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COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIV - Numero 15 DICEMBRE 2016

PROGRESSO E TECNOLOGIA

LA MATURITÀ DEI CONTENITORI INTELLIGENTI

L'imponente impiego di contenitori intelligenti e connessi è giusto dietro l'angolo.

Tim Baker, direttore marketing e comunicazioni alla TRAXENS, spiega perché.

* * *

I contenitori intelligenti, ovvero i contenitori equipaggiati con elettronica che gli consente di essere seguiti e monitorati da remoto, non sono un'idea nuova.

Anche se i primi contenitori intelligenti sono stati posti in attività più di 15 anni fa, si stima che meno del 4% degli oltre 20 milioni di container multimodali fossero "intelligenti" nel 2016.

Questo significa che le informazioni che consentono alle linee di navigazione di sapere dove sono i loro contenitori ed ai caricatori di conoscere la posizione e le condizioni dei loro carichi devono pertanto essere inserite manualmente da qualche parte lungo la linea, con un inevitabile livello di errori, omissioni e persino frodi.

Sebbene molta della logistica relativa alla movimentazione di contenitori venga gestita da sistemi informativi, il fatto che un container sia incapace di comunicare il proprio status significa che ci sono molti buchi neri, incertezze e discrepanze nelle informazioni fra ciò che i sistemi informativi indicano e la realtà.

L'impatto sull'efficienza per tutti gli attori dell'ecosistema containerizzato ha raggiunto un livello per cui un cambiamento è divenuto necessario.

Ma cambiare è possibile? E se sì, perché non si è verificato prima?

Esistono quattro tendenze che contribuiscono insieme a portarci al punto critico dell'era dei contenitori intelligenti:
  • nuovi elementi trainanti nel settore dello shipping;
  • elevato livelli di digitalizzazione delle filiere distributive;
  • aumento della consapevolezza delle capacità degli oggetti connessi;
  • nuova tecnologia che abbassa i costi.
L'elemento trainante dell'efficienza negli ultimi 15 anni sono state le navi più grandi e questo indirizzo è riuscito sempre più ad agevolare i traffici internazionali mediante la riduzione dei costi per TEU.

Poiché la stessa tattica ha comportato gli stessi vantaggi in termini di costi per così tanti anni, l'idea che ci fosse un limite o che ci fossero altri modi di conseguire l'efficienza è stata sottostimata.

Tuttavia negli ultimi 18 mesi le voci che affermavano che il limite fosse stato raggiunto sono diventate sempre più alte.

Il Contenitore Intelligente è un ottimo candidato.

Alto livello di digitalizzazione delle filiere distributive

Il potere della digitalizzazione nelle filiere distributive a livello di unità ha trasformato le filiere distributive della produzione e nella vendita al dettaglio.

L'uso delle etichette RFID e dei codici a barre per identificare singoli articoli o pallet ha consentito ai sistemi informativi di gestire automaticamente - e pertanto in modo più economico ed affidabile - maggiori volumi di prodotti in filiere distributive sempre più complesse.

La gestione di milioni di box è stata resa possibile perché i dati erano reali, in quanto generati dai contenitori stessi.

Tuttavia non è stato così semplice applicare al container le etichette RFID ed il codice a barre a causa del suo ambiente assai diverso.

Lo standard ISO 10981 che ha determinato la modalità standard per identificare i contenitori utilizzando le etichette RFID è stato definito nel 2009 e peraltro, pur essendo tecnicamente fattibile e definito con chiarezza, non si è riuscito ad farlo adottare su larga scala.

Sebbene le etichette RFID di per se stesse fossero a basso costo ed affidabili, l'equipaggiamento necessario per leggerle era costoso ed indentificava solamente la presenza di un container in una particolare località.

Inoltre non è emerso alcun modello di attività funzionante che permettesse un ritorno sugli investimenti di questa costosa attrezzatura.

Non c'è stato nessun canale che consentisse ad una parte dei vantaggi per gli utenti dei contenitori di ritornare a coloro che avevano dovuto effettuare investimenti; nessuna situazione vantaggiosa per tutti.

