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19 October 2020 The on-line newspaper devoted to the world of transports 17:22 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXV - Numero 15 LUGLIO 2017

PORTI

IL PORTO DI SHANGHAI CARENTE DI METE AMBIZIOSE NONOSTANTE GLI ENORMI VOLUMI DI CARICHI

Due decenni fa, l'ambizioso obiettivo di Shanghai era quello di trasformarsi in una metropoli internazionale con centri finanziari e di trasporti marittimi di classe mondiale alla pari con Hong Kong.

La città più sviluppata della Cina continentale, sfruttando al meglio i fiorenti traffici fra il paese e le economie estere, aveva immaginato di creare un porto molto attivo ed una porta d'accesso per le attività globali avendo sborsato miliardi di dollari per realizzare ormeggi, approfondire i fiumi ed incrementare la capacità di movimentazione.

Fino adesso, l'impegno profuso sembra essere stato ripagato.

Il porto di Shanghai è diventato il più attivo porto containerizzato del mondo in termini di volumi, avendo movimentato 37,1 milioni di unità equivalenti a 20 piedi (TEU) nel 2016, un risicato aumento dell'1,6% rispetto all'anno precedente.

Ma è bastato per far sì che Shanghai conservasse il titolo di porto containerizzato n° 1 al mondo per il settimo anno consecutivo.

Appoggiandosi al delta del fiume Yangtze, la regione più abbiente del continente nonché casa di migliaia di imprese orientate alle esportazioni, il porto di Shanghai ha assistito ad una forte crescita dei carichi dal momento che gli abiti, le borse di cuoio e le apparecchiature elettriche realizzati in Cina sono stati accaparrati dagli acquirenti esteri nel corso degli ultimi due decenni.

In confronto, il risultato produttivo del porto di Hong Kong l'anno scorso ha raggiunto i 19,6 milioni di TEU, il 47% in meno rispetto alla sua controparte di Shanghai.

"Il porto di Shanghai è il massimo beneficiario del boom dei traffici e della potenza economica della Cina ed i suoi maggiori volumi containerizzati a livello mondiale sono la prova della rapida crescita economica della regione" afferma Lu Ming, agente presso la Ocean Shipping Agency.

"Tuttavia, Shanghai non si è ancora affermato come hub dello shipping internazionale".

Nel 2016, solamente il 7,2% dei carichi movimentati attraverso il porto di Shanghai rientravano nella categoria del trasbordo internazionale, cioè quelli che vengono inoltrati alla volta di altri porti in Asia.

A Hong Kong e Singapore, i più affermati centri di trasporto marittimo in Asia, i trasbordi internazionali rappresentano più del 50% dei loro risultati produttivi containerizzati complessivi.

Ad agosto 2016 il Comune di Shanghai ha pubblicato un progetto finalizzato allo sviluppo economico della città nel quale si fissa l'obiettivo del 15% di trasbordi internazionali entro il 2040.

I responsabili del settore marittimo affermano che l'efficienza nel carico e scarico delle merci presso il porto di Shanghai è migliorato nel corso degli ultimi due decenni.

Essi peraltro hanno esercitato azioni di lobby presso le autorità locali allo scopo di ridurre ulteriormente la burocrazia nelle procedure doganali e di vigilare al fine di dare impulso al flusso dei carichi ed alla lavorazione delle merci a Shanghai nel contesto dell'ambizioso obiettivo di realizzare un libero mercato a somiglianza di Hong Kong che possa essere sfruttato dalle attività a livello mondiale.

Nel 2013, Shanghai ha varato la prima zona franca del continente, che comprende parte del porto ad acque profonde di Yangshan, quale modo per rafforzare il proprio impegno finalizzato a diventare un centro finanziario e marittimo globale.

Il governo cittadino ha costantemente promosso i propri progressi nello snellire le procedure doganali, riducendo il tempo occorrente ai vettori ed ai proprietari della merce per completare la propria documentazione.

Tuttavia, due funzionari di alto grado di caricatori internazionali hanno affermato che il sistema di sdoganamento della città è ancora indietro rispetto a quelli di Singapore e Hong Kong.

Ad esempio, gli esportatori cinesi devono intraprendere procedure diverse imposte dalle autorità per l'ispezione delle derrate, la quarantena degli animali e delle piante e lo sdoganamento prima di ricevere l'approvazione a spedire le proprie merci all'estero.

Osservatori del settore sostengono che la riduzione della burocrazia doganale potrebbe effettivamente migliorare i servizi logistici che a loro volta farebbero accelerare il flusso dei carichi.

Ciò a sua volta incoraggerebbe il trasporto globale e le attività produttive ad incrementare i propri investimenti a Shanghai.

Ioana Kraft, direttrice generale dell'ufficio di Shanghai della Camera di Commercio dell'Unione Europea ha detto recentemente che le riforme correlate allo sviluppo portuale, ed in particolare l'allentamento della vigilanza doganale, erano state previste dalle imprese europee operative a Shanghai, cosa che potrebbe a sua volta incoraggiare altre società commerciali a fare affari con la capitale commerciale della Cina continentale.

"Il governo di Shanghai, pienamente consapevole dell'importanza di realizzare sia hardware che software, si è impegnata per attirare navi da tutto il mondo affinché scalassero il porto di Shanghai" afferma Xiao Yingjie, presidente del Merchant Marine College presso l'Università Marittima di Shanghai.

"L'attenzione si concentra su come alleviare la congestione portuale ed evitare stalli nei traffici".

Xiao, consulente del governo locale, minimizza i timori di rivalità fra Shanghai e gli altri porti lungo il delta del Fiume Yangtze, come Ningbo nella provincia di Zhejiang.

"La concorrenza non è inevitabile" afferma, spiegando che i porti potrebbero concentrarsi su diversi segmenti di mercato.

"Nei suoi sforzi per realizzare un porto di classe mondiale, Shanghai può attirare non solo vettori containerizzati, ma anche operatori crocieristici facendo affidamento sul mercato turistico del paese in forte espansione".

Un funzionario dell'autorità portuale di Shanghai, che ha chiesto di non essere identificato, ha dichiarato che la città ha un sacco da imparare da Hong Kong in termini di pianificazione, gestione e servizi malgrado il fatto che due decenni di costruzioni ed operazioni l'abbiano vista superare la regione amministrativa speciale in termini di volumi.

All'inizio degli anni '90, la Hutchison Holdings Group, una partecipata del conglomerato Hutchison Whampoa del miliardario Li Ka-shing, aveva costituito un partenariato con il gruppo portuale appartenente al governo di Shanghai per diventare il primo operatore di moderni terminal container in città.

"Sono pessimista sul fatto che Shanghai possa mai diventare un vero centro marittimo globale" afferma Xiong Hao, assistente direttore generale della Shanghai Jump International Shipping.

"I produttori locali avvertono la crisi dovuta al rallentamento delle esportazioni ed il morale delle imprese sembra essere basso".

L'anno scorso le esportazioni ed importazioni attraverso il porto di Shanghai sono state valutate in 6.900 miliardi di yuan (1.000 miliardi di dollari USA), con un aumento di appena l'1,5% rispetto al 2015.
(da: portfinanceinternational.com, 6 giugno 2017)



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