Nel 2000 è sensibilmente incrementato il traffico aereo
merci e passeggeri. Poco consistenti invece i profitti delle aviolinee
L'utile complessivo è ammontato a 2,8 miliardi di dollari
su un giro d'affari di 157,2 miliardi di dollari
Le 272 compagnie aeree mondiali che fanno capo alla International
Air Transport Association (IATA) hanno registrato lo scorso anno
un traffico di oltre 1,4 miliardi di passeggeri, con un incremento
del 5,2% rispetto all'anno precedente. Il traffico è risultato
più sostenuto sulle rotte internazionali, con un incremento
del 9%, il più elevato dal 1992. E' stata inoltre registrato
su queste rotte un incremento del 9,6% dei passeggeri-chilometro,
contro un incremento del 6,2% dei posti disponibili-chilometro,
con una crescita di 2,2 punti percentuali del tasso medio di occupazione,
che è salito al 72,5%.
Nel settore merci è stato totalizzato un aumento del 9,2%
delle tonnellate-chilometro complessive, contro un incremento
del 7% delle tonnellate-chilometro rese disponibili dai vettori
aerei. Il tasso medio di occupazione merci è cresciuto
di 1,5 punti percentuali, attestandosi al 65,5%.
L'utile realizzato nell'anno dalle compagnie nei servizi internazionali
è ammontato a 2,8 miliardi di dollari, con un incremento
di 400 milioni di dollari rispetto al 1999. I vettori - ha osservato
la IATA - non sono infatti riusciti a capitalizzare il consistente
incremento del traffico passeggeri e merci nel 2000 a causa della
diminuzione del 2,6% dei ricavi operativi per tonnellate-chilometro
in termini di dollari, contro una diminuzione dei costi per unità
pari solo allo 0,1%. L'utile complessivo di 2,8 miliardi di dollari
rappresenta un margine dell'1,8% sul giro d'affari totale, che
è stato di 157,2 miliardi di dollari.
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