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20 de noviembre de 2017 El diario on-line para los operadores y los usuarios del transporte 06:58 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXV - Numero 31 OTTOBRE 2017

TRASPORTO STRADALE

I CONTROLLI AL CONFINE CECO MOSTRANO CHE I CAMIONISTI DELL'EUROPA OCCIDENTALE VIOLANO LE NORME SUL DISTACCO DEI LAVORATORI

Una serie di controlli effettuati dalla Repubblica Ceca hanno mostrato che i datori di lavoro degli stati membri occidentali dell'Unione Europea non si attengono alle regole quando si tratta di lavoratori in distacco.

Secondo la Direttiva Applicativa introdotta nel 2014 i lavoratori in distacco sono obbligati a conservare una specifica documentazione sul proprio posto di lavoro.

Questi documenti includono il contratto di lavoro, le schede orarie che indicano l'inizio, la fine e la durata del periodo di lavoro giornaliero e la prova del pagamento del salario.

Inoltre, tutte le informazioni debbono essere fornite nella lingua del paese in cui il dipendente viene inviato.

Questa normativa si applica anche agli autisti dei camion, ma come hanno mostrato i controlli alla frontiera, nessun autista proveniente da Germania, Austria, Italia o da altri paesi sono consapevoli dei loro obblighi.

D'altro canto gli autisti dell'Europa Orientale disponevano della necessaria documentazione in diverse lingue europee.

"La lettera per la Commissaria Bulc che riassume le conclusioni delle ispezioni è già pronta.

Essa sarà inviata anche agli altri paesi dell'Unione Europea" ha dichiarato a EURACTIV.cz Tomáš Nerold, portavoce del Ministero dei Trasporti ceco.

Disputa est-ovest

Le divergenze fra gli stati membri orientali ed occidentali in questa materia sono emerse dopo che la Germania, la Francia e l'Austria hanno introdotto un salario minimo nazionale obbligatorio (i cosiddetti provvedimenti MiLog e Loi Macron) per tutti i lavoratori stranieri, camionisti compresi.

Questo provvedimento è stato percepito negativamente negli stati membri poiché i loro salari sono molto più bassi di quelli di stati come la Germania o la Francia.

Le critiche si sono levate la prima volta dopo che un camionista ceco è stato multato in Germania per il suo basso salario.

"Queste sono misure protezionistiche applicate con l'etichetta del dumping sociale, che comporta una violazione dei principi fondamentali del mercato interno dell'Unione Europea" afferma Jana Radova, responsabile dell'ufficio di Bruxelles della Confederazione Industriale della Repubblica Ceca.

L'introduzione della normativa sul salario minimo è stata inoltre criticata dalla Commissione Europea, che ha avviato un procedimento d'infrazione avverso l'applicazione della normativa francese e tedesca sul salario minimo nel settore dei trasporti.

Al fine di risolvere questa disputa, la Commissione dapprima aveva stabilito che il settore dei trasporti potesse essere incluso nella revisione della direttiva sui lavoratori in distacco.

Ciò avrebbe significato che ad un autista ceco di passaggio in Germania avrebbe dovuto essere pagato lo stesso salario di un autista tedesco.

Ma la Commissione quest'anno ha proposto una nuova normativa destinata al settore dei trasporti.

Peraltro, questo "pacchetto sulla mobilità" è ancora lungi da quanto gli stati membri orientali si aspettavano perché la proposta di regolamentazione potrebbe danneggiare la competitività delle aziende ceche, sostengono le imprese di trasporto ceche.

Questo è il motivo per cui la Repubblica Ceca ha intrapreso l'iniziativa incentrata sul controllo dei lavoratori dell'autotrasporto inviati dall'estero: per far sapere ai paesi occidentali che non stanno rispettando le regole attuali e che istituire una nuova normativa più rigorosa non sarebbe una buona idea.

"Si tratta di un'iniziativa intelligente.

È un nuovo argomento per futuri negoziati e c'è ancora la possibilità di cambiare la revisione del distacco dei lavoratori nel settore dei trasporti" ha spiegato la parlamentare europea ceca Martina Dlabajova (ANO, ALDE), una dei relatori-ombra in ordine alla revisione della direttiva sui lavoratori in distacco.

Secondo la Dlabajova i risultati dei controllo alla frontiera provano che le regole sul distacco o i lavoratori vengono utilizzati solo per proteggere i mercati occidentali dalla concorrenza a basso costo dell'est.

Il Ministero dei Trasporti concorda con la Dlabajova ed inoltre sottolinea come il distacco dei lavoratori sia soggetto ad abusi da parte dei politici quale argomento di promesse di stampo populistico.

"Ma i politici dei paesi occidentali non spiegano l'altra faccia della medaglia, specialmente l'impatto delle loro proposte politiche in relazione alle proprie aziende" aggiunge il portavoce Nerold.

Nessuna multa, solo opuscoli

Il Ministero dei Trasporti, in collaborazione con il Ministero del Lavoro e degli Affari Sociali ha controllato 58 autisti, la maggior parte dei quali tedeschi e polacchi.

C'erano anche sette camionisti di paesi al di fuori dell'Unione Europea.

Gli autisti privi della necessaria documentazione non sono stati multati.

Gli sono solo stati notificati i loro obblighi e gli è stato consegnato un opuscolo informativo.

La Repubblica Ceca ha richiesto agli altri stati di dare il via a controlli preventivi simili e di indurre le imprese di trasporto a rispettare le regole sul distacco dei lavoratori.
(da: euractiv.com, 20 ottobre 2017)



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