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11 luglio 2002

Via libera del ministero dell'Ambiente al dragaggio dei fondali del canale di accesso al porto della Spezia

Senza i dragaggi - ha sottolineato l'Autorità Portuale - lo scalo «vedrebbe compromessa la sua funzionalità al servizio dell'economia del Paese»

Il ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio ha approvato il progetto dell'Autorità Portuale della Spezia relativo al dragaggio dei fondali del canale di accesso al porto. Si tratta di un passo importante per garantire la piena operatività dello scalo ligure e per soddisfare le esigenze degli operatori, in particolare dalla Mediterranean Shipping Company (MSC), che aveva ipotizzato l'abbandono dello scalo non potendo farvi operare le portacontainer di maggiore capacità.

Il progetto di dragaggio - ha ricordato oggi l'Autorità Portuale - prevede l'utilizzo di un sistema dragante dotato di posizionamento satellitare e sistema computerizzato di controllo e verifica del posizionamento del sistema di pesca in modo da effettuare connessioni in tempo reale e prevede l'uso di panne galleggianti con gonne in PVC a maglia fitta della lunghezza del battente d'acqua trattenute sul fondo da dragare con ancore e piombi. Inoltre, nella zona di carico di mezzi da chiatta a terra, è prevista la realizzazione di un sistema di raccolta per contenere le perdite che possano verificarsi durante le operazioni (le acque di risulta saranno trattate con idoneo impianto). Il materiale di escavo sarà trasportato direttamente ad un impianto di trattamento per il recupero o ad una discarica autorizzata. Sarà anche attivato un piano di monitoraggio delle attività di dragaggio per definire l'aumento di torbidità, la mobilizzazione di contenimento associati alle particelle in sospensione e la diminuzione delle concentrazioni di ossigeno disciolto. Per tali valutazioni saranno effettuati i seguenti controlli con stazioni fisse e mobili: monitoraggi dei cambiamenti (caratteristiche chimiche, fisiche e microbiologiche della colonna d'acqua); esecuzione di saggi biologici sulla matrice acqua con determinazione del bioaccumulo e analisi dei biomarkes negli organismi degli allevamenti.

L'authority portuale ha fatto rilevare come nel 1997 sia già stata effettuata nel Golfo della Spezia una campagna di dragaggi che non ha dato luogo ad alcuna negativa conseguenza e che i dragaggi costituiscono primaria esigenza di sopravvivenza e competitività per i porti. Ad esempio - è stato precisato - il porto di Buenos Aires viene dragato per tutto l'anno, quello di New York deve dragare 55 milioni di metri cubi, quello di Rotterdam 7 milioni di metri cubi, quello di Livorno 15 milioni di metri cubi, mentre il porto della Spezia ha urgenza di rimuovere complessivamente tra i 300 ed i 400.000 metri cubi di materiale.

Senza i dragaggi - ha spiegato l'Autorità Portuale - lo scalo «vedrebbe compromessa la sua funzionalità al servizio dell'economia del Paese»


ITAL-PRO-RA.MAR.
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Autorità Portuale di Taranto



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