Continua la distorsione del mercato della cantieristica navale
provocata dalle industrie navalmeccaniche sudcoreane
Nel suo terzo rapporto la Commissione UE spiega che, a causa
della politica tariffaria praticata dagli stabilimenti coreani,
i prezzi delle costruzioni continuano ad essere bassi nonostante
la crescita degli ordinativi. Bruxelles esaminerà al più
presto il reclamo presentato dal CESA
Nel suo terzo rapporto sulla situazione della cantieristica navale
mondiale, che segue quelli presentati il 9 novembre 1999 e il
18 marzo 2000, la Commissione Europa ha evidenziato il perdurare
dello stato di crisi in cui continua a versare il settore. I prezzi
delle costruzioni non accennano infatti a crescere nonostante
si sia verificato un aumento degli ordinativi nei primi otto mesi
di quest'anno sia grazie alle favorevoli condizioni del mercato
cisterniero sia di quello delle grandi navi portacontainer.
Negli ultimi 12 mesi i prezzi delle costruzioni di navi non adibite
al trasporto di rinfuse liquide è continuato a calare,
mentre il prezzo delle navi tanker è aumentato solo del
5-10%.
Secondo il rapporto la causa principale delle attuali difficoltà
del mercato navalmeccanico è rappresentata dai prezzi eccessivamente
bassi praticati dai cantieri sudcoreani, che raccolgono gran parte
delle commesse degli armatori mondiali. Nei primi otto mesi del
2000 gli stabilimenti della Corea del Sud si sono aggiudicati
oltre il 40% degli ordinativi, seguiti da quelli giapponesi con
il 25%, la quelli dell'Unione Europea e della Norvegia con l'8%.
Nel settore della costruzione delle grandi portacontainer, che
sta diventando il comparto preminente, i cantieri sudcoreani coprono
l'82% del mercato (4% Giappone, 0% UE e Norvegia, 14% resto del
mondo). La cantieristica europea ha continuato invece a dominare
il settore delle navi da crociera.
Aggiornando le informazioni raccolte nei primi due rapporti sulla
situazione finanziaria delle industrie navalmeccaniche sudcoreane
sono state inoltre evidenziati i consistenti passivi registrati
dai cantieri sudcoreani.
La Commissione Europea ha ricordato il recente fallimento delle
trattative bilaterali tra Bruxelles e Seul, nonostante nella scorsa
primavera
fosse stato raggiunto l'accordo "Agreed Minutes"
per consentire il riequilibrio del mercato con il blocco dei finanziamenti
statali ai cantieri sudcoreani.
La Commissione nel frattempo ha anche avviato contatti con il
Fondo Monetario Internazionale (FMI) per stabilire quali siano
stati gli effetti dei finanziamenti internazionali concessi alla
Corea del Sud sui cantieri navali coreani. Contatti che però
si sono rivelati infruttuosi, visto che l'FMI ha risposto di non
avere il mandato per occuparsi di aspetti settoriali.
L'industria cantieristica europea, raccolta nel Committe of E.U.
Shipbuilders' Associations (CESA), ha recentemente richiesto formalmente
all'Unione Europea di sottoporre la questione alla World Trade
Organization (WTO), presentando lo scorso ottobre un reclamo contro
la Corea del Sud per infrazione delle Trade Barriers Regulation
(inforMARE del
26 ottobre).
Reclamo che la Commissione ha dichiarato di voler esaminare nel
più breve tempo possibile.
Il contenuto del terzo rapporto sarà esaminato e discusso
nel corso del Consiglio europeo dell'industria che si svolgerà
a Bruxelles il prossimo 5 dicembre.
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