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27 October 2020 The on-line newspaper devoted to the world of transports 04:12 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXV - Numero 15 MARZO 2017

TRASPORTO STRADALE

SI RIACCENDONO LE TENSIONI FRA EST ED OVEST POICHÉ LA POLONIA SI BATTE CONTRO LE REGOLE SUL LAVORO DEI CAMIONISTI

La Polonia sta opponendo resistenza ad una imminente proposta dell'Unione Europea che riguarderà le condizioni di lavoro degli autisti di camion che viaggiano fra paesi con diverse normative sulla previdenza sociale e sui salari minimi.

Funzionari di primo piano del ministero delle infrastrutture polacco si sono recati il 1° marzo a Bruxelles per promuovere il blocco della normativa in programma prima che Violeta Bulc, responsabile dei trasporti dell'Unione Europea, annunci i cambiamenti a maggio.

"Dovremmo pensare a migliorare le condizioni di lavoro nell'ambito degli strumenti normativi che già esistono" ha dichiarato Justyna Skrzydlo, vice ministra polacca delle infrastrutture, in occasione di una conferenza organizzata dalla rappresentanza permanente polacca a Bruxelles.

Ai sensi delle attuali regole sul cabotaggio dell'Unione Europea, gli autisti possono trascorrere fino a sette giorni in un altro stato membro continuando ad essere soggetti alla normativa nazionale del loro paese di provenienza.

Ma un gruppo di paesi occidentali dell'Unione Europea ha sostenuto che questo ha comportato difficili condizioni di lavoro ed ingiusti salari per i camionisti così come una distorsione della concorrenza da parte di imprese di trasporto a bassa retribuzione con sede negli stati membri della zona orientale dell'Unione Europea.

Secondo i dati del 2014, i camionisti polacchi consegnano più merce trasportata negli altri paesi dell'Unione Europea di quanto non facciano gli autisti di qualsiasi altro stato membro.

La maggior parte dei camionisti polacchi all'estero lavorano in Germania, in Francia e nel Regno Unito.

La Polonia e gli altri paesi dell'Europa Orientale non vogliono nessun'altra nuova limitazione che potrebbe rendere più difficile ai lavoratori passare del tempo in un altro paese dell'Unione Europea.

Essi devono confrontarsi con un fronte unito.

Un mese fa, otto paesi dell'Europa Occidentale - Francia, Germania, Italia, Danimarca, Austria, Lussemburgo, Belgio e Svezia - hanno sottoscritto un patto in occasione di una riunione finalizzata alla promozione dell'adozione da parte dell'Unione Europea di regole contro il lavoro sottopagato dei camionisti.

Anche il ministro dei trasporti della Norvegia ha sottoscritto la dichiarazione.

La Skrzydlo non ha voluto dire se la Polonia avrebbe predisposto una dichiarazione simile a quella del patto di Parigi con altri paesi che si oppongono a regole più rigorose sulle condizioni di lavoro dei camionisti quando viaggiano all'estero.

"Noi non concepiamo le nostre azioni come una specie di risposta all'iniziativa francese" ha dichiarato.

Gli stati membri occidentali chiedono un'iniziativa in ordine ai camionisti a basso costo

Nove paesi dell'Europa Occidentale hanno richiesto l'introduzione di regole socialmente più corrette per la gestione del trasporto stradale prima che il settore venga aperto ad una maggiore liberalizzazione.

Ciò è stato inteso come un avvertimento a Bruxelles, che, come riporta EURACTIV France, sta preparando una nuova serie di regole per maggio.

La proposta per cambiare le modalità di lavoro dei camionisti all'estero è resa problematica da una divisione fra est ed ovest simile a quella che ha praticamente affondato la direttiva sul distacco dei lavoratori la primavera scorsa.

Undici paesi hanno utilizzato i "cartellini gialli", cioè il diniego da parte dei propri parlamenti nazionali, per cercare di porre il veto alla legge che regola i lavoratori che vengono temporaneamente inviati da uno stato membro all'altro.

Ma i paesi che hanno segnalato la propria disapprovazione - Danimarca, Bulgaria, Ungheria, Croazia, Repubblica Ceca, Polonia, Estonia, Romania, Lituania, Lettonia e Slovacchia - non sono che una parte della maggioranza che si oppone alla proposta della Commissione.

I negoziati relativi al disegno di legge da allora sono stati incerti e lenti.

Linee di demarcazione simili sono state tracciate prima della proposta della Bulc in ordine alle condizioni di lavoro a tempo determinato all'estero per i camionisti.

I ministeri si stanno già scannando.

La Skrzydlo ha detto ai giornalisti che le richieste capeggiate dalla Germania e dalla Francia per dare un giro di vite sui lavoratori a basso costo provenienti dagli stati membri orientali dell'Unione Europea sono un sistema per accaparrarsi voti in vista delle elezioni nei due paesi.

"In realtà possiamo notare l'accelerazione di alcune azioni intraprese da alcuni stati membri ed è ovvio che non si può davvero occuparsene senza tener conto del calendario politico collegato alle elezioni in tali stati" ha affermato.

Le elezioni presidenziali francesi si terranno nei prossimi mesi di aprile e maggio.

Le elezioni del Bundestag tedesco sono in programma per settembre.

La Commissione Europea ha avviato un procedimento nei confronti della Francia e della Germania la scorsa estate dopo che tali paesi avevano costretto le imprese di trasporto straniere a pagare ai camionisti il salario minimo locale quando guidano provvisoriamente attraverso i loro paesi.

La Francia ha introdotto un nuovo salario minimo di 9,76 euro all'ora che è entrato in vigore lo scorso luglio.

La Germania ha introdotto un salario minimo di 8,50 euro nel 2015.

I ministri dei trasporti francese e tedesco il mese scorso hanno ribadito che essi avrebbero difeso la propria posizione avverso la Commissione Europea.

Il salario minimo mensile della Polonia è stato elevato a gennaio a 2.000 zloty, circa 467 euro.

Il salario minimo per i lavoratori autonomi è di 12 zloty all'ora, ovvero 2,80 euro.

La proposta della Bulc renderebbe più difficile per tutti i paesi l'uso della propria normativa sul salario minimo come una barriera per tenere lontani i camionisti dei paesi in cui i salari sono bassi, afferma Jan Nemec della International Road Transport Union.

"La Commissione è la sola forza che si frappone tra tale situazione ed il tenere assieme il mercato unico" ha detto.

La Polonia e gli altri paesi che si sono opposti alla normativa sul distacco dei lavoratori sostengono che le condizioni per i camionisti non dovrebbero essere regolate dal disegno di legge.

La Francia vorrebbe che i camionisti fossero inseriti della regolamentazione del distacco dei lavoratori.

La Commissione è d'accordo.

L'esecutivo ritiene che il disegno di legge sul distacco dei lavoratori "si applica all'autotrasporto" ha dichiarato il 1° marzo Matthew Baldwin, vice responsabile della direzione DG Move sulla politica dei trasporti della Commissione.

"Noi non pensiamo che ciò sia in qualche modo escluso dall'applicazione della direttiva sul distacco dei lavoratori" ha affermato.

La Bulc ha dichiarato in occasione di un'udienza presso il Parlamento Europeo il mese scorso che lei e la commissaria europea per l'occupazione Marianne Thyssen chiariranno a maggio come la normativa sul distacco dei lavoratori verrà specificamente applicata ai camionisti.
(da: euractiv.com, 2 marzo 2017)



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