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24 October 2020 The on-line newspaper devoted to the world of transports 10:17 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXV - Numero 31 AGOSTO 2017

PORTI

LA CINA CONTINUA AD INVESTIRE IN PATRIMONIO PORTUALE ALL'ESTERO MA NON HA ANCORA AVUTO PIENO SUCCESSO

Le imprese cinesi hanno intensificato il proprio impegno ad acquisire patrimonio portuale in tutto il mondo.

Gli esperti affermano - anche se non del tutto in tranquillità - che gli investimenti in patrimonio portuale potrebbero rivelarsi un buon guadagno.

Tale impegno ha inoltre intensificato le relazioni economiche fra la Cina ed i paesi dei porti acquisiti.

Gli esperti hanno previsto una tendenza in aumento degli acquisti di patrimoni portuali in tutto il mondo da parte della Cina nel decennio a venire, poiché la Cina sta emergendo come una potenza marittima.

Dal momento che il settore del trasporto marittimo e portuale mondiale viene sottoposto ad un fondamentale processo di ristrutturazione, i paesi di tutto il mondo ne vogliono una fetta, cosa che ha indotto un delirio di spese, afferma Luo Hu, vice direttore del centro di ricerche e consulenze della cinese COSCO SHIPPING Corp.

Per la Cina, il suo investimento nei porti mondiali è raddoppiato l'anno scorso dopo avere annunciato piani finalizzati a comprare od ad investire in nove progetti portuali all'estero da giugno 2016 a giugno 2017, come ha riferito il Financial Times il 16 luglio, citando uno studio condotto dalla banca d'investimento londinese Grisons Peak.

A detta del Financial Times, questi progetti valgono complessivamente 20,1 miliardi di dollari USA, cifra che ha raddoppiato i 9,97 miliardi di dollari USA relativi ai progetti portuali all'estero della Cina di un anno fa.

"Entrando nell'era successiva alla crisi finanziaria, le flotte mercantili mondiali hanno iniziato a rendere se stesse sempre più grandi allo scopo di invertire la fase di stanca delle attività e le compagnie di navigazione hanno formato alleanze.

Nel contempo, le navi del trasporto marittimo mondiale sono cresciute estremamente quanto a dimensioni" ha detto Luo il 24 luglio al Global Times.

La domanda di sviluppo della rotta marittima artica così come l'ampliamento del Canale di Suez in Egitto e del Canale di Panama hanno comportato una riorganizzazione sistematica dei porti a livello mondiale per renderli più ampi e più profondi nonché più brillanti e più verdi, sottolinea Luo.

"Tenendo presente il quadro generale, il volume degli investimenti menzionato nel rapporto del Financial Times non è così impressionante.

Forse ciò che rende la Cina una "preferita dai media" quanto alle notizie sul trasporto marittimo è il suo stato di soggetto emergente nonché il fatto che recentemente si è attrezzata per migliorare" afferma Luo.

Delirio di spese

Molti investimenti correlati al trasporto marittimo sono stati effettuati dalla China Merchants Port Holdings e dalla China COSCO SHIPPING Corp.

La China Merchants Port Holdings Co Ltd afferma che facendo affidamento sull'iniziativa "Cintura e Via" proposta dalla Cina essa si è messa attivamente alla ricerca di opportunità d'investimento presso porti, strutture logistiche ed infrastrutture correlate all'estero per ottimizzare la propria rete portuale globale.

Le località in cui la società ha investito comprendono Gibuti ed il Kumport in Turchia.

Nel 2016, i risultati produttivi relativi ai container presso i porti esteri appartenenti alla China Merchants Port Holdings Co Ltd hanno costituito il 17,7% dei volumi containerizzati complessivi della società, mentre le associazioni imprenditoriali all'estero sono divenute veicoli del percorso di crescita sempre più importanti, ha affermato la società in una dichiarazione inviata il 21 luglio al Global Times.

Alla fine del 2016, la società possedeva 28 porti in 15 paesi e regioni.

Stando alla dichiarazione, attualmente la società guarda al sud-est asiatico, all'Asia meridionale, all'Europa centro-orientale, alle coste occidentali ed orientali dell'Africa e dell'America latina quali possibili destinazioni d'investimento.

Zheng Ping, capo analista del sito di notizie sul settore con sede a Pechino chineseport.cn, ha dichiarato al Global Times il 23 luglio che le flotte mercantili cinesi sono già al n° 3 o al n° 4 del mondo e che il suo patrimonio portuale nazionale appartiene agli standard di classe mondiale, ma che il patrimonio portuale all'estero della Cina è ancora scarso.

"Mentre le flotte mercantili galleggiano sui mari, il patrimonio portuale all'estero è come una catapulta che lancia l'economia locale in una stabile crescita ed in relazioni economiche ancor più strette fra la Cina ed il paese in cui si trova il porto.

