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2 aprile 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 08:05 GMT+2



CENTRO INTERNAZIONALE STUDI CONTAINERS ANNO XXXVII - Numero 15 DICEMBRE 2019

LOGISTICA

I TUNNEL CHE PROMETTONO DI RIVOLUZIONARE IL MODO IN CUI VENGONO CONSEGNATI I NOSTRI ACQUISTI

Quando l'imprenditore ed ingegnere Roger Miles espose nel 2003 al governo del Regno Unito la propria idea relativa ad un sistema di consegna sotterraneo, gli venne detto che esso "non investe in idee strampalate".

Secondo Miles, il dipartimento dei trasporti riteneva che il suo piano di realizzare una rete di tunnel per trasportare i pacchi - un'idea sviluppata nell'epoca vittoriana a Londra - non costituisse un'alternativa economicamente fattibile ai treni ed ai camion che normalmente movimentano le consegne.

Ma l'ONU prevede che entro il 2050 il 68% della popolazione mondiale vivrà in aree urbane.

Tale cambiamento demografico incrementerà la necessità di capire come recapitare le merci ai consumatori in queste megacittà congestionate e tentacolari in modo efficiente e senza danneggiare l'ambiente.

Al fine di risolvere questo dilemma, i governi e le imprese stanno prendendo più sul serio sistemi di consegna sotterranei.

"Se dovremo risolvere la crisi climatica, avremo bisogno di soluzioni innovative" afferma Phil Davies, direttore commerciale della Magway, un corriere che sta sviluppando la tecnologia per trasportare pacchi attraverso una rete di tubi.

Il sistema utilizza motori magnetici, alimentati dall'elettricità, per fare la spola con moduli pieni di merci attraverso tubi sopra e sotto il terreno che misurano 90 cm di diametro.

La società afferma di avere ricevuto 653.998 sterline dal governo del Regno Unito nel 2018 allo scopo di realizzare un prototipo di tubazioni che fossero in grado di movimentare merci da un magazzino sito a Milton Keynes, nello Hertfordshire, ad un centro di consolidamento a Park Royal, nella parte occidentale di Londra.

Benché la Magway sia attualmente concentrata sulla consegna espressa, in futuro spera di installare 850 km di binari nelle tubazioni di gas dismesse di Londra per consegnare pacchi ai consumatori in città.

Entro il 2050 la società stima che la sua tecnologia potrebbe ridurre di un terzo le attuali emissioni di anidride carbonica dei veicoli dei corrieri, assicurando nel contempo che il 94% della popolazione cittadina possa raggiungere una stazione per la raccolta delle loro merci (nota come "snodo di recapito") in meno di 15 minuti a piedi o in bicicletta.

Alcune delle maggiori imprese mondiali stanno altresì sperimentando la tecnologia per traghettare le merci attraverso tunnel dai magazzini ai margini della città direttamente a casa dei clienti o nei vicini punti di ritiro.

Nel 2017, la Amazon ha brevettato un sistema di consegna sotterraneo che movimenta i pacchi dai depositi regionali agli snodi di recapito nei centri cittadini utilizzando nastri trasportatori e carri ferroviari.

Il brevetto stabilisce inoltre che i container potrebbero viaggiare attraverso un tubo vuoto o riempito di liquido o gas.

La partecipata di Alphabet Sidewalk Labs sostiene che il proprio sistema di consegna sotterraneo in programma, che utilizzerebbe "carrelli (vagonetti) elettrici a guida autonoma" per collegare uno hub logistico ai margini della città con le cantine degli edifici residenziali e commerciali, potrebbe ridurre del 72% il traffico di camion nel quartiere Quayside di Toronto.

I potenziali vantaggi, tuttavia, non sono solo di natura ambientale.

La tecnologia potrebbe anche rivelarsi economicamente conveniente per le aziende dato che "l'ultimo miglio" del viaggio di un pacco - da un magazzino regionale alla sua destinazione finale - rappresenta grosso modo il 50% dei costi complessivi di consegna, secondo un rapporto del 2016 della McKinsey.

Ciò rende la consegna all'ultimo miglio soggetta a perturbazioni.

Nello stesso rapporto, la McKinsey stimava che nei cinque anni che vanno fino al 2016 le start-up in cerca di irrompere nel mercato dell'ultimo miglio avevano attirato poco meno di 10 miliardi di dollari di finanziamenti.

Ma anche se l'idea della consegna sotterranea non viene più scartata a priori, persistono i dubbi inerenti a se essa possa risolvere il problema dell'ultimo miglio.

Alan McKinnon, professore di logistica alla Kuehne Logistics University di Amburgo, è "estremamente scettico" riguardo all'ambizione della Magway di utilizzare le proprie infrastrutture esistenti.

"La progettazione di operazioni logistiche su una rete preesistente ideata per uno scopo totalmente diverso sarebbe estremamente difficile, praticamente impossibile, da realizzare" afferma.

Clemens Backmann, responsabile per le città intelligenti e le soluzioni dell'ultimo miglio presso il corriere internazionale DHL, anche se sostiene che "abbiamo bisogno di utilizzare le infrastrutture esistenti", in ultima analisi concede come sia "del tutto utopistico pensare che la vostra consegna di Amazon possa mai saltare fuori dal vostro caminetto dentro al vostro pc portatile".

Per quanto attiene la consegna all'ultimo miglio, Beckmann afferma che è meglio confidare in tecnologie che non richiedano l'installazione di un tubo di recapito in ogni casa.

Invece, egli punta a tecnologie emergenti come la sostituzione dei tradizionali furgoni di recapito con veicoli autonomi che contengano armadietti per i pacchi.

I clienti quindi potrebbero ricevere una notifica via sms quando il loro pacco è pronto per il ritiro - una tecnica già utilizzata da diverse start-up della Silicon Valley - o pagare "professionisti delle code" per ritirare i pacchi per loro conto.

La Kyro, una azienda di distillazione con sede in Finlandia, si serve già di professionisti della coda per i clienti in occasione delle sagre.

Corrieri che incoraggiano la gente a ritirare le merci da sé potrebbe suonare come un controsenso, ma il mercato è già avviato su quella strada.

Il mese scorso, l'azienda di distillazione Deliveroo ha annunciato piani finalizzati ad offrire un nuovo servizio di ritiro presso la metà dei propri ristoranti nel Regno Unito.

Resta da vedere se queste altre e più immediate soluzioni al problema dell'ultimo miglio possano limitare la crescita dei sistemi sotterranei nei centri cittadini, ma quello che è certo è che i recapiti urbani sembreranno assai diversi nel 2050.

Come Jesse Norman, ministro di stato dei trasporti, prevedeva in un rapporto pubblicato quest'anno, "nel corso dei prossimi due decenni, la tecnologia dei trasporti cambierà più rapidamente che in qualsiasi momento dall'era vittoriana".
(da: ft.com, 3 dicembre 2019)



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