Lo statunitense DOT approva in via preliminare l'accordo tra
American Airlines e British Airways, ma le due compagnie aeree
non accettano le condizioni imposte dal governo americano
Il dipartimento ha chiesto ai due vettori di cedere 224 slot
sulla rotta USA - Heathrow
Il dipartimento statunitense dei Trasporti ha approvato preliminarmente
ieri l'immunità antitrust relativa all'alleanza tra i vettori
aerei American Airlines e British Airways e tra United Airlines
e BMI (British Midland).
Una decisione controversa, che ha immediatamente scatenato polemiche
in vista della possibile approvazione finale. Se da un lato infatti,
nel settore marittimo, l'amministrazione americana ha contrastato
il potere delle alleanze tra le compagnie, in particolare di quelle
che operano nel mercato transatlantico, accusate di ostacolare
la liberalizzazione del mercato e l'aperta concorrenza tra gli
armatori, la decisione di ieri è stata invece accolta come
il via libera alla formazione di cartelli aerei in grado di controllare
il mercato transatlantico blindando le tariffe e impedendo l'ingresso
ai competitori.
Il Department of Transportation (DOT) ha affermato che della decisione
beneficeranno i consumatori, grazie all'espansione del network
aereo «ad una miriade di città statunitensi, incoraggiando
un'ulteriore concorrenza tariffaria e accrescendo la scelta dei
passeggeri». Il DOT ha però specificato che l'approvazione
finale «dipende dal rispetto di numerose condizioni, che
incrementeranno notevolmente la concorrenza nel principale mercato
d'oltremare della nazione permettendo a quattro nuovi vettori
statunitensi di entrare nel mercato dell'aeroporto londinese di
Heathrow e di offrire ai passeggeri 17 nuovi servizi tra gli Stati
Uniti e l'aeroporto di Heathrow per un totale di oltre 6.200 nuovi
voli all'anno». Le condizioni prevedono tra l'altro anche
la cessione da parte di American Airlines e di British Airways
di 224 slot d'atterraggio e decollo sulla rotta USA - Heathrow
a nuovi concorrenti. In particolare il dipartimento prevede che
la cessione degli slot vada a vantaggio della Continental, alla
quale sarebbero assegnati complessivamente cinque viaggi andata
e ritorno (di cui tre da Newark), della Delta, che otterrebbe
sei viaggi (di cui tre dall'aeroporto JFK di New York e uno da
Boston), della Northwest, che avrebbe sei viaggi, e della US Airways,
alla quale spetterebbero due viaggi. Alla BMI verrebbe inoltre
richiesto di fornire slot alla United per un volo giornaliero
andata e ritorno da Boston.
L'approvazione finale verrebbe inoltre concessa solo dopo la firma
di un accordo di "open skies" tra il governo di Washington
e quello di Londra.
La serie di condizioni imposte dal dipartimento non è però
gradita alla American Airlines e alla British Airways che, in
un comunicato congiunto, hanno detto che il prezzo da pagare per
l'approvazione è troppo elevato. Rod Eddington, amministratore
delegato della compagnia britannica, e Don Carty, presidente e
CEO di quella americana, hanno confermato che l'alleanza non sarà
fatta a questo prezzo. «Avevamo chiarito sin dall'inizio
- hanno specificato - che non avremo concluso l'accordo se il
prezzo dell'approvazione fosse stato troppo elevato. Purtroppo
questo si è rivelato essere il caso». «Le condizioni
stabilite dal governo USA - hanno sottolineato - non hanno senso
per entrambe le compagnie. Non soddisferemo richieste irrealistiche
e, dal nostro punto di vista, non necessarie».
American Airlines e British Airways hanno comunque affermato che
continueranno a collaborare nel mercato transatlantico e continueranno
a sviluppare cooperazioni bilaterali nell'ambito dell'alleanza
oneworld.
L'approvazione preliminare concessa dal Department of Transportation
è stata criticata aspramente da altre compagnie aeree che
operano nel mercato transatlantico. «Se l'approvazione finale
venisse concessa e se American Airlines e British Airways avessero
la possibilità di concordare tariffe fisse e schedule fisse
nel Nord Atlantico - ha commentato la Continental Airlines - il
trasporto aereo, in particolare tra gli Stati Uniti e il Regno
Unito, subirebbe danni irreparabili». «La più
grande compagnia aerea mondiale e il più grande vettore
europeo - ha specificato il presidente e CEO della Continental
Airlines, Gordon Bethune - sostengono che non possono competere
senza la possibilità di fissare tariffe e voli e dominare
il principale mercato mondiale. La verità è che
il loro accordo è negativo per i consumatori, negativo
per la concorrenza e negativo per le comunità. Questo è
un accordo che non dovrebbe essere approvato in alcun modo».
B.B.
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