Assiterminal, la nuova associazione dei terminalisti italiani,
ha presentato i propri obiettivi all'authority portuale di Genova
Oggi il neo presidente dell'associazione, Cirillo Orlandi,
ha incontrato il presidente dell'ente portuale Giuliano Gallanti
Ad un mese dalla sua costituzione Assiterminal, la nuova
associazione dei terminalisti italiani, si è presentata
oggi all'Autorità Portuale di Genova. Iniziare con un incontro
con il presidente dell'ente portuale Giuliano Gallanti «è
sembrato un riconoscimento, più che un dovere», ha
specificato il presidente dell'associazione Cirillo Orlandi. «Siamo
venuti a sottolineare quello che Genova ha rappresentato per il
rilancio della portualità nazionale».
Al termine dell'incontro Orlandi - parlando con i giornalisti
- ha detto che «Assiterminal rappresenta un momento di maturazione
dei terminalisti», il cui ruolo era sinora "affogato"
all'interno di alcune sigle che raccolgono le voci delle più
disparate categorie del trasporto. Pur precisando di aver ricevuto
gli auguri sia dalla FISE che da Assologistica, Orlandi ha infatti
sottolineato che queste associazioni «rappresentano "anche"
terminalisti, mentre Assiterminal rappresenta "solo"
terminalisti». «Diverse sigle - ha comunque ribadito
- rappresentano un sintomo di vitalità e di dinamismo di
questo settore. Sono passati solo sette anni dalla legge 84/94,
che ha fatto nascere il terminalismo portuale. Il '94 è
stato un momento di rottura con il passato; ora è il momento
di un nuovo rapporto tra il terminalismo e le autorità
portuali. E' necessario infatti recuperare la portualità
in chiave europea, senza alcuna situazione di tipo ancillare nei
confronti del Nord Europa».
Negli ultimi anni lo sviluppo del settore portuale e del nuovo
comparto terminalistico è stato rapido, forse tumultuoso.
Le aziende - ha rilevato Orlandi - prima nascono, poi crescono
e quindi si associano. Ora è giunto il momento di affrontare
quest'ultima fase e Assiterminal si propone senza mezzi termini
quale interlocutore principale del terminalismo italiano. «La
forza del contesto è tale - ha osservato - che si arriverà
ad una forza rappresentativa unica».
Gallanti ha convenuto sul fatto che Assiterminal sia un interlocutore
chiave per lo sviluppo della discussione politico-economica sui
temi portuali, sottolineando che la nascita dell'associazione
è per l'istituzione portuale un avvenimento di grandissima
importanza. «L'Autorità Portuale - ha spiegato - ha
spesso avvertito, paradossalmente, l'assenza della presenza della
componente privata». Ma il ruolo della nuova associazione
potrà essere rilevante anche in ambito europeo: «in
Feport (l'associazione dei terminalisti europei, ndr) è
importante che ci sia Assiterminal. Insieme terminalisti e autorità
portuali possono diventare una lobby potentissima formata da pubblico
e privato».
Affrontando in conclusione i temi dello sviluppo dell'imprenditoria
italiana negli ultimi anni, Orlandi ha detto che l'attenzione
si è concentrata troppo sulla privatizzazione, lasciando
da parte la questione della liberalizzazione, vera chiave di volta
della trasformazione da un sistema dominato dalle aziende pubbliche
a quello fondato sulle imprese private. Parole che sembrano -
né più né meno - tolte di bocca al vicepresidente
della Commissione Europea Loyola de Palacio, impegnata proprio
in questi mesi a sostenere la proposta dell'esecutivo UE sulla
liberalizzazione dei servizi portuali. Perplessità su questa
linea di politica portuale comunitaria sono state espresse anche
da rappresentanti del settore terminalistico italiano. La neonata
Assiterminal dovrà crescere in fretta: la partita sul nuovo
assetto portuale, sia in Italia che in Europa, si giocherà
nel prossimo autunno nelle aule di Bruxelles e Strasburgo.
B.B.
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