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19 October 2020 The on-line newspaper devoted to the world of transports 18:03 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXV - Numero 28 FEBBRAIO 2017

STUDI E RICERCHE

LE DICHIARAZIONI ERRONEE CONTINUANO AD AFFLIGGERE IL TRASPORTO MARITTIMO DI CONTENITORI

La ditta specialista in rischi TT Club sottolinea come la dichiarazione erronea del carico continui a presentare seri problemi di sicurezza per il settore del trasporto marittimo containerizzato, dato che le spedizioni che vengono identificate come sbagliate spesso sono cancellate e di nuovo prenotate presso un vettore meno attento.

In un articolo pubblicato il 15 febbraio da Lloyd's Loading List, la ditta specialista in rischi ed assicurazione TT Club ha elogiato i rapporti ed il lavoro dell'organizzazione CINS (Cargo Incident Notification System) e dei suoi membri, costituita nel 2011 per identificare le pratiche non sicure nella filiera distributiva containerizzata.

"Tuttavia, una delle problematiche più inquietanti e persistenti evidenziate nei rapporti è il livello della dichiarazione erronea delle spedizioni, che sia dovuta ad ignoranza, errore o frode" commenta Peregrine Storrs-Fox, direttore gestione rischio al TT Club.

"Quello che stupisce è il fatto che molte spedizioni che vengono identificate come dichiarate erroneamente nel processo di prenotazione sono poi cancellate prima del carico a bordo, finendo semplicemente per esporre al rischio un altro vettore meno attento al problema.

Solo per questo argomento vi è motivo di relazionarsi con il CINS ed il suo database".

Sottolineando il valore del CINS, Storrs-Fox afferma che il TT Club da tempo riconosce l'importanza decisiva della condivisione di informazioni causali relative agli incidenti, sostenendo che l'analisi e la valutazione di quello che è andato storto rappresenta una parte fondamentale della promozione della prevenzione delle perdite e dello sviluppo di buone pratiche.

"Alla radice, la capacità di imparare dai problemi e di evitare il loro ripetersi migliorerà sostanzialmente la redditività operativa e ridurrà i costi di un'attività" ha evidenziato.

È stato, pertanto, "facile per il TT Club accogliere le risultanze provenienti da cinque dei principali operatori di linea di un organismo finalizzato ad acquisire i dati inerenti agli incidenti allo scopo di fornire un tempestivo avviso delle tendenze preoccupanti, sia che si riferiscano ai carichi che presentano caratteristiche di pericolosità sia che svolgano pratiche rischiose nella filiera distributive containerizzata.

Ora, circa cinque anni più tardi, l'organismo CINS ha visto crescere il numero dei propri associati fino a comprendere qualcosa come 16 operatori di linea, in rappresentanza di oltre il 70% della capacità di slot containerizzati".

Continua Storrs-Fox: "Anche se i cambiamenti strutturali ed il consolidamento nel settore possono comportare conseguenze, è probabile che la penetrazione all'interno del settore continui a crescere: non da ultimo perché il valore commerciale continua a rafforzarsi".

Il dirigente afferma che sostanzialmente il CINS agevola l'acquisizione da parte degli operatori di linea di fondamentali informazioni causali strutturate in relazione ai carichi ed agli incidenti inerenti ai container.

Questa raccolta di informazioni esclude esplicitamente tutti i dati dei caricatori al fine di non sollevare problemi di natura anti-trust.

L'obiettivo dell'organismo è quello di "mettere in evidenza i rischi presentati da certi carichi e/o da errori d'imballaggio al fine di migliorare la sicurezza in tutta la filiera distributiva e specificamente a bordo delle navi.

L'aspirazione è quella di riuscire a riferire tutti gli incidenti significativi in relazione a lesioni o perdita di vite umane, questioni ambientali o danni al carico ed ai beni e causati dal carico stesso o dall'equipaggiamento containerizzato, unitamente alle conclusioni in ordine alle indagini per identificarne le cause".

Storrs-Fox ha detto che l'anno scorso si è assistito ad importanti sviluppi per il CINS.

Non solo le adesioni hanno continuato a crescere sulla scorta dei risultati dimostrabili, ma l'analisi del database, unitamente alle riunioni degli associati, hanno indotto iniziative per migliorare la sicurezza e ad intensificare l'attenzione sulle buone pratiche in tutto il settore.

"Come già rilevato in precedenza, il TT Club ha lavorato con il CINS per aggiornare ed ampliare la propria guida in relazione al trasporto sicuro di materiali in bobine, un carico non regolamentato che ha comportato numerosi problemi a bordo delle navi ed a terra" nota Storrs-Fox.

"Inoltre, in seguito ad una serie di incendi che hanno coinvolto un carico autoreattivo, l'ipoclorito di calcio, il CINS ha collaborato con lo IGP&I (International Group of P&I Clubs) per aggiornare e chiarire la guida che non veniva rivista dal 2011.

Un'ampia gamma di soggetti interessati, fra cui il TT Club, ha compilato linee-guida rivisitate e destinate ad essere accettate in tutto il settore del trasporto marittimo containerizzato e dai relativi assicuratori; esse sono state recentemente sottoposte ad una ulteriore revisione.

"Queste due iniziative finalizzate a fornire una guida sulle buone pratiche per caricatori ed imballatori dimostra la gamma di materie fonti di preoccupazione nell'ambito della filiera distributiva containerizzata" ha dichiarato.

"L'esperienza relativa agli incidenti riportati costituisce un fattore fondamentale per il confronto dei materiali per la guida; i problemi insorti nel corso del solo ultimo anno stanno motivando ulteriormente il gruppo di lavoro in ordine ad argomenti inerenti sia ai carichi regolamentati, come la carbonella, sia non regolamentati, come le questioni emergenti nell'imballaggio ed il trasporto di pellame umido.

Così, anche se la percezione comune può essere nel senso che quei carichi designati come 'pericolosi' portano all'aumento dei peggiori disservizi, anche i carichi generali impacchettati od imballati male si sono dimostrati problematici.

Inoltre, l'impulso ad istituire guide per buone pratiche inevitabilmente si estendono al di là della semplice creazione di guide per il buon imballaggio, come esemplificato dal lavoro del CINS con la COA (Container Owners Association) ed il TT Club per individuare gli specifici rischi relativi all'uso di contenitori refrigerati non operativi allo scopo di trasportare carichi che non richiedono il controllo della temperatura.

Tale pratica apporta vantaggi ai soggetti attivi nel trasporto marittimo, ma occorre che tenga conto delle differenze e sensibilità di tali unità".
(da: lloydsloadinglist.com, 15 febbraio 2017)



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