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31 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 03:05 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIV - Numero 30 NOVEMBRE 2016

TRASPORTO STRADALE

STUDIO SULL'AUTOTRASPORTO MERCI DELL'UNIONE EUROPEA METTE IN EVIDENZA "INSOSTENIBILI" DIVARI DI COMPETITIVITÀ

Uno studio comparativo delle condizioni di occupazione e dei salari dei camionisti internazionali in 15 paesi europei ha messo in evidenza enormi disparità fra i costi operativi che suggeriscono come l'armonizzazione delle condizioni operative e della competitività degli autotrasportatori in tutta l'Unione Europea sembri essere più lontana che mai.

Lo studio, intrapreso dall'agenzia francese di ricerca e raccolta dati sul trasporto merci stradale CNR (Comité National Routier), tiene conto delle condizioni dell'occupazione e dei salari dei camionisti, compresi gli stipendi, i contributi di sicurezza sociale, le indennità di viaggio, i tempi di guida e le ore di lavoro.

Lo studio rivela che, nel suo insieme, il divario dei costi in termini di personale alla guida è enorme.

"La stessa guida oraria sullo stesso camion sulla stessa strada con le stesse merci può costare 8 o 33 euro all'ora a seconda che il camionista sia dipendente di un'impresa bulgara e di un'impresa belga" si legge nel rapporto.

Il costo complessivo annuo di un camionista internazionale nell'Unione Europea spazia dai 16.000 euro per un camionista bulgaro ai 56.000 euro per un camionista belga.

"Dal punto di vista degli autisti, che s'incontrano nelle aree di sosta dei camion, queste sono più che mere cifre" aggiunge il rapporto.

"L'Europa che essi percepiscono non è quella della solidarietà sociale, bensì quella della competitività".

Continua poi: "Un divario nella competitività di queste dimensioni non può esistere in un mercato.

Possiamo solo confermare il teorema eleborato dall'economista francese Michel Albert, che essenzialmente avvisa che qualsiasi attività con sede in un paese con un elevato livello di vita che impiega principalmente una forza-lavoro con scarse competenze è votata al fallimento oppure deve spostare le proprie operazioni altrove".

L'espansione dell'Unione Europea e l'introduzione dei diritti di "cabotaggio" (trasporto nazionale) limitati per gli operatori di trasporto internazionale nel settore dell'autotrasporto europeo hanno fatto sì che le ditte di trasporto con sede in paesi dai costi elevati come l'Italia, il Belgio e la Francia fossero buttate fuori dallo spazio internazionale nel corso del passato decennio.

Il rapporto nota che il mercato è divenuto iperconcentrato attorno a diversi paesi, con la Polonia da sola a disporre di una quota del 25% del mercato dell'Unione Europea mentre i trasportatori provenienti da paesi come la Lituania, la Romania, la Repubblica Ceca, l'Ungheria e la Slovacchia sono emersi quali importanti soggetti.

Ai sensi delle regole dell'Unione Europea sul "cabotaggio", le ditte straniere hanno il diritto di effettuare un massimo di tre operazioni di trasporto nazionale in un periodo di sette giorni, subito dopo l'effettuazione di un'operazione internazionale.

Sebbene vi siano stati piani finalizzati ad aprire completamente il mercato del cabotaggio dell'Unione Europea, questo continua ad incontrare una notevole opposizione, in particolare da parte dei paesi dell'Europa occidentale dove i salari sono alti.

A maggio del 2013, la Commissione Europea si è inchinata alle pressioni da parte delle federazioni del trasporto stradale e ha accantonato piani per introdurre uno schema di cabotaggio senza limitazioni in tutta l'Unione Europea dal 2014.

"Stando così le cose in termini di relazioni inerenti alla concorrenza, se il mercato europeo del cabotaggio venisse aperto negli anni a venire, non sbaglieremmo a dire che le stesse cause condurrebbero agli stessi effetti" afferma il rapporto.

Esso sostiene che gli obiettivi fissati nei trattati costitutivi dell'Unione Europea nel senso di "addivenire ad una armonizzazione sociale mediante il miglioramento e mantenerla" e di porre regole uguali per tutti in termini di condizioni concorrenziali in Europa sono ancora al livello di lavori in corso, quanto meno nel settore dell'autotrasporto merci europeo.

"Per un numero significativo di stati membri dell'Unione Europea, l'attuale situazione nel mercato unico dell'autotrasporto merci internazionale è pertanto insostenibile" aggiuge lo studio.

La Francia e la Germania negli ultimi anni hanno cercato di proteggere i propri operatori di trasporto merci su strada mediante l'introduzione di varie disposizioni sui salari minimi, compresi gli autotrasportatori internazionali in transito, sebbene questi ultimi siano stati ostacolati da altri paesi dell'Unione Europea.

A febbraio del 2015, il governo tedesco aveva sospeso l'applicazione della normativa introdotta il mese precedente che aveva imposto il salario minimo del paese ai trasportatori internazionali in transito in Germania.

