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24 novembre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 19:13 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXV - Numero 15 GIUGNO 2017

TRASPORTO STRADALE

LE CONTROVERSE REGOLE SUL LAVORO DELL'UNIONE EUROPEA AFFRONTANO LA QUESTIONE DEI SALARI E DELLE CONDIZIONI DI LAVORO DEI CAMIONISTI

I camionisti sono gli ultimi lavoratori ad essere stati messi nel mirino della Commissione Europea nel contesto del suo tentativo di realizzare "un'Europa più sociale" con nuove regole finalizzate ad impedire agli autisti dei paesi con salari inferiori di insidiare i lavoratori meglio pagati quando viaggiano alla volta di altri stati membri.

La nuova serie di regole presentata il 31 maggio cambia le modalità con cui il controverso disegno di legge sul lavoro, cioè la direttiva dell'Unione Europea sul distacco dei lavoratori, si applichi ai camionisti.

La proposta fa seguito ad un anno di battaglie fra gli stati membri occidentali ed orientali in ordine al disegno di legge sui lavoratori distaccati e ha già suscitato subbuglio in ordine a cosa essa comporterà per gli autisti di camion ed il mercato dell'autotrasporto.

Ai sensi della nuova proposta della Commissione, i camionisti possono viaggiare al di fuori delio stato membro dell'Unione Europea in cui essi vivono ed essere ancora pagati secondo le regole del proprio paese fino a tre giorni.

Dopo di che, gli autisti ricadono sotto le regole locali del paese in cui consegnano le merci.

I cambiamenti dell'ultimo momento che comportano la regola dei tre giorni suggeriscono che ci siano state lotte interne alla Commissione circa la proposta.

Una precedente bozza della proposta circolata il 30 maggio suggeriva che i salari e le condizioni lavorative locali avrebbero dovuto essere applicati dopo cinque, sette o nove giorni all'estero: peraltro, quel documento segnalava il periodo di sette giorni come la "soluzione preferibile".

La versione definitiva che stabilisce un limite di tre giorni segna una drastica riduzione rispetto alle proposte precedenti e farà contenti i paesi occidentali dell'Unione Europea che hanno spinto per regole più rigide.

La soglia di tre giorni rappresenta la risposta della Commissione a quelle che essa definisce come le illecite richieste di Germania, Francia ed Austria alle imprese di pagare agli autisti i propri salari minimi nazionali.

La Commissione ha intentato cause nei confronti di tutti e tre i suddetti paesi.

Se la Commissione avesse stabilito un periodo più lungo di cinque, sette o nove giorni prima che la direttiva sul distacco dei lavoratori potesse applicarsi agli autisti, ciò avrebbe significato che i camionisti potessero consegnare le merci con una paga più bassa per un periodo ancora più lungo, esattamente quello che Francia, Germania ed Austria avevano tentato di fermare.

Il limite di tre giorni dà a questi paesi un intervallo migliore di quanto si aspettassero.

Un altro cambiamento controverso nella proposta è la soppressione di tutti i limiti in ordine al cabotaggio, ovvero il numero di diversi viaggi di consegna che i camionisti possono effettuare nel corso dei loro primi cinque giorni all'estero.

L'attuale normativa dell'Unione Europea sul cabotaggio limita a solo tre le corse che i camionisti possono fare durante un viaggio di sette giorni.

Secondo i dati del 2014 di Eurostat, la Germania, seguita dalla Francia, ha ospitato il maggior numero di operazioni di cabotaggio.

La Polonia fornisce il maggior quantitativo di carichi consegnati in termini di volumi in tali operazioni di cabotaggio.

Il presidente francese di recente elezione Emmanuel Macron ha elogiato le regole sul distacco dei lavoratori nel corso di una conferenza stampa congiunta con il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, in occasione della sua prima visita a Bruxelles da quando è entrato in carica.

Juncker ha spesso ripetuto il suo mantra secondo cui i lavoratori dovrebbero avere "la stessa paga per lo stesso lavoro nello stesso posto".

Ma il tentativo della Commissione di inasprire i controlli sui lavoratori con salari più bassi al di fuori dei propri paesi di appartenenza ha messo in agitazione gli stati membri orientali.

Un gruppo di una decina di paesi si è opposta al disegno di legge sul distacco dei lavoratori che era stato proposto l'anno scorso.

Un diplomatico polacco ha dichiarato che la proposta di un limite di tre giorni sul lavoro dei camionisti all'estero "non è un compromesso".

La proposta della Commissione presenta il "rischio di legittimare le misure protezioniste prese da alcuni stati membri, che graveranno in gran parte sulle imprese di trasporto dell'Europa centro-orientale" ha detto il diplomatico.

La commissaria ai trasporti dell'Unione Europea Violeta Bulc ha asserito di sapere che le nuove regole sul trasporto potrebbero anche trovarsi di fronte a negoziati pieni di insidie.

"Naturalmente noi non possiamo fare miracoli, ma io penso che il Parlamento ed il Consiglio Europei siano assai consapevoli dell'importanza di questo pacchetto" ha dichiarato Bulc ai giornalisti prima dell'annuncio del 31 maggio.

Ai sensi della nuova proposta, le ditte di autotrasporto merci dovranno osservare la legge e pagare salari più elevati in anticipo in occasione dei viaggi dei camionisti da uno stato membro all'altro.

"Ritengo che un periodo più lungo avrebbe reso le operazioni di cabotaggio più pratiche ed efficienti" afferma Stuart Colley, direttore delle comunicazioni presso l'ufficio di Bruxelles dell'International Road Union, che rappresenta quelle imprese.

I sindacati dei camionisti hanno assunto un approccio a muso duro e sostengono che persino il limite di tre giorni consente ancora tre giorni di lavoro sottopagato.

In un viaggio di consegne per dieci giorni, occorrerà ancora che i datori di lavoro paghino salari minimi più alti per la maggior parte del tempo.

"Qual è la differenza fra l'applicare il salario minimo per dieci giorni anziché sette?

Si tratta davvero di una porta aperta alla concorrenza sleale basata sul costo del lavoro" afferma Christina Tilling della European Transport Workers' Federation.

La proposta richiede altresì ai datori di lavoro di pagare per un posto in cui gli autisti possano dormire nel corso dei lunghi viaggi all'estero.

Agli autisti professionisti non sarà consentito di riposare dentro ai camion.

La Commissione spera che le migliori condizioni possano alla fine ridurre gli incidenti nel traffico se gli autisti devono affrontare "meno stress e stanchezza".

I parlamentari europei ed i sindacati si sono dati da fare affinché la Commissione si inducesse a migliorare le condizioni di lavoro e ad assicurarsi che i camionisti non fossero costretti a riposare nei loro mezzi.

"Al momento gli autisti vivono nei camion per settimane, lontani da casa e dalle loro famiglie.

Questo non può essere la normalità nell'Unione Europea del 21° secolo" ha dichiarato a EURACTIV.com il parlamentare europeo socialista tedesco Ismail Ertug.

Le nuove regole richiedono altresì ai camionisti di registrare manualmente su un congegno tachigrafico quando attraversano le frontiere dell'Unione Europea per aiutare i controllori nei punti stradali di rilevazione a stabilire se essi si conformano alla legge.

Un'altra parte della proposta consente agli autisti di sostituire la documentazione cartacea con la prova elettronica da mostrare ai controllori, cosa che, spera la Commissione, ridurrà per gli autisti il noioso lavoro amministrativo.
(da: euractiv.com, 31 maggio 2017)



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