L'Apostolatus Maris avvia quattro linee d'azione per ampliare
la rete di assistenza ai marittimi in Italia
In molte importanti sedi portuali italiane mancano centri
di accoglienza per la gente di mare
La missione sociale e di apostolato svolta dai cappellani a bordo
delle navi e dai sacerdoti nei centri "Stella Maris"
per assistere gli oltre due milioni di marittimi che ogni anno
toccano le coste italiane ha bisogno di sostegno. L'appello è
stato lanciato oggi a Palazzo San Giorgio, sede dell'authority
portuale di Genova, da Don Giacomo Martino, direttore nazionale
dell'ufficio per la Pastorale Aeroportuale e Marittima - Migrantes,
che ha presentato i risultati dell'incontro annuale degli esperti
Migrantes per la pastorale marittima (Apostolatus Maris), che
si è tenuto a Roma dal 28 al 30 giugno scorsi.
Don Martino ha spiegato che sono solo sette i cappellani di bordo
e sette i sacerdoti dei centri Stella Maris che cercano di prestare
assistenza ai marittimi delle navi da crociera e della navi da
carico. Le necessità sono le più svariate: dalle
richieste di assistenza sanitaria o legale al semplice desiderio
di confidarsi con un'altra persona. Nel meeting di Roma sono stati
individuati quattro obiettivi per ampliare la rete di assistenza.
E' stato innanzitutto rilevato che, nonostante in molte diocesi
siano presenti centri di assistenza per la gente di mare (Trieste,
Venezia, Savona, Genova, La Spezia, Rimini, Ravenna, Civitavecchia,
Ancona, Palermo e Augusta), in altre importanti sedi portuali
come Livorno, Napoli, Taranto, Bari Brindisi, Messina, Molfetta,
Pozzallo, Gioia Tauro, mancano i centri Stella Maris di accoglienza
dei marittimi. E' stato quindi rivolto un appello alle diocesi
perché tale grave mancanza sia colmata.
I rappresentanti dell'Apostolatus Maris hanno inoltre chiesto
che l'Italia ratifichi la Convenzione ILO (International Labour
Organization) numero 163. Tale convenzione - ha ricordato Don
Martino - «stabilisce che nei porti le autorità portuali
e le istituzioni locali prestino un minimo di assistenza ai marittimi».
L'Apostolato del Mare italiano si è inoltre impegnato a
creare delle task force per affrontare le emergenze delle navi
sequestrate e dei clandestini a bordo delle navi. Attualmente
sono oltre 20 le navi con relativi equipaggi bloccate nei porti
italiani. Ci si concentrerà sulla istituzione di una task
force di avvocati marittimisti, «che abitualmente - ha detto
Don Martino - sanno tutto sulle merci ma poco sui diritti della
gente di mare». Compito dei legali sarà di fornire
gratuitamente assistenza per il rapido rimpatrio degli equipaggi
e per far loro ottenere il salario. Un'altra task force di assistenza
gratuita sarà formata da medici, psicologi e specialisti,
mentre i centri regionali dell'associazione saranno attrezzati
per la raccolta di cibo, vestiti e attrezzature.
Infine a Genova, dall'8 al 12 luglio prossimi, sarà svolto
un corso per cappellani di bordo delle navi da crociera, sacerdoti
quotidianamente a contatto con marittimi di oltre 50 nazionalità.
Attualmente - ha precisato Don Martino - i cappellani si trovano
solo a bordo delle navi della Costa Crociere, anche se sono intercorsi
contatti per la presenza di sacerdoti anche sulle unità
della Festival Crociere e della Mediterranean Shipping Cruises.
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