Tantissimi grandi settori possono adesso seguire e tracciare i propri articoli lungo tutta la filiera della distribuzione all'interno di negozi, magazzini e centri distributivi, ma quando i loro prodotti vengono sistemati in un container hanno una visibilità assai limitata.

Le aspettative dei produttori e dei venditori al dettaglio di avere una visibilità da un capo all'altro della filiera per i loro prodotti in viaggio hanno creato l'esigenza di un contenitore intelligente.

Incremento della consapevolezza del potere degli oggetti connessi

A partire dal 2007, il massiccio impiego degli smartphone ha dimostrato a molti segmenti del mercato gli enormi guadagni possibili derivanti da dati reali generati automaticamente.

"Uberizzare" è diventato un verbo comunemente utilizzato per indicare gli effetti del cambiamento di un settore attraverso l'uso insolito dei dati.

Gli investitori hanno cercato la successiva opportunità di "uberizzazione" ed il settore dei trasporti è stato visto come un buon obiettivo.

Nel solo 2015 ben oltre 100 milioni di dollari USA di capitale di rischio sono stati versati in società come Flexport, Cargomatic, Freightos, Convoy, Transfix ed altre nella speranza che una di loro trasformasse il settore dell'autotrasporto o del trasporto multimodale.

Ma tutte quante queste soluzioni sono unicamente soluzioni di software.

Realizzare l'Uber del trasporto containerizzato multimodale è più complesso per il fatto che i dati reali in ordine alla posizione ed alle condizioni del contenitore non esistono.

Prima di essere in grado di gestire i dati, questi ultimi devono essere creati, ma, per poter realizzare una soluzione fattibile per la generazione e la gestione dei dati derivanti dai contenitori, la consapevolezza del potenziale significherà che saranno disponibili dollari da investire per far sì che ciò si verifichi.

Nuova tecnologia per rendere fattibili i Contenitori Intelligenti

La Uber ha costruito il suo successo mediante l'uso dei dati generati dagli smartphone che erano già in possesso dei passeggeri così come degli autisti: la difficoltà di gestire la logistica dei contenitori con dati reali parte dal dotare i container con l'elettronica.

I container non sono telefoni e la tecnologia che serve a renderli intelligenti deve affrontare problematiche assai diverse specialmente riguardo al consumo di energia e la trasmissione dei dati.

Se si vuole che si verifichi un massiccio impiego di contenitori intelligenti allora bisogna tener conto di ogni sorta di container.

I contenitori refrigerati presentano la particolarità di essere alimentati o di avere una fonte propria di alimentazione, ma ogni tecnologia di contenitore intelligente universale dev'essere fattibile anche per i contenitori per carichi secchi, per quelli cisterna e per le altre unità non alimentate.

Le attuali tecnologie per la trasmissione di dati quali Bluetooth, Wi-Fi o GSM non sono adatte di per se stesse ai Contenitori Intelligenti perché utilizzano troppa energia ed anche perché funzionerebbero molto male quando il contenitore si trova in situazioni che presentano un elevato livello di umidità o sono circondati da un mucchio di metallo, che è proprio l'ambiente in cui si trova un contenitore per gran parte del tempo.

Occorre sviluppare nuove tecnologie.

Nuova gestione dei dati

Con un nuovo modello di attività mediante la comprensione delle esigenze e delle aspettative per dati reali da porta a porta dai contenitori e l'analisi delle barriere che hanno impedito in precedenza l'impiego di soluzioni, abbiamo la possibilità di realizzare una soluzione per Contenitori Intelligenti che possa essere impiegata su larga scala.

Alla TRAXENS questa linea di pensiero ha indotto lo sviluppo di una tecnologia fondamentalmente nuova, la TRAX-NET, un nuovo modo per gestire e distribuire i dati, il TRAX-HUB, ed un modello di attività che assicura una situazione con vantaggi per tutti per i principali operatori dell'ecosistema containerizzato.

La principale difficoltà per un completo sistema di Contenitore Intelligente è l'autonomia energetica.

