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10 luglio 2002

American Antitrust Institute e National Consumers League bocciano sia la proposta di fusione Royal Caribbean/P&O Princess che quella Carnival/ P&O Princess

«Se entrambe le fusioni comportano in se stesse significative preoccupazioni per la concorrenza - ha precisato la AAI - allora devono essere impedite»

L'American Antitrust Institute (AAI) e la National Consumers League - due organizzazioni non-profit statunitensi, la prima impegnata nello studio degli aspetti della concorrenza nel settore economico e la seconda impegnata a sostegno dei consumatori - hanno dichiarato ieri il loro parere negativo sia sul progetto di fusione tra la Royal Caribbean e la P&O Princess Cruises che sull'analoga operazione tra la Carnival Corporation e la stessa P&O Princess Cruises. Le due organizzazioni hanno sollecitato la commissione antitrust americana a non approvare tali progetti, che coinvolgono sia la società leader mondiale del mercato crocieristico (Carnival) che la seconda (Royal Caribbean) e la terza (P&O Princess) società del settore.

«Migliaia di consumatori, in particolare i pensionati a reddito fisso - ha detto il presidente della National Consumers League, Linda Golodner - dipendono da una effettiva e vigorosa concorrenza nell'industria crocieristica che assicuri qualità del servizio ad un giusto prezzo».

«Dopo un esame rigoroso e autonomo sulle proposte di fusione, condotto utilizzando tutte le informazioni a noi disponibili - ha dichiarato Robert Lande, Senior Research Scholar della AAI e professore di Diritto all'Università di Baltimora - la AAI ha concluso che entrambe le fusioni pongano significative questioni circa la concorrenza nel mercato del Nord America». Lande ha sottolineato inoltre la difficoltà di effettuare cessioni «che possano sanare entrambe le fusioni dal loro potenziale anticoncorrenziale».

Diana Moss, senior Research Fellow della AAI, ha detto che il mercato di riferimento per queste fusioni è quello delle crociere nel Nord America, piuttosto che quello turistico in genere. E' chiaro - ha spiegato - «che entrambe le proposte di fusione avrebbero accrescerebbero sensibilmente la concentrazione del mercato oltre le soglie previste nell'Horizontal Merger Guidelines del 1992 del Dipartimento della Giustizia e della Federal Trade Commission e che entrambe presenterebbero rischi rilevanti di effetti anticoncorrenziali».

Pur ritenendo che è possibile individuare meno effetti negativi di una fusione rispetto all'altra - ha precisato l'American Antitrust Institute - «la AAI non ritiene che ciò debba essere posto alla base di un'accettazione del "minore dei due mali"». «Se entrambe le fusioni comportano in se stesse significative preoccupazioni per la concorrenza - ha concluso la AAI - allora devono essere impedite».

L'opinione della AAI non è giunta del tutto sgradita alla Royal Caribbean. Il vice presidente Corporate Communication della compagnia crocieristica statunitense, Lynn Martenstein, ha detto di essere felice «che AAI abbia riconosciuto che "la fusione Royal Caribbean-Princess darebbe vita ad una società di dimensioni uguali alla Carnival ... mentre la fusione Carnival-Princess creerebbe una società dominante con metà del mercato"». «Per questo motivo - ha detto Martenstein - riteniamo tuttora che la nostra fusione sia a favore della concorrenza e a vantaggio dei consumatori, mentre il takeover della Carnival determinerebbe una posizione dominante che danneggerebbe i crocieristi, gli agenti di viaggio ed altri ancora». «Naturalmente - ha aggiunto - siamo dispiaciuti del fatto che la AAI non sostenga maggiormente la proposta di fusione della Royal Caribbean e che abbia ignorato informazioni che riteniamo dimostrino che la fusione Royal Caribbean-P&O Princess non determinerebbe una concentrazione eccessiva». «Abbiamo superato tutte le procedure regolamentari in Europa - ha concluso Martenstein - e continueremo a cercare di ottenere un simile riconoscimento dalla FTC».



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