I patrimoni portuali sono anche spesso raggruppati con strategie di sviluppo che coinvolgono le industrie e le aree urbane che circondano il porto" afferma Zheng.

"L'investimento nei porti serve alla Cina quale meccanismo per esportare il proprio capitale, le proprie competenze gestionali, i propri equipaggiamenti e persino i propri modelli di sviluppo" nota Zheng.

La CCCC (China Communications Construction Co) ha completato 95 ormeggi in acque profonde nelle regioni coinvolte nella "Una Cintura, Una Via" e ha fornito 754 gru da banchina, secondo una dichiarazione che la società ha inviato al Global Times.

La ZPMC, un produttore di gru da banchina per contenitori per conto della CCCC, detiene circa l'80% delle quote di mercato globali.

Investimenti cinesi in aumento

"Non si tratta solo di ottenere una quota in un porto, ma anche di acquisire un porto, di inviare o attirare navi cariche di merci od avere un piano già in mano per lo sviluppo futuro.

Sono le iniziative attuate dopo l'acquisizione che in realtà caratterizzano le capacità delle imprese cinesi" afferma Luo.

I porti in cui si è investito sono divenuti collegamenti importanti per l'iniziativa "Una Cintura, Una Via".

Ad esempio, i risultati produttivi del porto del Pireo in Grecia sono migliorati di molto dopo avere ottenuto gli investimenti da parte della COSCO ed il porto è adesso divenuto un'arteria di trasporto fondamentale che si estende in tutta l'Europa centrale, dichiara Luo.

Tuttavia, alcuni di questi progetti commerciali incontrano delle difficoltà.

Per esempio, essi sono incorsi nei dubbi di qualcuno in occidente in ordine al loro potenziale uso militare e le operazioni dei progetti all'estero devono sopportare la pressione indotta dalle normative, dai media e dai sindacati esteri, afferma Zheng.

"Ma quelle che sono state in grado di sopportare la pressione iniziale si sono rivelate solide" sostiene.

La China Merchants Port Holdings Co Ltd afferma di avere in programma la realizzazione di propri patrimoni portuali all'estero nelle basi commerciali della "Una Cintura, Una Via" e la valutazione del modello di sviluppo del proprio porto in relazione all'integrazione dei parchi industriali e dello sviluppo urbano.

Tale modello si basa sullo sviluppo di Shekou a Shenzhen, nella provincia di Guangdong nella Cina meridionale.

Anche i porti acquisiti dalla società hanno assistito ad un aumento dei risultati produttivi negli ultimi anni.

Nella prima metà del 2017, i risultati presso i due progetti nei siti riqualificati dalla China Merchant Port - il CICT (Colombo International Container Terminals Ltd) nello Sri Lanka e lo LCT (Lome Container Terminal) nel Togo, in Africa occidentale - si sono incrementati del 21,2% e del 42,2% rispettivamente rispetto all'anno precedente.

Nel 2016, i terminal le cui operazioni sono effettuate dal CICT hanno movimentato oltre 2 milioni di TEU per la prima volta nella storia.

La cifra è stata in aumento del 28% su base annua.

Nell'articolo del Financial Times si legge che quasi due terzi dei primi 50 porti del mondo hanno ricevuto qualche investimento cinese nel 2015, in aumento rispetto al quasi un quinto del 2010.

Questo, nonché il fatto che sei dei primi 10 porti containerizzati mondiali sono in Cina, secondo il Financial Times ha reso gli operatori portuali cinesi i leader mondiali.

Tuttavia, gli investimenti cinesi sono assai concentrati nei mercati emergenti.

Inoltre, ci sono investimenti o quote di partecipazione meno significative negli hub di trasporto marittimo mondiali perché questi sono i posti dove c'è una ricchezza consolidata, quindi al di fuori della portata degli investimenti cinesi, sottolinea Luo.

Obiettivo: buoni investimenti

"Tralasciando l'esattezza dei dati del Financial Times, tale livello di investimenti potrebbe estendersi senz'altro fino a quando terminerà l'attuale ciclo, che potrebbe durare un altro decennio" afferma Luo.

Gli investitori mondiali sono in difficoltà a causa di una grave carenza di progetti bancabili.

Gli investitori finanziari desiderano investire nei porti, cosa che, se si riuscisse, potrebbe generare stabili ritorni a lungo termine per diversi decenni, rispetto ad alcune tradizionali attività cicliche, dichiara Luo.

Zheng prevede che la proprietà patrimoniale all'estero e le migliorate relazioni economiche fra la Cina ed i suoi partner commerciali marittimi "assicurerà molto terreno fertile - fra cui assicurazioni, consulenze e la compilazione di indici settoriali di fondamentale importanza - affinché la Cina possa sviluppare una propria industria di servizi per gli scambi marittimi".
(da: hellenicshippingnews.com, 27 luglio 2017)



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