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23 aprile 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 20:19 GMT+2



CENTRO INTERNAZIONALE STUDI CONTAINERS ANNO XXXVII - Numero 31 MARZO 2019

LOGISTICA

QUALI SONO I PRINCIPALI DIECI RISCHI PER LE FILIERE DISTRIBUTIVE QUEST'ANNO?

I principali dieci rischi per la filiera distributiva quest'anno comprendono la carenza di materie prime, il cambiamento climatico e gli incendi sulle navi portacontainer, unitamente ad altre più ovvie preoccupazioni, come le guerre commerciali e l'economia.

Un rapporto sulla capacità di recupero della filiera distributiva, pubblicato questa mattina dalla DHL, esamina i maggiori rischi e dove le filiere distributive sono più vulnerabili.

La preoccupazione principale consiste nel fatto che le guerre commerciali comporteranno la ristrutturazione delle filiere distributive: la decisione della Harley Davidson di spostare la produzione dagli Stati Uniti al Brasile ed alla Tailandia viene citata come esempio.

Gli autori della Resilience360 della DHL affermano "di aspettarsi che questa tendenza acceleri nel 2019".

Ma, cosa forse più interessante, la domanda in crescita e la più scarsa offerta di materie prime rappresentano la seconda maggiore minaccia, con la produzione di molte materie ancora "assai globalizzate" mentre le imprese guardano sempre di più a strategie produttive locali o regionali.

La DHL suggerisce che le materie di primaria importanza sono assai vulnerabili ai picchi della domanda o ai colli di bottiglia produttivi e sottolinea le attuali carenze di alcuni poliammidi, dovute alla bassa offerta di un prodotto chimico necessario - realizzato in soli cinque posti al mondo - mentre anche il cobalto, una componente delle batterie agli ioni di litio, potrebbe subire penurie, "un settore di sempre maggiore preoccupazione a lungo termine".

Afferma il rapporto: "Le imprese dei settori automobilistico, tessile, elettronico e del confezionamento potrebbero essere costrette a passare ad altri prodotti, almeno temporaneamente, sebbene questo possa non essere sempre possibile".

Anche il richiamo alle questioni della conformità e della sicurezza personale sono in cima alla lista.

I richiami relativi ai prodotti farmaceutici da parte della FDA degli Stati Uniti sono quasi raddoppiati fra il 2017 ed il 2018; i produttori in relazione ad un numero maggiore di sostanze si stanno approvvigionando nei paesi in via di sviluppo che hanno standard diversi di controllo.

Il cambiamento climatico - ed il suo rimedio costituito da regole ambientali più rigorose - sono posizionati ai numeri quattro e cinque della classifica.

Quest'anno potrebbe essere il più caldo a livelli da record, dato che ci si aspetta anche che El Niño si formi nei primissimi mesi.

Un'atmosfera più calda contribuisce alla siccità, a piogge copiose, a tempeste tropicali ed a incendi, sebbene l'impatto diretto sulle filiere distributive sia difficile da prevedere.

L'anno scorso si sono visti i fiumi in Europa ridursi a livelli tanto bassi che ne è stato perturbato il trasporto fluviale.

Allo scopo di mitigare ciò, e di migliorare la qualità dell'aria, i regolatori stanno imponendo limiti ancora più restrittivi alle imprese.

L'IMO 2020 è un fattore ovvio, ma in Asia l'elevato livello di inquinamento atmosferico ha indotto chiusure temporanee delle fabbriche e le emissioni regionali sono sotto esame.

L'incertezza economica e il fermento nell'industria potrebbero essere le successive maggiori minacce, praticamente i rischi standard nella maggior parte degli anni.

Gli incendi sulle portacontainer sono stati un sicuro problema già quest'anno e, malgrado l'impegno delle linee di navigazione containerizzate, potrebbero continuare a minacciare le filiere distributive.

Le ultime due minacce sottolineate nel rapporto sono i problemi alle frontiere ed i droni: gli spostamenti dei migranti in Europa occidentale e negli Stati Uniti hanno comportato chiusure o congestione delle frontiere, mentre la Brexit potrebbe indurre una seria congestione nel Regno Unito ed in Europa.

"Anche se le chiusure delle frontiere nei porti d'ingresso resteranno estremamente rare, la Resilience360 prevede un incremento della frequenza di questi eventi a grande impatto nel 2019" nota il rapporto.

Le perturbazioni all'aviazione causate dai droni costituiscono un problema che è notevolmente aumentato, segnatamente nel Regno Unito, e che dovrebbe essere regolamentato.

Il rapporto cita quasi-incidenti avvenuti in diversi paesi ed ulteriori sette paesi che hanno imposto regole rigorose o divieti.

È interessante notare come gli attacchi informatici non siano elencati fra i primi 10 rischi, nonostante siano stati un grosso problema nel 2018.

"Nel 2018, la Resilience360 ha registrato complessivamente 65 attacchi informatici che hanno comportato direttamente conseguenze sulle risorse della filiera distributiva; a novembre è stato sperimentato il più alto numero di incidenti, nella misura di 20".

Altre questioni che l'anno scorso erano nell'elenco e quest'anno non lo sono comprendono l'alto prezzo del carburante, la congestione portuale ed i furti.

Il rapporto della DHL prosegue col disaggregare i rischi a livello regionale.
(da: theloadstar.com, 25 marzo 2019)



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