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4 dicembre 2008 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 02.23 GMT+1



15 novembre 2000

Continua la distorsione del mercato della cantieristica navale provocata dalle industrie navalmeccaniche sudcoreane

Nel suo terzo rapporto la Commissione UE spiega che, a causa della politica tariffaria praticata dagli stabilimenti coreani, i prezzi delle costruzioni continuano ad essere bassi nonostante la crescita degli ordinativi. Bruxelles esaminerà al più presto il reclamo presentato dal CESA

Nel suo terzo rapporto sulla situazione della cantieristica navale mondiale, che segue quelli presentati il 9 novembre 1999 e il 18 marzo 2000, la Commissione Europa ha evidenziato il perdurare dello stato di crisi in cui continua a versare il settore. I prezzi delle costruzioni non accennano infatti a crescere nonostante si sia verificato un aumento degli ordinativi nei primi otto mesi di quest'anno sia grazie alle favorevoli condizioni del mercato cisterniero sia di quello delle grandi navi portacontainer.

Negli ultimi 12 mesi i prezzi delle costruzioni di navi non adibite al trasporto di rinfuse liquide è continuato a calare, mentre il prezzo delle navi tanker è aumentato solo del 5-10%.

Secondo il rapporto la causa principale delle attuali difficoltà del mercato navalmeccanico è rappresentata dai prezzi eccessivamente bassi praticati dai cantieri sudcoreani, che raccolgono gran parte delle commesse degli armatori mondiali. Nei primi otto mesi del 2000 gli stabilimenti della Corea del Sud si sono aggiudicati oltre il 40% degli ordinativi, seguiti da quelli giapponesi con il 25%, la quelli dell'Unione Europea e della Norvegia con l'8%.

Nel settore della costruzione delle grandi portacontainer, che sta diventando il comparto preminente, i cantieri sudcoreani coprono l'82% del mercato (4% Giappone, 0% UE e Norvegia, 14% resto del mondo). La cantieristica europea ha continuato invece a dominare il settore delle navi da crociera.

Aggiornando le informazioni raccolte nei primi due rapporti sulla situazione finanziaria delle industrie navalmeccaniche sudcoreane sono state inoltre evidenziati i consistenti passivi registrati dai cantieri sudcoreani.

La Commissione Europea ha ricordato il recente fallimento delle trattative bilaterali tra Bruxelles e Seul, nonostante nella scorsa primavera fosse stato raggiunto l'accordo "Agreed Minutes" per consentire il riequilibrio del mercato con il blocco dei finanziamenti statali ai cantieri sudcoreani.

La Commissione nel frattempo ha anche avviato contatti con il Fondo Monetario Internazionale (FMI) per stabilire quali siano stati gli effetti dei finanziamenti internazionali concessi alla Corea del Sud sui cantieri navali coreani. Contatti che però si sono rivelati infruttuosi, visto che l'FMI ha risposto di non avere il mandato per occuparsi di aspetti settoriali.

L'industria cantieristica europea, raccolta nel Committe of E.U. Shipbuilders' Associations (CESA), ha recentemente richiesto formalmente all'Unione Europea di sottoporre la questione alla World Trade Organization (WTO), presentando lo scorso ottobre un reclamo contro la Corea del Sud per infrazione delle Trade Barriers Regulation (inforMARE del 26 ottobre). Reclamo che la Commissione ha dichiarato di voler esaminare nel più breve tempo possibile.

Il contenuto del terzo rapporto sarà esaminato e discusso nel corso del Consiglio europeo dell'industria che si svolgerà a Bruxelles il prossimo 5 dicembre.




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