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12 dicembre 2017 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 15.18 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXV - Numero 15 SETTEMBRE 2017

LEGISLAZIONE

L'UNIONE EUROPEA SVELA LA PROPRIA VISIONE DI UN'ERA NUOVA ED AUTONOMA NELLA STORIA DEL TRASPORTO MARITTIMO

La commissaria europea ai trasporti Violeta Bulc ai primi di settembre ha delineato la visione finora più chiara che l'Unione Europea ha ravvisato per lo sviluppo di un trasporto marittimo autonomo nell'ambito del blocco e ha avvertito i dirigenti così come i lavoratori che le regole sul lavoro potrebbero di conseguenza cambiare in modo sostanziale.

In occasione di un seminario sul trasporto marittimo autonomo svoltosi presso il Parlamento Europeo a Bruxelles, la commissaria ha descritto la realizzazione di navi autonome come una parte della più ampia piattaforma di "una rete multimodale completamente integrata" che potrebbe assistere alla fine di un'era in cui i sistemi di trasporto vengono sviluppati singolarmente al chiuso, spesso nascondendo il loro vero costo per la società e l'ambiente.

"Un sistema di trasporto completamente integrato sarà estremamente automatizzato e pertanto più sicuro ed efficiente.

Gli utenti, le infrastrutture ed il carico saranno connessi reciprocamente.

I dati ci consentiranno di gestire in modo migliore la capacità, sia essa una strada, un container od un parcheggio.

In un sistema di questo tipo, una nave arriverà in porto e, grazie ad internet delle cose, il carico stesso sarà consapevole di dove dev'essere e quando.

I treni non lasceranno più i porti mezzi vuoti ed il carico arriverà nelle proprie destinazioni in tempo ed in perfette condizioni, avendo prodotto meno CO2, meno inquinamento atmosferico, meno rumore e meno incidenti di quanto non accada oggi" afferma la Bulc.

La commissaria ha ammesso, tuttavia, che questo sarebbe uno "scenario perfetto" e ha richiesto ai regolatori di perseverare nella riduzione del costo ambientale del trasporto.

"Ma una cosa è certa" ha aggiunto "il tempo di pensare alle torri inaccessibili è finito.

Quando si tratta di trasporti, dobbiamo davvero pensare in termini di ecosistemi".

La Bulc riconosce che questo potrebbe comportare enormi cambiamenti nella forza-lavoro, aggiungendo che starebbero per essere creati certi posti di lavoro "ai quali non si era ancora pensato" e prevede che questo potrebbe significare la fine dei tradizionali ruoli dei marittimi.

"Ci sarebbero conseguenze sulla gente che lavora nel settore.

Non prevedo perdite di posti di lavoro, bensì cambiamenti nei posti di lavoro.

La transizione richiederà nuove ed innovative competenze, rendendo il settore più attraente per le generazioni giovanili.

In futuro, il settore offrirà una più ampia varietà di opportunità.

Ci saranno diversi modelli di attività che la futura industria del trasporto marittimo autonomo dovrà creare.

In questo nuovo modello, ci sarà uno spostamento dall'impiego a bordo all'impiego a terra" ha spiegato.

La sicurezza informatica rappresenta un'altra problematica, afferma la Bulc: un gran numero di imprese del settore è già stata colpita da attacchi informatici ed il potenziale di danni diffusi è enorme.

Afferma la commissaria: "Il 20% delle imprese di trasporto marittimo hanno ammesso di avere subito incidenti/attacchi inerenti la sicurezza informatica, ma il numero dei casi potrebbe essere in realtà molto più alto: le imprese non vogliono ammetterlo pubblicamente.

I ritardi dovuti agli attacchi informatici sono una cosa, ma gli scontri intenzionali sono ben altro".

La commissaria sostiene che l'Unione Europea penserà a portare lo sviluppo della tecnologia in cima alla sua agenda, in particolare con la Cina che è così ambiziosa nel settore, e suggerisce che i regolatori dovrebbero necessariamente adottare un tocco relativamente lieve nel proprio approccio alle nuove strutture di trasporto marittimo.

"Dovremo pensare a come regolamentare le nuove strutture armatoriali, dove la condivisione di risorse fra gli operatori diventa sempre più comune.

I porti diventeranno poli veramente integrati per l'industria ed il trasporto.

Ma chi pagherà le infrastrutture e questi costi come saranno recuperati?

Stiamo assistendo alle problematiche correlate alla cosiddetta economia condivisa con le piattaforme come Air BnB ed Uber: è probabile che ciò diventerà una problematica ancora maggiore in futuro.

Mentre dovremo regolamentare in qualche misura, dobbiamo anche realizzare il giusto equilibrio in modo da incoraggiare l'innovazione" ha concluso la Bulc.
(da: theloadstar.co.uk, 8 settembre 2017)



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