Via libera del ministero dell'Ambiente al dragaggio dei fondali
del canale di accesso al porto della Spezia
Senza i dragaggi - ha sottolineato l'Autorità Portuale
- lo scalo «vedrebbe compromessa la sua funzionalità
al servizio dell'economia del Paese»
Il ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio ha approvato
il progetto dell'Autorità Portuale della Spezia relativo
al dragaggio dei fondali del canale di accesso al porto. Si tratta
di un passo importante per garantire la piena operatività
dello scalo ligure e per soddisfare le esigenze degli operatori,
in particolare dalla Mediterranean Shipping Company (MSC), che
aveva ipotizzato l'abbandono dello scalo non potendo farvi operare
le portacontainer di maggiore capacità.
Il progetto di dragaggio - ha ricordato oggi l'Autorità
Portuale - prevede l'utilizzo di un sistema dragante dotato di
posizionamento satellitare e sistema computerizzato di controllo
e verifica del posizionamento del sistema di pesca in modo da
effettuare connessioni in tempo reale e prevede l'uso di panne
galleggianti con gonne in PVC a maglia fitta della lunghezza del
battente d'acqua trattenute sul fondo da dragare con ancore e
piombi. Inoltre, nella zona di carico di mezzi da chiatta a terra,
è prevista la realizzazione di un sistema di raccolta per
contenere le perdite che possano verificarsi durante le operazioni
(le acque di risulta saranno trattate con idoneo impianto). Il
materiale di escavo sarà trasportato direttamente ad un
impianto di trattamento per il recupero o ad una discarica autorizzata.
Sarà anche attivato un piano di monitoraggio delle attività
di dragaggio per definire l'aumento di torbidità, la mobilizzazione
di contenimento associati alle particelle in sospensione e la
diminuzione delle concentrazioni di ossigeno disciolto. Per tali
valutazioni saranno effettuati i seguenti controlli con stazioni
fisse e mobili: monitoraggi dei cambiamenti (caratteristiche chimiche,
fisiche e microbiologiche della colonna d'acqua); esecuzione di
saggi biologici sulla matrice acqua con determinazione del bioaccumulo
e analisi dei biomarkes negli organismi degli allevamenti.
L'authority portuale ha fatto rilevare come nel 1997 sia già
stata effettuata nel Golfo della Spezia una campagna di dragaggi
che non ha dato luogo ad alcuna negativa conseguenza e che i dragaggi
costituiscono primaria esigenza di sopravvivenza e competitività
per i porti. Ad esempio - è stato precisato - il porto
di Buenos Aires viene dragato per tutto l'anno, quello di New
York deve dragare 55 milioni di metri cubi, quello di Rotterdam
7 milioni di metri cubi, quello di Livorno 15 milioni di metri
cubi, mentre il porto della Spezia ha urgenza di rimuovere complessivamente
tra i 300 ed i 400.000 metri cubi di materiale.
Senza i dragaggi - ha spiegato l'Autorità Portuale - lo
scalo «vedrebbe compromessa la sua funzionalità al
servizio dell'economia del Paese»
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