Gli spedizionieri e i caricatori elvetici criticano la discriminazione
a cui sono soggetti i traffici tra Svizzera e Italia
Sotto accusa anche gli investimenti effettuati per sviluppare
il traffico combinato
Le associazioni degli spedizionieri e dei caricatori elvetici,
SPEDLOGSWISS e Swiss Shippers' Council (SSC), hanno fortemente
criticato la discriminazione alla quale sono soggetti i traffici
di importazione ed esportazione tra Svizzera e Italia che transitano
per il tunnel del San Gottardo. Le due associazioni hanno ricordato
ieri che il Detec (Dipartimento federale dell'Ambiente, dei Trasporti,
dell'Energia e delle Comunicazioni), nell'ambito della variazione
dell'attuale sistema di dosaggio del transito nel tunnel del San
Gottardo, ha proposto di privilegiare il traffico proveniente
e destinato al Ticino. SPEDLOGSWISS e SSC hanno però rilevato
l'incomprensibilità del fatto che venga privilegiato il
traffico di import-export di 100 camion al giorno sulla direttrice
Germania - Ticino e non sia stato invece programmato alcun miglioramento
per il traffico quotidiano di 800 camion al giorno tra l'Italia
e il nord della Svizzera.
Le due organizzazioni hanno inoltre criticato «la proposta
di sovvenzionare a colpi di milioni il traffico combinato indigeno
e - hanno detto - di "vendere" questo sistema con il
pretesto di "trovare una soluzione ai problemi di transito».
«Il traffico combinato - hanno sottolineato le associazioni
- è già costato più volte al contribuente
e tutti i tentativi devono essere abbandonati». SPEDLOGSWISS
e SSC ritengono che «un investimento sarà sicuramente
più proficuo se destinato allo sviluppo del traffico combinato
internazionale non accompagnato»: in questo caso potrebbe
verificarsi un effettivo trasferimento del traffico merci dalla
strada alla rotaia, di cui potrebbero beneficiare gli scambi sull'asse
nord-sud della Svizzera.
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