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22 novembre 2008 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 09.20 GMT+1



5 aprile 2001

A Seafinance si è discusso del difficile rapporto mercato finanziario - shipping e del momento delicato dell'industria dell'assicurazione

Secondo alcuni esperti manca la fiducia degli investitori nei confronti del settore marittimo

Nella seconda e conclusiva giornata della conferenza-esposizione Seafinance, che si è svolta oggi a Montecarlo, è stato trattato il tema "The Capital Market". Morten Arntzen (American Marine Advisors) ha illustrato le nozioni di base per un'analisi generale dei principali mercati internazionali, mentre gli esperti finanziari Jim Slater (S&E Consultants), Jeremy Dean (Western Industrial Finance Company) e Lorenzo Banchero (Banchero & Costa) si sono concentrati rispettivamente sul mercato greco-cipriota, su quello britannico e su quello italiano.

Spiegando le ragioni dell'"High Yield Wall Street fiasco", che è stata la causa del fallimento di 18 su 31 società dello shipping registrato negli Stati Uniti dal 1993, Arntzen ha detto che «il mondo finanziario per gli operatori dello shipping diventa sempre più difficile; di fatto le banche del mondo intero stanno soffrendo di un numero sempre maggiore di crediti in sofferenza. L'industria dello shipping sta vivendo il periodo più difficile degli ultimi 15 anni».
«C'è una lezione da imparare da questo aneddoto - ha aggiunto - Wall Street è al momento scettico nei riguardi dello shipping».

Secondo Jim Slater «far salire le azioni rappresenta solo un fattore tecnico al fine di accedere ad un finanziamento ottimale. Per questo la natura ciclica dello shipping e la mancata fiducia degli investitori per questa industria tende a ridurre l'interesse nei mercati finanziari».

«Il mercato finanziario non apprezza le società dello shipping - ha commentato Lorenzo Banchero - malauguratamente queste ultime hanno bisogno di prezzi negoziati per perseguire lo sviluppo delle loro flotte». Banchero si è domandato se le società dello shipping potranno sopravvivere utilizzando i patrimoni familiari o se saranno invece obbligate a rivolgersi al mercato azionario e ai loro investitori. Il negativo rapporto tra shipping e mercato finanziario è addebitabile secondo Banchero anche al mancato interesse degli investitori: «sembra strano che il settore dello shipping sia più trascurato dagli investitori rispetto ad altre categorie di attività molto più a rischio quale l'e-commerce».

Nella sessione pomeridiana di ieri (inforMARE del 4 aprile 2001) si è inoltre parlato di assicurazione marittima. «Si tratta di un periodo particolarmente delicato per l'industria dell'assicurazione - ha subito chiarito Joseph Hughes (American P&I Club) - come è ben noto ha avuto perdite sostanziali tra le più significative degli ultimi trent'anni». In particolare il settore delle assicurazioni "Hull & Machinery" ha avuto pesanti difficoltà, raggiungendo tassi di perdita senza precedenti, dovuti ad un crescente numero di incidenti, alcuni dei quali hanno avuto un importante impatto nel settore pubblico. Le compagnie di assicurazione, che hanno adottato premi assicurativi fissi, hanno incontrato lo stesso delle difficoltà, dopo un periodo di euforia.

John Moloney (Lloyd's Underwriter Association) ha fatto notare come gli ultimi tre abbiano messo in evidenza delle perdite lorde nei differenti settori: «pare che oggi l'industria delle assicurazioni sovvenzioni il settore dello shipping. La conseguenza attesa - ha spiegato - è che le assicurazioni devono essere considerate come tutti gli altri prodotti. Per ristabilire l'equilibrio, l'industria dello shipping dovrà comunque pagare».

«La riduzione drammatica del numero dei sindacati avvenuto negli ultimi dieci anni - ha detto Andrea Cupido (UMS Generali Marine) - ha posto in evidenza questa fase di declino. Al fine di assicurare un avvenire vivibile è quindi necessario trovare soluzioni adeguate, e questo con l'aiuto dei nostri clienti».

Nicholas Wilmot (AON Group) si è chiesto se «esiste un modo per instaurare un mercato dell'assicurazione più stabile» ed ha sottolineato come P&I abbia una vantaggio superiore rispetto ad altri metodi: «è la più adatta a comprendere le esigenze attuali della clientela».


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