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19 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 23:55 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIV - Numero 31 LUGLIO 2016

STUDI E RICERCHE

ANCORA IN CALO LE TARIFFE DI TRASPORTO MARITTIMO CONTENITORI, MA I DATI PER L'AVVENIRE EVIDENZIANO UNA "TENDENZA VERSO L'ALTO"

Le tariffe a pronti relative ai container dall'Asia all'Europa scivolano per la seconda settimana consecutiva, ma rimangono a più di 700 dollari USA per TEU: un livello che i vettori non sembrano pronti ad infrangere, dato l'attuale stato "pieno" dei viaggi diretti ad ovest.

Lo SCFI (Shanghai Containerized Freight Index) ha registrato un calo del 16,7% delle tariffe a pronti alla volta del Nord Europa, che sono diminuite di 156 dollari USA per la settimana sino a 776 dollari USA per TEU.

Nel contempo, le tariffe a pronti per i porti del Mediterraneo sono diminuite del 20,3%, ovvero di 193 dollari USA per TEU, sino a 758 dollari USA per TEU.

Tuttavia, secondo la ditta specialista in comparazioni nell'ambito del trasporto merci marittimo Xeneta, i dati esterni forniti da caricatori e spedizionieri operativi nelle direttrici di traffico indicano che le tariffe resteranno su una curva verso l'alto, almeno sino alla fine del mese di settembre.

La società con sede ad Oslo afferma di avere registrato sulla propria piattaforma migliaia di caricatori, spedizionieri ed operatori non operativi con navi, i quali forniscono dati sulle tariffe a pronti, a breve termine e contrattuali.

L'amministratore delegato Patrick Berglund sottolinea che sia le tariffe a breve termine che quelle contrattuali sono in risalita.

"Il mercato è chiaramente in tendenza verso l'alto" ha dichiarato nel contesto della pubblicazione della Xeneta sulle tariffe del secondo trimestre e sulle prospettive del terzo trimestre.

Alcuni vettori attivi sulla rotta in questione hanno recentemente annunciato un'altra caterva di GRIs (incrementi tariffari generali) per il 1° agosto, mentre altri incrementeranno le proprie tariffe FAK (nolo unico per le merci di tutti i tipi) per la stessa data.

Ai sensi di un accordo raggiunto con la Commissione Europea ai primi di luglio, a partire dal 7 dicembre prossimo i vettori non potranno più attuare i GRIs; invece, se lo sceglieranno, le linee di navigazione potranno pubblicare tariffe massime di nolo tutto compreso relative alla rotta.

Gli annunci di FAK - che devono includere la tariffa di base, gli addebiti per il bunker, gli addebiti per la sicurezza, gli oneri di movimentazione terminalistica e i sovrapprezzi per l'alta stagione - non devono essere fatti più di 31 giorni in anticipo e devono essere considerati come prezzi massimi per il periodo di validità dichiarato.

Tuttavia, i vettori sono, naturalmente, ancora liberi di offrire tariffe inferiori ai caricatori.

Recentemente, la Maersk Line e la China Cosco Shipping hanno seguito la Hapag-Lloyd nell'annunciare incrementi FAK anziché GRIs, prima del termine di scadenza di dicembre.

Nel contempo, l'ESC (European Shippers' Council) si è lamentato del fatto che, sebbene il nuovo modello di FAK possa apportare maggiore trasparenza, "non risolve il problema della fissazione dei prezzi".

L'ESC lamenta che l'uso dei FAKs "consente ancora agli operatori marittimi di linea di collaudare la loro nuova politica dei prezzi senza incorrere nel rischio di perdere clienti".

Altrove, le tariffe a pronti sui traffici transpacifici sono salite a metà luglio e lo SCFI ha registrato un picco del 20% nei viaggi diretti alla costa occidentale degli Stati Uniti, sino a 1.421 dollari USA per un 40 piedi, ed un più modesto incremento dell'8,3% per i traffici diretti ai porti della costa orientale USA, portando la tariffa a pronti sino a 1.871 dollari USA per un 40 piedi.

Tuttavia, il mattatore dello SCFI continua ad essere la rotta Asia-costa orientale del Sud America, in cui le tariffe a pronti sono balzate verso l'alto di altri 335 dollari USA per TEU sino ad un incredibile 2.626 dollari USA per TEU a metà luglio.

Si tratta di una ripresa impressionante per un traffico in cui le tariffe a pronti per i contenitori erano inferiori a 300 dollari USA per TEU sei mesi fa, prima che i vettori decidessero di effettuare una serie tagli radicali alla capacità sulla rotta in questione.
(da: theloadstar.co.uk, 15 luglio 2016)



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