Il porto di Sydney punta a migliorare l'inoltro dei container
per via ferroviaria
Attualmente nell'area portuale di Botany Bay circa 200mila
teu vengono movimentati su rotaia; entro il 2020 il traffico salirà
ad almeno 800mila teu
Il porto di Sydney sta riorganizzando l'inoltro per via ferroviaria
dei carichi che vengono movimentati nell'area portuale di Botany
Bay. «Negli ultimi cinque anni - ha detto il manager della
Sydney Ports Corporation, Greg Martin - la movimentazione di merce
containerizzata via ferrovia da Port Botany è triplicata.
Quest'anno Sydney Ports prevede che una quota del 25% del traffico
container a Port Botany sarà movimentata per via ferroviaria
e a breve si raggiungerà una quota del 30%».
Nell'anno finanziario 1999-2000 il traffico container nel sistema
portuale di Sydney è ammontato a 1.016.000 teu, di cui
circa 191.000 teu (22%) movimentati dall'area di Port Botany per
ferrovia. Nel periodo di undici mesi conclusosi lo scorso
31 maggio il traffico è risultato di 910.684 teu, di cui
circa l'88% attraverso i terminal di Port Botany.
L'ente portuale di Sydney prevede che il traffico nell'area di
Botany Bay salirà a 2,6 milioni di teu entro il 2024-2025
e che la capacità di movimentazione dei terminal di Port
Botany sarà saturata entro 5-10 anni. Entro il 2020 è
inoltre previsto un incremento del 40% della quota di container
inoltrati via ferrovia, pari ad almeno 800.000 teu. Sydney dovrà
quindi far sì che il sistema ferroviario possa sopportare
nei prossimi anni un incremento di traffico di 600.000 teu.
«L'insieme delle misure, emerse da un rapporto commissionato
dalla Botany Rail Steering Group (BRSG), cioè dagli operatori
portuali e dagli utenti di Botany, e guidato dalla Sydney Ports
Corporation- ha spiegato Martin - sarà focalizzato sui
sistemi operativi e informativi di Botany per sostenere la crescita
del traffico ferroviario merci e allo stesso tempo incrementare
la movimentazione di carichi containerizzati per via ferroviaria
da e per le aree rurali e regionali».
«L'iniziativa della BRSG - ha aggiunto - è basata
sull'area di Botany quale principale "valvola di controllo"
che regola il flusso dei treni attraverso la linea ferroviaria
tra la nazione e i terminal ferroviari metropolitani e i terminal
portuali».
«Il rapporto - ha ricordato - riconosce che gli operatori
hanno investito in sistemi IT, quindi l'insieme delle misure è
concentrato sui sistemi operativi laddove ci sono carenze di comunicazione,
per consentire a Botany lo sviluppo della movimentazione container
per ferrovia. Attualmente la "valvola" di Botany soffre
di errori nello scambio di informazioni che possono causare ritardi
ai carichi e creare un effetto domino di inefficienza delle tempistiche
sia nei confronti delle imprese portuali che degli operatori ferroviari.
L'attuale sistema per il tracking dei container da e per molti
terminal intermodali non è efficiente, ed alcuni container
arrivano in porto come "sconosciuti"». Martin ha
sottolineato che altre carenze consistono nella limitazione delle
linee ferroviarie e nel numero e nella lunghezza dei treni.
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