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21 marzo 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 09:34 GMT+1



CENTRO INTERNAZIONALE STUDI CONTAINERS ANNO XXXVII - Numero 28 FEBBRAIO 2019

STUDI E RICERCHE

L'AUMENTO DEI COSTI RELATIVI ALL'IMO 2020 POTREBBE INDURRE ALLA CONSEGNA ANTICIPATA

I caricatori potrebbe consegnare anticipatamente la merce in vista delle nuove regole sui carburanti a basso contenuto di zolfo previste dall'IMO 2020 che dovrebbero essere applicate alle linee di navigazione containerizzate il 1° gennaio 2020, secondo alcuni analisti e spedizionieri, mentre altri ritengono che i costi correlati al portarsi avanti con le spedizioni supererebbero i vantaggi.

Ci si aspetta che le linee di navigazione inizino ad introdurre i nuovi carburanti - ed oneri maggiori sul bunker per i caricatori - nel terzo trimestre di quest'anno.

Daniel Hackett, partner della Hackett and Associates, ha recentemente stimato che siano probabili incrementi dei prezzi fra 100 e 200 dollari USA per TEU dall'Asia al Nord America, a seconda di quanto dei costi straordinari le linee di navigazione containerizzate saranno in grado di trasferire ai proprietari della merce beneficiari.

Dominique von Orelli, responsabile del trasporto merci marittimo globale alla DHL Global Forwarding, che recentemente ha richiesto una maggiore trasparenza tariffaria in ordine al BAF (Fattore di Adeguamento del Bunker) relativo al carburante bunker, ha dichiarato a Lloyd's Loading List che i caricatori potrebbero mirare ad evitare i costi straordinari del carburante nell'ultima parte del 2019 mediante la spedizione in anticipo dei carichi, laddove possibile.

"Sebbene si tratti di un'ipotesi, è senz'altro possibile che si verifichi un'impennata dei volumi prima dell'attuazione della IMO 2020" ha detto a Lloyd's Loading List.

"I vettori devono rimanere competitivi, di modo che resta da vedere quale impatto il BAF si avvia ad avere sulle tariffe di base.

La tariffa tutto compreso è quella che porterà il mercato alla fine".

Anche Cathy Morrow Roberson, fondatrice e capo analista alla Logistics Trends & Insights, afferma che la consegna anticipata rappresenta una valida strategia per la filiera distributiva.

La Roberson nota altresì che qualsiasi impennata dei carichi in vista dei prezzi più alti potrebbe stimolare qualche spostamento modale dal momento che i caricatori hanno cercato di evitare quel genere di colli di bottiglia nella filiera distributiva presso i porti verificatisi alla fine del 2018 negli Stati Uniti quando i caricatori anticipavano la consegna dei carichi dalla Cina in vista di nuovi dazi.

"Data la possibilità di incremento dei costi del trasporto marittimo, a prescindere dalla modalità, è probabile che avvengano consegne in anticipo" ha dichiarato.

"Il trasporto merci aereo potrebbe trarre vantaggio se la congestione dovesse aumentare nelle direttrici marittime?

È probabile che possa esserci un leggero dirottamento dal trasporto merci marittimo al trasporto merci aereo e persino a quello ferroviario, a seconda dell'origine e destinazione della movimentazione delle merci.

Ma ovviamente il fattore più importante sarà quello delle tariffe, nonché quanto il costo più alto dei bunker a basso contenuto di zolfo aggiunge per TEU in ciascuna direttrice marittima.

I caricatori sono già messi a dura prova a causa dell'incremento dei costi di trasporto.

I costi in aumento stanno avendo un impatto negativo sulle entrate trimestrali e stanno trasferendo i maggiori costi al consumatore finale.

Si avvia ad essere ancora più importante per i caricatori ed i loro partner della filiera distributiva lavorare assieme prima, durante e dopo l'attuazione dell'IMO 2020 al fine di conseguire la soluzione più redditizia, che si tratti di quella marittima, aerea, ferroviaria o inerente a qualche altro mezzo di trasporto".

Tuttavia, almeno nel Regno Unito, è improbabile che i caricatori consegnino in anticipo molti carichi, secondo James Hookham, vice responsabile esecutivo della Freight Transport Association, non da ultimo a causa dei costi più alti delle scorte in cui incorrerebbero di conseguenza.

"È improbabile che possa esserci un'impennata dei carichi prima dell'IMO 2020, per tre ragioni principali" ha dichiarato a Lloyd's Loading List.

"In primo luogo, il risparmio sarebbe piccolo rispetto ai costi di stoccaggio e delle risorse lavorative aggiuntive.

In secondo luogo, la maggior parte dei caricatori potrebbe negoziare meglio le tariffe se potesse opporsi ai sovrapprezzi che vengono quotati.

Ed infine, gli studi dell'IMO mostrano che esiste la capacità di raffinazione atta a produrre carburanti marini a basso contenuto di zolfo a sufficienza.

Poiché i prezzi del petrolio sono inaspettatamente scesi in risposta alle prospettive inferiori in ordine ai traffici globali, qualsiasi picco speculativo dei prezzi avrebbe vita breve".
(da: lloydsloadinglist.com, 20 febbraio 2019)



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