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26 marzo 2002

Il Marine Environment Protection Committee dell'IMO ha approvato una serie di nuove misure sul trattamento delle acque di zavorra delle navi

Riguardano soprattutto le caratteristiche progettuali delle nuove navi

Il Marine Environment Protection Committee (MEPC) dell'International Maritime Organization (IMO) ha approvato una serie di nuove misure sul trattamento delle acque di zavorra delle navi. Tali azioni hanno l'obiettivo di ridurre gli effetti dannosi dei microrganismi marini che sono trasportati nelle acque di zavorra e i rischi connessi ad alcune tecniche di trattamento di queste acque. Le misure sono contenute in una circolare approvata nel corso della 47ª sessione del MEPC, che si è riunito a Londra dal 4 all'8 marzo scorsi.

La circolare stabilisce che il trattamento delle acque di zavorra e i procedimenti per trattare queste acque dovranno essere considerati componenti base della progettazione delle nuove navi e che il progetto delle cisterne di zavorra dovrà prevedere e facilitare tutte le fasi di trattamento delle acque di zavorra.
La progettazione delle cisterne dovrà inoltre tenere conto della possibilità di effettuare prelievi delle acque di zavorra senza dover entrare in spazi potenzialmente pericolosi o dover parzialmente riempire le cisterne.

Il documento del MEPC prevede l'installazione a bordo delle nuove navi di apparecchiature che permettano di registrare le fasi di utilizzo delle acque di zavorra e le misure di trattamento di tali acque.

La circolare prevede che, laddove il carico o il dezavorramento sia effettuato in mare, le caratteristiche progettuali della nave debbano essere tali da permettere tale operazione durante tutti i viaggi in zavorra e con tutte le condizioni meteorologiche, eccetto quelle particolarmente critiche. Le condizioni limite del mare entro le quali effettuare tali operazioni in sicurezza, rese note dal costruttore, dovranno essere registrate nel Ballast Water Management Plan, che dovrà essere reso obbligatorio per ogni nave.

La progettazione della nave dovrà inoltre contenere considerazioni circa le conseguenze del carico o dezavorramento in mare, tra cui quelle riguardanti la stabilità, la solidità dei paramezzali, le forze di taglio, la risonanza, lo sloshing, lo stemming, l'immersione delle eliche, le limitazioni determinate dall'insufficiente solidità di alcuni elementi della nave quando le cisterne sono vuotate in sequenza e le misure necessarie per compiere tale operazione in sicurezza.

Una progetto di convenzione internazionale sul controllo e il trattamento delle acque di zavorra delle navi e le linee guida per la sua adozione sarà predisposto nel corso di una conferenza in programma nel 2003. Tuttavia - ha specificato l'IMO - finché tale convenzione non sarà adottata e non entrerà in vigore, i governi che fanno capo all'IMO dovranno applicare le linee guida per il controllo e il trattamento delle acque di zavorra delle navi per minimizzare il rischio di possibile trasferimento di microrganismi dannosi e patogeni adottato nel 1997 con la risoluzione A.868(20) e dovranno rispettare anche le linee guida contenute nella circolare approvata dal MEPC nei giorni scorsi.






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