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24 de noviembre de 2020 El diario on-line para los operadores y los usuarios del transporte 18:45 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIV - Numero 31 DICEMBRE 2016

LEGISLAZIONE

IL PARLAMENTO EUROPEO APPROVA LA NORMATIVA SUI PORTI DELL'UNIONE EUROPEA

Malgrado le obiezioni del settore portuale del Regno Unito, il Parlamento Europeo ha approvato la nuova regolamentazione dei porti dell'Unione Europea, nell'intento di renderli più efficienti ed allettanti per gli investitori, nonché di rendere più chiari gli oneri ed i finanziamenti che i porti europei ricevono dalle linee di navigazione e dai governi.

La normativa è stata approvata a larga maggioranza: 564 voti a favore, 140 contrari e 22 astenuti.

Questo voto pone fine alla saga del Pacchetto Portuale che era cominciata 15 anni fa.

Il relatore tedesco Knut Fleckenstein ha dichiarato: "Dopo 15 anni di discussioni in ordine alla politica dei porti europei, abbiamo finalmente trovato un accordo: gli attuali modelli di gestione portuale possono essere mantenuti e, per la prima volta, viene posto l'accento sulle buone condizioni di lavoro, che rappresentano una parte importante della competitività dei porti e che per noi non sono negoziabili".

Ha poi aggiunto che la trasparenza finanziaria si trova al nucleo dell'accordo, che dovrebbe agevolare il lavoro della commissione ai fini di un "coerente regime degli aiuti di stato, nonché dare il via agli investimenti nei porti".

La mancanza di regole chiare circa il finanziamento pubblico delle infrastrutture portuali e gli oneri per il loro utilizzo ostacola gli investimenti nei porti, afferma la Commissione Europea.

Le nuove regole sono finalizzate a rendere i porti dell'Unione Europea più efficienti ed attraenti per gli investitori.

Tali regole si applicano ad oltre 300 porti marittimi dell'Unione Europea nell'ambito della rete transeuropea di trasporto.

Esse comprendono la richiesta ai porti di mostrare chiaramente nei propri sistemi contabili i fondi pubblici che hanno ricevuto e di migliorare la trasparenza riguardo alle modalità con cui i servizi portuali e gli oneri correlati alle infrastrutture vengono fissati.

Gli stati membri dell'Unione Europea dovrebbero altresì assicurare che venga istituita una procedura efficiente allo scopo di far fronte ai reclami.

Al fine di procurare servizi ad alta qualità, le regole comprendono nuove direttive ai fornitori di servizi portuali affinché assicurino che i dipendenti ricevano la necessaria formazione, con particolare attenzione alla salute ed alla sicurezza.

Queste direttive in ordine alla formazione dovranno anche essere regolarmente aggiornate allo scopo di far fronte alle problematiche dell'innovazione tecnologica.

Inoltre il nuovo regolamento, anche se non impone uno specifico modello di gestione per i porti, stabilisce le condizioni nel caso volessero istituire requisiti minimi per i servizi quali il rimorchio, l'ormeggio, il rifornimento di carburante e la raccolta di rifiuti generati dalle navi, ovvero per limitare il numero dei fornitori di tali servizi.

Anche la lavorazione dei carichi ed i servizi passeggeri saranno assoggettati alle regole di trasparenza finanziaria, ma sono esentati da quelle sull'organizzazione dei servizi portuali.

All'inizio di quest'anno, il settore dei porti del Regno Unito aveva chiesto di respingere la nuova regolamentazione dei porti dell'Unione Europea, temendo che ciò potesse riportare indietro i porti ai giorni delle prassi restrittive ed al vecchio Piano per il Lavoro in Banchina.
(da: portstrategy.com, 15 dicembre 2016)



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