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3 luglio 2002

L'Apostolatus Maris avvia quattro linee d'azione per ampliare la rete di assistenza ai marittimi in Italia

In molte importanti sedi portuali italiane mancano centri di accoglienza per la gente di mare

La missione sociale e di apostolato svolta dai cappellani a bordo delle navi e dai sacerdoti nei centri "Stella Maris" per assistere gli oltre due milioni di marittimi che ogni anno toccano le coste italiane ha bisogno di sostegno. L'appello è stato lanciato oggi a Palazzo San Giorgio, sede dell'authority portuale di Genova, da Don Giacomo Martino, direttore nazionale dell'ufficio per la Pastorale Aeroportuale e Marittima - Migrantes, che ha presentato i risultati dell'incontro annuale degli esperti Migrantes per la pastorale marittima (Apostolatus Maris), che si è tenuto a Roma dal 28 al 30 giugno scorsi.

Don Martino ha spiegato che sono solo sette i cappellani di bordo e sette i sacerdoti dei centri Stella Maris che cercano di prestare assistenza ai marittimi delle navi da crociera e della navi da carico. Le necessità sono le più svariate: dalle richieste di assistenza sanitaria o legale al semplice desiderio di confidarsi con un'altra persona. Nel meeting di Roma sono stati individuati quattro obiettivi per ampliare la rete di assistenza. E' stato innanzitutto rilevato che, nonostante in molte diocesi siano presenti centri di assistenza per la gente di mare (Trieste, Venezia, Savona, Genova, La Spezia, Rimini, Ravenna, Civitavecchia, Ancona, Palermo e Augusta), in altre importanti sedi portuali come Livorno, Napoli, Taranto, Bari Brindisi, Messina, Molfetta, Pozzallo, Gioia Tauro, mancano i centri Stella Maris di accoglienza dei marittimi. E' stato quindi rivolto un appello alle diocesi perché tale grave mancanza sia colmata.

I rappresentanti dell'Apostolatus Maris hanno inoltre chiesto che l'Italia ratifichi la Convenzione ILO (International Labour Organization) numero 163. Tale convenzione - ha ricordato Don Martino - «stabilisce che nei porti le autorità portuali e le istituzioni locali prestino un minimo di assistenza ai marittimi».

L'Apostolato del Mare italiano si è inoltre impegnato a creare delle task force per affrontare le emergenze delle navi sequestrate e dei clandestini a bordo delle navi. Attualmente sono oltre 20 le navi con relativi equipaggi bloccate nei porti italiani. Ci si concentrerà sulla istituzione di una task force di avvocati marittimisti, «che abitualmente - ha detto Don Martino - sanno tutto sulle merci ma poco sui diritti della gente di mare». Compito dei legali sarà di fornire gratuitamente assistenza per il rapido rimpatrio degli equipaggi e per far loro ottenere il salario. Un'altra task force di assistenza gratuita sarà formata da medici, psicologi e specialisti, mentre i centri regionali dell'associazione saranno attrezzati per la raccolta di cibo, vestiti e attrezzature.

Infine a Genova, dall'8 al 12 luglio prossimi, sarà svolto un corso per cappellani di bordo delle navi da crociera, sacerdoti quotidianamente a contatto con marittimi di oltre 50 nazionalità. Attualmente - ha precisato Don Martino - i cappellani si trovano solo a bordo delle navi della Costa Crociere, anche se sono intercorsi contatti per la presenza di sacerdoti anche sulle unità della Festival Crociere e della Mediterranean Shipping Cruises.


ITAL-PRO-RA.MAR.
Fortune International Trasport
Autorità Portuale di Taranto



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