Loyola de Palacio ha annunciato la prossima presentazione di
«un ambizioso programma di intermodalità dotato di
generose risorse finanziarie» per far decollare il trasporto
cabotiero
E' denominato "Programma Marco Polo". La vicepresidente
della Commissione UE propone di ridurre il carico fiscale per
incrementare la competitività della flotta europea
Intervenendo oggi all'assemblea generale dell'Anave (Asociacion
de Navieros Españoles), la vicepresidente della Commissione
Europea, Loyola de Palacio, che è responsabile dei settori
Energia e Trasporti, ha detto che il denominatore comune dell'azione
politica dell'esecutivo europeo può essere riassunto nella
frase: «stabilire un sistema politico che favorisca la competitività
della flotta comunitaria, che incrementi la sicurezza marittima
e che elimini gli ostacoli normativi e amministrativi e consolidi
il trasporto marittimo come alternativa alla crescente congestione
del traffico stradale».
In merito al grado di concorrenzialità dell'armamento europeo,
Loyola de Palacio ha detto che la Commissione Europea intende
«esplorare nuove vie di sostegno alla competitività
della flotta comunitaria, che permettano alla nostra industria
marittima per trarre vantaggio dalle nuove opportunità
del mercato in un ambito altamente competitivo». «Sono
questi i motivi - ha spiegato - che hanno fatto sì che
io ponga tutto il mio impegno affinché la Commissione riveda
le norme sugli aiuti di Stato che attualmente si applicano al
settore del trasporto marittimo, con l'obiettivo di ottenere una
riduzione del carico fiscale. Grazie alla revisione di queste
normative, gli Stati membri potranno dare il loro appoggio al
settore del trasporto marittimo senza infrangere le norme del
Trattato sugli aiuti statali. Questa revisione degli orientamenti
in merito agli aiuti di Stato potranno inoltre permettere l'introduzione
di strumenti di provata efficacia, come la "tonnage tax",
che contribuiranno a riportare le navi sotto le bandiere europee.
Il caso della legislazione britannica dimostra chiaramente l'impatto
positivo di queste misure».
Riferendosi invece al settore del cabotaggio, la vicepresidente
della Commissione Europea ha ricordato che l'esecutivo UE «sostiene
le iniziative assunte dagli Stati membri per smantellare i vecchi
monopoli e consolidare la concorrenza nel settore».
Loyola de Palacio ha inoltre ribadito l'intenzione della Commissione
di introdurre la libera concorrenza anche nel settore dei servizi
portuali, con una serie di misure contenute nella proposta di
direttiva resa nota nello scorso febbraio (inforMARE
del 14 febbraio
2001). «Sono determinata - ha detto
- a condurre in porto questa proposta, che spero di poter varare
durante la presidenza spagnola. So che alcuni "tradizionalisti"
hanno attaccato ingiustamente questa iniziativa, però so
anche che posso contare sull'appoggio di questa associazione per
portarla avanti».
Illustrando quindi i pacchetti "Erika I" ed "Erika
II", predisposti dalla Commissione Europea per incrementare
la sicurezza della navigazione, la de Palacio ha detto che l'esecutivo
UE riconosce l'importanza dell'International Maritime Organization
(IMO) quale foro internazionale per stringere accordi su scala
mondiale. «Però - ha sottolineato - non siamo disposti
ad accettare che il ricorso all'IMO sia utilizzato come pretesto
per non fare bene le cose. Manterremo le nostre proposte e continueremo
ad applicare il sistema comunitario per garantire ai cittadini
che ci saranno dei risultati concreti indipendentemente dal metodo
che verrà utilizzato».
Illustrando infine la politica della Commissione sul cabotaggio,
che punta all'incentivazione del trasporto marittimo a corto raggio
e alla creazione di "autostrade marittime", Loyola de
Palacio annunciato la prossima presentazione di «un ambizioso
programma di intermodalità dotato di generose risorse finanziarie
per mettere in pratica queste misure». «Abbiamo pensato
di denominarlo "Programma Marco Polo" - ha spiegato
- per simboleggiare i successi di un grande viaggiatore europeo
che utilizzò mare e terra per raggiungere la sua meta».
Loyola de Palacio ha comunque precisato che il miglioramento del
sistema portuale europeo è condizione sine qua non
per far sì che questi obiettivi divengano realtà.
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