Il porto di Vancouver chiede autonomia finanziaria per poter
competere con gli scali USA
Avviata un'iniziativa per modificare le normative che regolano
i finanziamenti ai porti
Il porto di Vancouver ha lanciato un'iniziativa per promuovere
la modifica di alcuni provvedimenti legislativi che consenta di
incrementare la concorrenza dei porti canadesi nei confronti di
quelli statunitensi. Il progetto è stato presentato martedì
scorso dal presidente e CEO della Vancouver Port Authority (VPA),
Gordon Houston, al Congresso provinciale sul trasporto e le infrastrutture
di Vancouver e sarà sottoposto all'attenzione del governo
centrale nel corso della revisione del Canada Marine Act (CMA)
che inizierà la prossima settimana.
«Siamo ad un momento chiave per la salute dei porti canadesi
e per la loro capacità di fungere da elementi di connessione
vitali nelle relazioni commerciali del Canada», ha detto
Houston. «Abbiamo identificato alcune modifiche normative
- ha spiegato - che consentiranno a Vancouver di essere il porto
di scelta della costa occidentale del Nord America. Senza queste
modifiche prevediamo una maggior erosione della nostra posizione
concorrenziale e ciò avrà un impatto su un'ampia
gamma di industrie canadesi e su tutti i cittadini canadesi».
L'azione della Vancouver Port Authority punta soprattutto ad ottenere
maggiori finanziamenti da investire nella realizzazione di infrastrutture
che garantiscano la competitività del porto. L'ente portuale
chiede - tra le diverse proposte avanzate - di essere autorizzata
a reinvestire parte degli introiti per lo sviluppo delle infrastrutture,
utilizzando in particolare l'intero ammontare degli utili operativi;
chiede inoltre di ridurre gli ostacoli che rendono difficile l'accesso
ai capitali privati e la possibilità di beneficiare, in
determinate circostanze, di investimenti pubblici.
Secondo la VPA è possibile incrementare il numero di posti
di lavoro generati dal porto dai 62.000 del 2001 a 115.000 nel
2020 ed è inoltre possibile in questo periodo aumentare
il traffico container del 249% e il pil riferibile alle attività
portuali da 3,4 miliardi a 6,4 miliardi di dollari canadesi.
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