'obiettivo è quello di raddoppiare i

volumi delle merci dell'hinterland movimentate sul Tamigi sino a più di 4 milioni di tonnellate "e di riportare nuovamente i container a monte".

La PLA ha dichiarato di mirare ad aggiungere almeno cinque nuove strutture per la movimentazione de carichi entro il 2025.

Il Porto di Londra attualmente movimenta sino a 45 milioni di tonnellate di merci all'anno, comprese grandi quantità di aggregati ed altri materiali destinati al fiorente settore edile della capitale, oltre ai rifiuti ed agli scarti che devono essere spediti dalla città alla volta dei siti di riciclaggio.

Ci sono numerose strutture specializzate lungo il fiume che movimentano molti diversi tipi di carichi, dal petrolio ai cereali, allo zucchero ed alle parti di auto, mentre Tilbury movimenta le navi da crociera.

Tuttavia, il voto a favore dell'abbandono dell'Unione Europea solleva tutta una serie di incertezze rispetto alle prospettive di Londra e anche se la maggior parte dei soggetti interessati alla Thames Vision ancora si aspetta che i traffici continuino a crescere, il direttore generale della Camera di Commercio ed Industria di Londra Colin Stanbridge ha fatto risuonare una parola di deciso avvertimento.

Quelli che ora vorrebbero che il Regno Unito sviluppasse nuove relazioni commerciali con i paesi al di fuori dell'Unione Europea lo troveranno "incredibilmente difficile" ha detto Stanbridge.

Le sue esperienze in importanti missioni commerciali in Asia o Sud America, ad esempio, hanno dimostrato che le imprese minori, in particolare, preferirebbero fare affari più vicino a casa, in Europa.

E questa è una cosa che i politici non capiscono, ha detto in occasione del varo della Thames Vision.

La preferenza per il commercio con altri paesi europei è particolarmente rilevante per le strutture del Tamigi che movimentano grandi quantitativi di traffici marittimi a corto raggio.

Quei terminal fanno altresì affidamento sulla libera movimentazione delle merci per far sì che i carichi non vengano assoggettati a ritardi in porto da parte delle dogane ma che vengano avviati alla destinazione finale molto presto dopo essere stati scaricati dalla nave.

Peraltro, anche la libera circolazione del lavoro è essenziale per Londra, afferma Stanbridge.

Londra "non deve tirare su il ponte levatoio" ha avvisato.

La capitale "vuole lavoratori immigrati… e senza di loro potrebbe subire una battuta d'arresto".

I leader del settore marittimo stanno già cominciando ad avvertire contro i rischi della cessazione della libera movimentazioni delle persone in un settore come questo che ha bisogno costantemente di ruotare i dipendenti.
(da: lloydsloadinglist.com, 7 luglio 2016)



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