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27 October 2020 The on-line newspaper devoted to the world of transports 04:58 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXV - Numero 28 FEBBRAIO 2017

TRASPORTI ED AMBIENTE

IL VOTO DEL PARLAMENTO EUROPEO FISSA UNA SCADENZA CHIARA AI FINI DI UNA SOLUZIONE GLOBALE IN ORDINE ALLA CO2 NEL TRASPORTO MARITTIMO

Il 16 febbraio il Parlamento Europeo ha votato a favore dell'inclusione delle emissioni di CO2 derivanti dal trasporto marittimo nello ETS (Sistema europeo di scambio delle quote di emissione) e dell'istituzione di un fondo per il clima marino "in mancanza di progressi a livello internazionale" a partire dal 2023.

Poiché il cambiamento climatico rappresenta una problematica a livello mondiale ed il trasporto marittimo è un settore globale, l'ESPO (European Sea Ports Organisation) ritiene fermamente che l'IMO (International Maritime Organization) sia di gran lunga il posto giusto per mettere in linea con l'Accordo di Parigi l'introduzione di un obiettivo inerente alla CO2 e le misure per ridurre le emissioni derivanti dal trasporto marittimo.

A tale riguardo, l'ESPO crede che il piano d'azione concertato in occasione della riunione della IMO MEPC lo scorso ottobre sia un punto di partenza per le discussioni.

Sulle base delle prove scientifiche disponibili, occorre che l'IMO moltiplichi i propri sforzi e presenti un obiettivo iniziale di riduzione nel contesto della verifica dell'Accordo di Parigi nel 2018 unitamente a provvedimenti sul breve termine.

Entro il 2023, l'IMO dovrebbe introdurre l'obiettivo necessario nonché misure per far scendere la curva delle emissioni di CO2.

L'ESPO ritiene che un periodo di 6 anni fino a quando non entreranno in vigore i provvedimenti dell'Unione Europea sia un lasso di tempo sufficiente perché l'IMO discuta e concerti i necessari obiettivi e misure.

Il 2023 deve pertanto considerarsi una pietra miliare.

Nel caso che questa scadenza non venisse rispettata, dovranno essere adottati provvedimenti dall'Unione Europea.

Dovrebbe tuttavia essere chiaro che in caso di un accordo internazionale entro il 2023, i provvedimenti dell'Unione Europea dovrebbero essere abrogati.

"L'Accordo di Parigi ha condotto a risultati eccezionali a causa della cooperazione a livello internazionale ed all'attivo impegno dei paesi in via di sviluppo e sviluppati.

Poiché il cambiamento climatico è una minaccia globale e lo shipping un settore internazionale, è chiaro che un approccio regionale non è preferibile.

L'IMO è di gran lunga il posto giusto per introdurre un obiettivo e provvedimenti per le emissioni del trasporto marittimo.

Il voto odierno in Parlamento dovrebbe essere visto come un incoraggiamento per una soluzione globale, dal momento che il termine previsto nel 2013 viene rispettato.

Se, tuttavia, l'IMO non dovesse fissare un obiettivo di riduzione delle emissioni ed adottare i provvedimenti per attuarlo entro il 2023, un approccio da parte dell'Unione Europea sembrerebbe inevitabile.

Noi pertanto speriamo che l'IMO accelererà il processo e dimostrerà lo stesso livello di ambizione nell'occuparsi del cambiamento climatico così come fece in occasione dell'accordo sui limiti di inquinamento atmosferico globale lo scorso mese di ottobre" afferma Isabelle Ryckbost, segretario generale dell'ESPO.

I porti, le città costiere e le loro comunità locali sono fra i soggetti maggiormente vulnerabili alle condizioni meteorologiche estreme risultanti dal riscaldamento globale.

Ai sensi dell'Accordo di Parigi occorre che tutti i paesi e tutti i settori dell'economia intraprendano iniziative immediate e contribuiscano a mantenere l'incremento della temperatura globale al di sotto dei 2°C.

I provvedimenti per il clima a livello europeo e nazionale attualmente in fase di sviluppo per attuare l'Accordo di Parigi obbligheranno i porti a ridurre l'impronta di carbonio delle proprie attività situate a terra.

Questi sforzi dovrebbero essere accompagnati da misure inerenti le emissioni generate in mare.

La reputazione ambientale del settore marittimo-portuale è a rischio.

Lo scorso ottobre, la IMO MEPC 70 ha concordato un piano d'azione relativo allo sviluppo di una esaustiva strategia sulla riduzione delle emissioni di gas serra derivanti dalle navi.

Il 2018 è stato definito la pietra miliare per la definizione di una strategia iniziale dell'IMO.

Questa strategia iniziale consentirà al trasporto marittimo internazionale di prendere parte alla prima riunione per fare l'inventario ai sensi dell'Accordo di Parigi nel 2018 quando tutti gli obiettivi nazionali di riduzione saranno verificati affinché siano adeguati allo scopo.

La suddetta strategia sarà in conseguenza adattata sulla base dell'analisi dei dati disponibili e la strategia rivisitata prevista per la primavera del 2023 sarà infine adottata.

Il piano d'azione tuttavia non prende nessun impegno per mettere a punto un obiettivo iniziale di riduzione delle emissioni nell'ambito della strategia.
(da: hellenicshippingnews.com/espo.be, 16 febbraio 2017)



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