La statunitense Federal Maritime Commission indaga sull'attività
del Transpacific Stabilization Agreement
La NCBFAA e IANVOCC sostengono che le compagnie del TSA hanno
discriminato gli operatori NVOCC
La statunitense Federal Maritime Commission (FMC) ha chiesto alle
compagnie di navigazione che fanno parte del Transpacific Stabilization
Agreement (TSA) di precisare nel dettaglio le modalità
con cui sono stati definiti i contratti di servizio per il 2002-2003
e di specificare i termini di applicazione degli aumenti dei noli
(general rate increase e peak season surcharge),
azioni che potrebbero aver discriminato l'attività degli
operatori NVOCC (non-vessel-operating common carriers).
L'indagine è stata avviata su sollecitazione della National
Customs Brokers and Forwarders Association of America, Inc. (NCBFAA)
e dell'International Association of NVOCCs, Inc. (IANVOCC), che
hanno accusato il TSA di aver violato le sezioni 10(c)(7) e 10(c)(8)
dello Shipping Act del 1984. In particolare, nella petizione formulata
nei mesi scorsi da NCBFAA e IANVOCC, le due organizzazioni hanno
accusato il TSA di aver definito un'intesa interna e di aver concluso
accordi con i caricatori che detengono la proprietà dei
carichi prima di aver iniziato le trattative con gli operatori
NVOCC. Inoltre, secondo le due organizzazioni, l'accordo stabilito
tra i membri del TSA avrebbe portato a caricare gli aumenti dei
noli solo sugli operatori NVOCC, invece che applicare i rincari
per gli stessi servizi anche sui caricatori proprietari dei carichi.
Il Transpacific Stabilization Agreement è costituito dalle
compagnie American President Lines (APL), CMA CGM, COSCO Container
Lines, Evergreen Marine Corp., Hanjin Shipping, Hapag-Lloyd Container
Linie (HLCL), Hyundai Merchant Marine (HMM), Kawasaki Kisen Kaisha
("K" Line), Maersk Sealand, Mitsui O.S.K. Lines (MOL),
Nippon Yusen Kaisha (NYK Line), Orient Overseas Container Line
(OOCL), P&O Nedlloyd e Yangming Marine Transport Corp.
|
|