Ogni sistema che estenda la durata della batteria dei congegni per Contenitori Intelligenti contribuisce notevolmente a ridurre i costi complessivi dell'intero sistema nel tempo.

Ciò ha indotto la TRAXENS a sviluppare una tecnologia di comunicazione specificamente progettata per funzionare in modo efficiente nell'ambiente dei contenitori: la TRAX-NET.

Quest'ultima è un protocollo radio che consente ai contenitori di comunicare l'un l'altro e con infrastrutture fisse a bordo delle navi, nonché nei piazzali che usino un minimo di energia.

Le frequenze radio ed i protocolli di ripetizione assicurano buone prestazioni nei più difficili ambienti containerizzati, consentono l'emissione di segnali dai contenitori immagazzinati nella stiva più profonda delle navi più grandi allo scopo di raggiungere il mondo esterno e di rispettare la normativa locale sulle emissioni radio ovunque nel mondo.

La TRAX-NET consente altresì a tutti i contenitori nei pressi di condividere le comunicazioni affamate di energia GSM e quelle satellitari.

I congegni TRAXBOX che trasformano i contenitori stupidi in Contenitori Intelligenti sono equipaggiati anche con capacità di comunicazione GSM o satellitare che possono essere utilizzate quando non è disponibile un'alternativa.

Inoltre, la logica di bordo assicura che la preziosa fonte energetica venga utilizzata per le comunicazioni solo quando c'è qualcosa di utile da comunicare, risultando così la soluzione energetica più efficiente e pertanto più efficace dal punto di vista dei costi.

La raccolta di informazioni su posizione, temperatura, vibrazioni e colpi ed altri parametri mediante una serie ampliabile di sensori dedicati è cruciale ma è solo una parte di una soluzione fattibile per Contenitori Intelligenti.

I dati prodotti devono avere abbastanza valore da essere in grado di supportare i necessari investimenti di capitale e nella complessa filiera di valore nell'ambio dell'ecosistema containerizzato dev'esserci una situazione con vantaggi per tutti.

Nessuno dubita che avere a disposizione dati affidabili quasi in tempo reale sia prezioso quando si guarda il quadro nel suo insieme, ma se qualche collegamento vitale nell'ecosistema viene a mancare allora l'impiego potrebbe essere compromesso.

Alla TRAXENS abbiamo una nostra specifica proposta per queste due problematiche.

Il TRAX-HUB è una piattaforma di megadati che consente ai dati utili di raggiungere la gente se il loro sistema informativo è un telefono mobile, un browser per internet o un grande centro dati, nonché un modello di attività incentrato sulle linee di navigazione, cioè i proprietari ed operatori dei futuri Contenitori Intelligenti.

Questo approccio ha indotto la CMA CGM ad investire nella TRAXENS nel 2015 e ad ordinare un gran numero dei suoi contenitori da trasformare in Contenitori Intelligenti e noi nutriamo grandi speranze che altre linee di navigazione la seguiranno.

La maturità del Contenitore Intelligente

L'idea del Contenitore Intelligente 15 anni fa era stata indotta dalle esigenze di sicurezza dopo i tragici eventi del settembre 2001.

Tuttavia, quell'iniziativa ha dato luogo a soluzioni né efficienti dal punto di vista dei costi né scalabili.

Ora le esigenze imprenditoriali stanno portando ad una generazione totalmente nuova di Contenitori Intelligenti.

Siamo all'inizio di un movimento che impiegherà diversi anni per essere del tutto attuato ma non ci vorrà molto tempo prima che il termine "Contenitore Intelligente" non venga più utilizzato dal momento che la versione normale di un container sarà connessa ed il termine di "contenitore stupido" sarà riservato a quei pochi che non lo saranno.

Per maggiori informazioni si possono consultare i siti www.traxens.com e www.vimeo.com/channels/traxens.

Tim Baker può essere raggiunto scrivendo all'indirizzo mail t.baker@traxens.com.
(da: bic-containers n° 1- 2016)



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