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5 dicembre 2008 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 17.32 GMT+1



3 luglio 2001

Il porto di Sydney punta a migliorare l'inoltro dei container per via ferroviaria

Attualmente nell'area portuale di Botany Bay circa 200mila teu vengono movimentati su rotaia; entro il 2020 il traffico salirà ad almeno 800mila teu

Il porto di Sydney sta riorganizzando l'inoltro per via ferroviaria dei carichi che vengono movimentati nell'area portuale di Botany Bay. «Negli ultimi cinque anni - ha detto il manager della Sydney Ports Corporation, Greg Martin - la movimentazione di merce containerizzata via ferrovia da Port Botany è triplicata. Quest'anno Sydney Ports prevede che una quota del 25% del traffico container a Port Botany sarà movimentata per via ferroviaria e a breve si raggiungerà una quota del 30%».

Nell'anno finanziario 1999-2000 il traffico container nel sistema portuale di Sydney è ammontato a 1.016.000 teu, di cui circa 191.000 teu (22%) movimentati dall'area di Port Botany per ferrovia. Nel periodo di undici mesi conclusosi lo scorso 31 maggio il traffico è risultato di 910.684 teu, di cui circa l'88% attraverso i terminal di Port Botany.

L'ente portuale di Sydney prevede che il traffico nell'area di Botany Bay salirà a 2,6 milioni di teu entro il 2024-2025 e che la capacità di movimentazione dei terminal di Port Botany sarà saturata entro 5-10 anni. Entro il 2020 è inoltre previsto un incremento del 40% della quota di container inoltrati via ferrovia, pari ad almeno 800.000 teu. Sydney dovrà quindi far sì che il sistema ferroviario possa sopportare nei prossimi anni un incremento di traffico di 600.000 teu.

«L'insieme delle misure, emerse da un rapporto commissionato dalla Botany Rail Steering Group (BRSG), cioè dagli operatori portuali e dagli utenti di Botany, e guidato dalla Sydney Ports Corporation- ha spiegato Martin - sarà focalizzato sui sistemi operativi e informativi di Botany per sostenere la crescita del traffico ferroviario merci e allo stesso tempo incrementare la movimentazione di carichi containerizzati per via ferroviaria da e per le aree rurali e regionali».

«L'iniziativa della BRSG - ha aggiunto - è basata sull'area di Botany quale principale "valvola di controllo" che regola il flusso dei treni attraverso la linea ferroviaria tra la nazione e i terminal ferroviari metropolitani e i terminal portuali».

«Il rapporto - ha ricordato - riconosce che gli operatori hanno investito in sistemi IT, quindi l'insieme delle misure è concentrato sui sistemi operativi laddove ci sono carenze di comunicazione, per consentire a Botany lo sviluppo della movimentazione container per ferrovia. Attualmente la "valvola" di Botany soffre di errori nello scambio di informazioni che possono causare ritardi ai carichi e creare un effetto domino di inefficienza delle tempistiche sia nei confronti delle imprese portuali che degli operatori ferroviari. L'attuale sistema per il tracking dei container da e per molti terminal intermodali non è efficiente, ed alcuni container arrivano in porto come "sconosciuti"». Martin ha sottolineato che altre carenze consistono nella limitazione delle linee ferroviarie e nel numero e nella lunghezza dei treni.


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