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24 agosto 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 17:27 GMT+2



CENTRO INTERNAZIONALE STUDI CONTAINERS ANNO XXXVII - Numero 30 APRILE 2019

TRASPORTO STRADALE

L'UNIONE EUROPEA APPROVA I PRIMI OBIETTIVI DI CO2 IN ASSOLUTO PER I CAMION, CONSEGUENDO UN TAGLIO DEL 30% NEL CONSUMO DI CARBURANTE E DANDO IL VIA AI VEICOLI AD EMISSIONI ZERO


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Il conto del carburante costituisce un terzo dei costi operativi di un camion europeo medio.
Gli autotrasportatori europei attualmente spendono per il carburante in media 32.000 euro all'anno per camion.
I risparmi per il 2025 ed il 2030 sono mostrati nella Valutazione della Commissione Europea sull'impatto, tabella 15.
Il Parlamento Europeo il 18 aprile ha votato a favore della riduzione del 30% delle emissioni di anidride carbonica dai nuovi camion entro il 2030, avvantaggiando gli autotrasportatori con quasi 60.000 euro di risparmio di carburante per veicolo in un periodo di cinque anni.1

I parlamentari europei hanno inoltre convenuto di premiare con un obiettivo di CO2 meno rigoroso i produttori di camion i cui veicoli elettrici, ibridi e a idrogeno rappresentano almeno il 2% delle vendite di nuovi camion.

Il gruppo di azione europeo T&E (Transport & Environment) afferma che questo incentivo alle vendite ad emissioni zero contribuirà a dare il via all'abbandono della tecnologia del carburante fossile.

Il T&E accoglie favorevolmente il voto poiché la nuova normativa ridurrà le emissioni sul clima, renderà più pulita l'aria nelle città ed abbatterà drasticamente il conto del carburante per le aziende.

Il nuovo regolamento europeo comprende un obiettivo intermedio relativo ad un taglio del 15% delle emissioni di CO2 derivanti dai nuovi veicoli pesanti venduti nel 2025 rispetto al livello del 2019.

Tuttavia, il gruppo con sede a Bruxelles avverte che i nuovi obiettivi sono lungi dal rispettare abbastanza gli obiettivi climatici di Parigi.

I camion in Europa già oggi rappresentano il 22% delle emissioni del trasporto stradale mentre costituiscono il 2% dei veicoli in strada.

2

La Cina, gli Stati Uniti ed il Giappone hanno già regolamentato da anni le emissioni di CO2 dei nuovi camion.

L'Unione Europea è l'ultima delle più importanti economie a regolamentare la crescente fonte di CO2 nel trasporto stradale europeo.2

La Commissione Europea si aspetta che l'attività dei veicoli pesanti balzi verso l'alto di oltre il 50% nel periodo 2010-2050.

Stef Cornelis, direttore per i camion più puliti del T&E, afferma: "Questa legge è un momento cruciale per l'industria camionistica in Europa.

Dopo 20 anni di progressi molto piccoli in relazione all'efficienza energetica e delle più pesanti sanzioni per cartelli nella storia del settore, i produttori di camion debbono tagliare le emissioni di almeno un terzo nel giro di un decennio ed iniziare a fornire camion ad emissioni zero.

Ma questo è solo l'inizio ed occorrerà che le regole vengano rese un bel po' più ambiziose quando saranno riviste nel 2022".

In un distinto sviluppo del 17 aprile, la Commissione Nazionale Infrastrutture indipendente designata dal Tesoro del Regno Unito ha raccomandato al governo britannico di vietare la vendita di nuovi camion diesel a partire non più tardi del 2040 al fine di conseguire un trasporto merci ad emissioni zero nel 2050.

Già oggi i camion elettrici possono essere più convenienti di quelli alimentati a diesel in relazione alle operazioni.

Il T&E sollecita i produttori di camion europei a non perdere questa opportunità di mercato e a cominciare a fornire adesso camion ad emissioni zero, invece di aspettare fino all'ultimo minuto.

L'attenzione, sostiene il gruppo di azione, dovrebbe concentrarsi su una tecnologia davvero a zero emissioni dal tubo di scarico come i veicoli elettrici a batterie o a celle combustibili a idrogeno.

Ogni risparmio di emissioni per il clima da parte dei camion a gasolio fossile è assai modesto, offrendo solo un investimento di tipo chiuso invece di un cammino praticabile verso le emissioni zero.

Gli obiettivi di riduzione delle emissioni saranno determinati a seconda del livello di emissioni conseguiti dalla flotta dei nuovi camion dalla metà del 2019 alla metà del 2020.

Il T&E avvisa i legislatori riguardo all'ovvio tentativo dei produttori di camion di gonfiare il livello delle emissioni a partire da luglio allo scopo di abbassare l'impegno occorrente per conseguire gli obiettivi dei camion puliti dal 2025 in poi.

Afferma Stef Cornelis: "Il settore automobilistico europeo ha un ben noto trascorso di collusione.

I legislatori europei stiano all'erta.

Non si possono lasciare porte aperte alle manipolazioni ed al tradimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni.

La Commissione Europea dovrebbe pertanto prima possibile avanzare una rigorosa metodologia per controllare e adeguare se necessario i valori di base.

Gonfiare il livello delle emissioni nel 2019/2020 minaccerà seriamente l'obiettivo del regolamento, comportando risparmi inferiori di carburante, compromissione della riduzione delle emissioni e messa ancor più a repentaglio del conseguimento delle mete di Parigi".

Tutti i principali produttori di camion dell'Unione Europea avevano preso parte a d'un cartello mirato a stabilire i prezzi ed a ritardare l'introduzione della tecnologia pulita dal 1997 al 2011.

Grandi aziende come l'IKEA, la Unilever, la Carrefour e la Nestlé, così come società logistiche e di autotrasporto, avevano richiesto l'introduzione di parametri di riferimento per gli obiettivi di CO2 e le vendite al fine di aiutarli a prendersi le proprie responsabilità per il clima ed a realizzare risparmi di carburante.

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Valutazione della Commissione Europea sull'impatto, pag. 7.

I camion ora costituiscono circa il 20% dell'inquinamento atmosferico in città come Berlino e Londra.3
(da: transportenvironment.org, 18 aprile 2019)



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