La misura era intesa a combattere il "dumping" sui salari nel settore dell'autotrasporto merci in Germania, dove c'è un forte risentimento nei confronti della concorrenza sleale da parte dei paesi in cui i salari sono bassi.

Ma il governo ha poi dovuto cedere alle pressioni di altri paesi europei, segnatamente la Polonia, ed anche da parte di associazioni di categoria come l'IRU.

Ed a maggio del 2015 la Commissione Europea ha avviato un procedimento d'infrazione nei confronti della Germania riguardo all'applicazione della sua legge sul salario minimo in relazione alle operazioni di transito dell'autotrasporto internazionale.

"Anche se supporta totalmente l'introduzione di un salario minimo in Germania, la Commissione ritiene che l'applicazione della legge sul salario minimo a tutte le operazioni di trasporto che toccano il territorio tedesco restringa la libertà di fornitura dei servizi e la libera circolazione delle merci in modo sproporzionato" afferma la Commissione.

L'infrazione non si estende alle attività di "cabotaggio", il che significa che la Germania può ancora richiedere che il proprio salario minimo di 8,50 euro all'ora venga pagato agli autisti di ditte straniere quando effettuano operazioni nazionali all'interno del paese.

La Commissione deve ancora adottare una posizione sul cabotaggio in relazione al salario minimo nei singoli stati membri.

Anche le regole della Francia potrebbero dover essere sottoposte al vaglio della Commissione Europea.

A febbraio del 2015, il parlamento francese ha approvato una legge, con entrata in vigore alla fine del 2015, con la quale si applica il salario minimo legale alle operazioni di cabotaggio.

Come già riportato in precedenza, i ministri dei trasporti di otto stati europei hanno scritto alla commissaria ai trasporti dell'Unione Europea Violeta Bulc sottolineando le proprie crescenti preoccupazioni relative a presunte violazioni della normativa sul lavoro dell'Unione Europea e le prassi di attività illegali nell'ambito del settore del trasporto su strada, che a loro dire hanno indotto una concorrenza sleale e un "dumping sociale".

I ministri di Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia e Lussemburgo, nonché della non comunitaria Norvegia, affermano che "i diritti fondamentali quali la libera movimentazione di merci e servizi, che noi supportiamo con tutto il cuore, vengono sempre più evocati in modo abusivo al fine di evitare di conformarsi alla regolamentazione europea, che è la garante della concorrenza leale nel mercato interno".

I ministri hanno anche attirato l'attenzione sull'emergenza nel settore delle cosiddette "imprese casella postale" - costituite allo scopo di eludere gli obblighi legali e collettivi degli accordi in un altro paese dell'Unione Europea - "le cui pratiche di attività sleale sono sempre più frequenti".

Essi hanno fatto un certo numero di raccomandazioni alla commissaria, fra le quali il divieto agli autisti di dormire nei propri veicoli nel corso dei periodi di riposo settimanali prescritti, l'incremento e l'armonizzazione dei controlli sui veicoli pesanti, l'introduzione di misure finalizzate a porre fine all'attività delle "società di comodo", così come l'adozione di iniziative per mettere un freno alla tendenza in aumento per i veicoli commerciali leggeri (furgoni) di effettuare operazioni di trasporto internazionale.

Un fonte dell'Unione Europea ha detto a Lloyd's Loading List che la Commissione ha condiviso un certo numero delle opinioni espresse nella lettera e che attualmente stava lavorando ad un certo numero di iniziative per il settore dell'autotrasporto, da presentarsi nel 2017, "al fine di apportare maggiore chiarezza ed una migliore applicazione della normativa sul lavoro".

La fonte ha aggiunto: "Certe regole sono poco chiare e vengono implementate secondo modalità diverse a seconda dello stato membro.

Questo è il caso, ad esempio, delle limitazioni inerenti al cabotaggio.

Le regole sulla costituzione di imprese di autotrasporto devono essere riviste per affrontare il fenomeno delle imprese "casella postale"

Per la reale natura del settore dei trasporti, molti dei suoi lavoratori sono assai mobili e questo induce questioni specifiche ad esso.

Ad esempio, quale salario dovrebbe essere pagato agli autisti quando lavorano in 10 diversi paesi in un singolo mese?".

Germania e Francia hanno fatto passi unilaterali per imporre le proprie regole sulla paga minima alle ditte di autotrasporto internazionali nel tentativo di reprimere le pratiche di "dumping sociale".

Ma la Commissione ha reagito avviando procedimenti per infrazione nei confronti dei due stati membri.

"In entrambi i casi, siamo alla prima fase della procedura d'infrazione" afferma la fonte dell'Unione Europea.

"È stata inviata una lettera di diffida e abbiamo ricevuto le rispettive risposte dalle autorità francesi e tedesche.

Stiamo valutando queste risposte prima di decidere i prossimi passi e non abbiamo stabilito una scadenza al riguardo".
(da: lloydsloadinglist.com, 14 ottobre 2016)



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