American Antitrust Institute e National Consumers League bocciano
sia la proposta di fusione Royal Caribbean/P&O Princess che
quella Carnival/ P&O Princess
«Se entrambe le fusioni comportano in se stesse significative
preoccupazioni per la concorrenza - ha precisato la AAI - allora
devono essere impedite»
L'American Antitrust Institute (AAI) e la National Consumers League
- due organizzazioni non-profit statunitensi, la prima impegnata
nello studio degli aspetti della concorrenza nel settore economico
e la seconda impegnata a sostegno dei consumatori - hanno dichiarato
ieri il loro parere negativo sia sul progetto di fusione tra la
Royal Caribbean e la P&O Princess Cruises che sull'analoga
operazione tra la Carnival Corporation e la stessa P&O Princess
Cruises. Le due organizzazioni hanno sollecitato la commissione
antitrust americana a non approvare tali progetti, che coinvolgono
sia la società leader mondiale del mercato crocieristico
(Carnival) che la seconda (Royal Caribbean) e la terza (P&O
Princess) società del settore.
«Migliaia di consumatori, in particolare i pensionati a reddito
fisso - ha detto il presidente della National Consumers League,
Linda Golodner - dipendono da una effettiva e vigorosa concorrenza
nell'industria crocieristica che assicuri qualità del servizio
ad un giusto prezzo».
«Dopo un esame rigoroso e autonomo sulle proposte di fusione,
condotto utilizzando tutte le informazioni a noi disponibili -
ha dichiarato Robert Lande, Senior Research Scholar della AAI
e professore di Diritto all'Università di Baltimora - la
AAI ha concluso che entrambe le fusioni pongano significative
questioni circa la concorrenza nel mercato del Nord America».
Lande ha sottolineato inoltre la difficoltà di effettuare
cessioni «che possano sanare entrambe le fusioni dal loro
potenziale anticoncorrenziale».
Diana Moss, senior Research Fellow della AAI, ha detto che il
mercato di riferimento per queste fusioni è quello delle
crociere nel Nord America, piuttosto che quello turistico in genere.
E' chiaro - ha spiegato - «che entrambe le proposte di fusione
avrebbero accrescerebbero sensibilmente la concentrazione del
mercato oltre le soglie previste nell'Horizontal Merger Guidelines
del 1992 del Dipartimento della Giustizia e della Federal Trade
Commission e che entrambe presenterebbero rischi rilevanti di
effetti anticoncorrenziali».
Pur ritenendo che è possibile individuare meno effetti
negativi di una fusione rispetto all'altra - ha precisato l'American
Antitrust Institute - «la AAI non ritiene che ciò
debba essere posto alla base di un'accettazione del "minore
dei due mali"». «Se entrambe le fusioni comportano
in se stesse significative preoccupazioni per la concorrenza -
ha concluso la AAI - allora devono essere impedite».
L'opinione della AAI non è giunta del tutto sgradita alla
Royal Caribbean. Il vice presidente Corporate Communication della
compagnia crocieristica statunitense, Lynn Martenstein, ha detto
di essere felice «che AAI abbia riconosciuto che "la
fusione Royal Caribbean-Princess darebbe vita ad una società
di dimensioni uguali alla Carnival ... mentre la fusione Carnival-Princess
creerebbe una società dominante con metà del mercato"».
«Per questo motivo - ha detto Martenstein - riteniamo tuttora
che la nostra fusione sia a favore della concorrenza e a vantaggio
dei consumatori, mentre il takeover della Carnival determinerebbe
una posizione dominante che danneggerebbe i crocieristi, gli agenti
di viaggio ed altri ancora». «Naturalmente - ha aggiunto
- siamo dispiaciuti del fatto che la AAI non sostenga maggiormente
la proposta di fusione della Royal Caribbean e che abbia ignorato
informazioni che riteniamo dimostrino che la fusione Royal Caribbean-P&O
Princess non determinerebbe una concentrazione eccessiva».
«Abbiamo superato tutte le procedure regolamentari in Europa
- ha concluso Martenstein - e continueremo a cercare di ottenere
un simile riconoscimento dalla FTC».
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