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29 September 2020 The on-line newspaper devoted to the world of transports 23:04 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXVI - Numero 15 LUGLIO 2018

PORTI

L'ASSOCIAZIONE DEI PORTI BRITANNICI CHIEDE LA CONTINUITÀ ALLA FRONTIERA IN VISTA DEL LIBRO BIANCO SULLA BREXIT

Poiché il Consiglio dei Ministri del Regno Unito si sta preparando ad una trasferta presso la residenza Chequers del Primo Ministro questa settimana, la BPA (British Ports Association) ha sollecitato i Ministri ad approvare una proposta che assicurerà che le merci continuino a fluire senza interruzioni fra i porti del Regno Unito e dell'Unione Europea dopo la Brexit.

Commentando l'imminente revisione delle proposte relative al "modello" doganale, l'amministratore delegato della BPA Richard Ballantyne ha dichiarato: "Stiamo aspettando ansiosamente l'esito delle discussioni in seno al Consiglio dei Ministri e dell'imminente Libro Bianco sulla Brexit.

Le relazioni doganali del Regno Unito con l'Unione Europea dopo la Brexit imporranno che quasi la metà dei nostri traffici venga trattata alla frontiera.

Per i porti dei traghetti ro-ro del Regno Unito, che rendono possibile la maggior parte di questi traffici, le implicazioni sono particolarmente significative dal momento che le procedure finalizzate a permettere che decine di migliaia di veicoli pesanti passino ogni giorno attraverso i porti del Regno Unito e dell'Europa devono ancora essere concordate.

In relazione a questo settore i nuovi controlli alla frontiera potrebbero avere un pesante impatto sui porti del Regno Unito così come comportare altri ritardi e costi per i traffici del Regno Unito".

La BPA esercita pressioni affinché possa continuare il libero flusso di merci attraverso i porti del Regno Unito e dell'Unione Europea dopo la Brexit.

Questo è specialmente essenziale presso i porti dei traghetti ro-ro, in cui le merci sui veicoli pesanti e sui semirimorchi vengono attualmente caricate sulle navi e da loro scaricate virtualmente senza interruzioni.

Questi porti rendono possibile una varietà di traffici fra cui i beni di consumo, i carichi deperibili ed il trasporto merci "just in time".

La BPA ed i partner nel settore del trasporto avevano in precedenza accolto favorevolmente le finalità delineate nella proposta di Partenariato Doganale del governo per preservare la fluidità alla frontiera, ma tale proposta potrebbe essere complicata da gestire e non è gradita ad alcuni politici.

Ogni forma di dogana o di altra verifica regolamentare è potenzialmente perturbatrice di queste importanti filiere distributive.

Se devono esserci controlli alla frontiera, la BPA sostiene che essi debbano essere portati lontano dai colli di bottiglia portuali.

Continua Ballantyne: "Occorrerà che ogni accordo a lungo termine sulle frontiere riguardi non solo le dogane ma anche altre questioni come gli standard ambientali e sanitari per i prodotti di origine animale o vegetale.

Potrebbero potenzialmente essere richiesti controlli sugli alimenti ed i carichi organici una volta che il Regno Unito avrà abbandonato l'Unione Doganale ed il Mercato Unico.

Anche la tempistica sarà un fattore essenziale tanto che in qualsiasi accordo sarà decisivo il fatto che vi sia tempo per i porti di adattarsi allo scopo di evitare disservizi.

Si è parlato di soluzioni informatiche per alcune procedure doganali che potrebbero contribuire a risolvere molti dei problemi.

Tuttavia, in assenza di un accordo, occorrerà che vengano assunte decisioni in ordine a come si raccolgono le informazioni ed a come vengono davvero intraprese molte delle ispezioni materiali dei carichi effettuate dal personale alle frontiere per varie ragioni.

La semplice risposta è che nell'interesse dei traffici queste attività dovrebbero avvenire lontano dai porti.

Inoltre al trasporto merci ed alla logistica occorrerà tempo per prepararsi di modo che quei traffici continuino a circolare liberamente nei porti il "giorno uno" ogniqualvolta sia possibile".

La BPA ha chiesto al governo di cercare la compatibilità con l'Unione Europea in relazione agli standard sanitari per vegetali ed animali, i quali potrebbero comportare potenziali problematiche per alcuni porti ed in particolare per i terminal traghetti ro-ro.

Si tratta di una parte fondamentale per assicurare che i traffici continuino a circolare liberamente attraverso i porti britannici dopo la Brexit.

Ai sensi delle attuali regole dell'Unione Europea, i prodotti vegetali ed animali potrebbero essere soggetti ad un regime ispettivo assai destabilizzante alla frontiera.

Ciò potrebbe essere problematico per tutti i tipi di porti che movimentano tali traffici europei ma le difficoltà maggiori sarebbero quelle relative ai veicoli pesanti nei porti come Dover, Holyhead, Immingham and Portsmouth.

Richiedere ai camion di fermarsi e sottoporsi ad ispezioni che fanno perdere tempo nei porti comporterebbe notevoli disservizi alla frontiera e creerebbe congestioni attorno ai porti.
(da: hellenicshippingnews.com, 4 luglio 2018)



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