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20 March 2019 The on-line newspaper devoted to the world of transports 19:06 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXV - Numero 15 GENNAIO 2017

TRASPORTI ED AMBIENTE

L'IMO ESPRIME OBIEZIONI CIRCA LO SCAMBIO DELLE EMISSIONI MARITTIME DELL'UNIONE EUROPEA

L'inclusione del trasporto marittimo internazionale nel sistema europeo potrebbe minare l'impegno globale finalizzato a ridurre le emissioni di gas serra, afferma il segretario generale dell'IMO Kitack Lim.

Con una lettera aperta, Lim ha scritto a Martin Schulz (presidente del Parlamento Europeo), Jean-Claude Juncker (presidente della Commissione Europea) e a Donald Tusk (presidente del Consiglio Europeo), esprimendo la propria preoccupazione che l'inclusione del trasporto marittimo all'interno dello EU-ETS (sistema di scambio delle emissioni dell'Unione Europea) possa indebolire l'impegno inteso a ridurre le emissioni di gas serra derivanti dallo shipping su base globale.

La lettera fa seguito ad una decisione della Commissione Ambiente del Parlamento Europeo secondo cui le emissioni derivanti dalle navi dovrebbero essere incluse nello EU-ETS a partire dal 2023, se l'IMO non dovesse prendere un ulteriore provvedimento a livello globale per ridurre le emissioni di gas serra per il trasporto marittimo internazionale entro il 2021.

Nella lettera, Lim riconosce che l'Unione Europea ha una politica ambiziosa in ordine alle emissioni ed ammette che gli stati membri potrebbero voler accrescere il progresso fatto fino ad oggi.

Tuttavia, mette in guardia rispetto all'estensione dello EU-ETS includendovi le navi.

La International Chamber of Shipping ha già dichiarato la propria opposizione ai piani dell'Unione Europea.

"Sono preoccupato dal fatto che una decisione definitiva nel senso di estendere lo EU-ETS alle emissioni del trasporto marittimo non solo sarebbe prematura ma andrebbe seriamente ad impattare sul lavoro dell'IMO riguardo alle emissioni di gas serra derivanti dal trasporto marittimo internazionale.

L'inserimento delle emissioni delle navi nello EU-ETS rischia in modo significativo di minare l'impegno a livello globale" afferma Lim.

Lim ritiene che le iniziative unilaterali o regionali che confliggano con le azioni (o le indeboliscano) attentamente valutate e deliberate dalla comunità globale presso l'IMO minaccino la fiducia a livello mondiale nel coerente ed uniforme sistema di regolamentazione sviluppato dall'IMO.

La COP 21 (Parigi 2015) non fa riferimento ad emissioni derivanti dal trasporto marittimo internazionale a causa della natura globale del settore e della difficoltà di attribuire le emissioni di una nave ad un singolo stato.

Tuttavia, Lim sostiene che il lavoro dell'IMO sul controllo delle emissioni di gas serra mostri come sia stata intrapresa una decisa iniziativa.

L'IMO continua a perseguire l'obiettivo di una soluzione pienamente globale per lo shipping internazionale, conseguita attraverso la cooperazione fra tutti i suoi stati membri, compresi quelli dell'Unione Europea.

Lo scorso ottobre la commissione ambiente dell'IMO ha adottato un sistema per la raccolta dei dati relativi al consumo dell'olio combustibile delle navi che sarà obbligatorio e verrà applicato globalmente.

Ciò avverrà in prima battuta con un approccio in tre fasi che comporterà una decisione informata in ordine a se sia necessaria qualche altra misura al fine di accrescere l'efficienza energetica e provvedere alle emissioni di gas serra derivanti dal trasporto marittimo internazionale.

Se dovesse essere così, allora occorrerebbe prendere in considerazione opzioni di natura politica. Queste misure sono state consensualmente decise dagli stati membri dell'IMO, fra cui gli stati membri dell'Unione Europea.

Nella sua lettera, Lim afferma che questo non solo dimostra la preminenza ed il ruolo dell'IMO quale ente globale per lo sviluppo e l'attuazione delle direttive inerenti il trasporto marittimo internazionale, ma inoltre riafferma che l'IMO è il solo organismo appropriato per portare avanti questo lavoro e conseguire le necessaria cooperazione politica di tutti i governi rappresentati presso l'IMO, compresi gli stati membri dell'Unione Europea.

Lim aggiunge che "tale cooperazione politica è importante al fine di far sì che tutti i paesi agiscano insieme per assicurare che nessuno venga lasciato indietro".
(da: worldcargonews.com, 9 gennaio 2017)



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