Carnival e Costa confermano i propri piani di investimento
Varata oggi a Genova la "Costa Fortuna". Carnival
metterà le mani su P&O Princess nel primo trimestre
2003. Critiche al governo italiano, accusato di aver abbandonato
l'industria marittima
Si è svolto questa mattina nel cantiere navale di Sestri
Ponente (Genova) del gruppo Fincantieri il varo tecnico della
Costa Fortuna, la nuova unità di Costa Crociere
che - con le sue 105.000 tonnellate di stazza lorda - sarà
la più grande nave da crociera di bandiera italiana della
storia.
La realizzazione di Costa Fortuna segna un'ulteriore fase
di sviluppo dell'attività dello stabilimento genovese nel
settore delle navi passeggeri e rappresenta nel contempo il suo
ritorno alla costruzione di grandi navi da crociera. In un passato
ormai piuttosto remoto lo stabilimento di Sestri Ponente aveva
messo in mare alcuni tra i principali gioielli dell'industria
navale italiana, tra cui il Rex (1931), l'Andrea Doria
(1951) e la Michelangelo (1965). Il ritorno di Genova sulla
scena della costruzione di navi da crociera - ha annunciato il
sindaco della città, Giuseppe Pericu, nel corso della cerimonia
del varo - sarà celebrato con una mostra dedicata ai transatlantici
nell'ambito delle manifestazioni del 2004, anno in cui il capoluogo
ligure sarà capitale europea della cultura.
L'amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, ha detto
che, con la costruzione di Costa Fortuna e della gemella
Costa Magica, il gruppo navalmeccanico italiano non può
che essere fiducioso circa il futuro dei cantieri di Sestri Ponente
nella costruzione di nuove unità crocieristiche. Anche
il presidente di Fincantieri, Corrado Antonini, ha manifestato
ottimismo e ha sottolineato la buona salute dell'industria navale
italiana. Il portafoglio ordini consente al gruppo di lavorare
con una certa tranquillità: «altri cantieri europei
- ha precisato Antonini - si stanno chiedendo cosa faranno adesso,
e non tra due anni come noi».
Ma non sono tutte rose e fiori. I cantieri e gli armatori italiani
si sentono abbandonati dal governo italiano. Antonini ha sollecitato
l'esecutivo ad inserire nella legge finanziaria le misure a sostegno
del settore navale necessarie per mantenere il grado di competitività
dell'industria italiana. Alle preoccupazioni di Antonini ha fatto
eco la rabbia di Giovanni Montanari, presidente della Confederazione
Italiana Armatori (Confitarma), che - a margine della cerimonia
del varo - ha accusato il governo di continuare a ribadire il
suo interesse per l'industria del mare, ma di non fare alcunché
per sostenerla. «Il ministro Tremonti - è stato il
lapidario commento di Montanari - ha bloccato tutto. Non c'è
niente nella finanziaria per l'industria armatoriale. Sono estremamente
deluso».
Lo sconforto del mondo armatoriale italiano non ha contagiato
- almeno oggi - Pier Luigi Foschi, presidente e amministratore
delegato di Costa Crociere, che ha elencato con soddisfazione
i risultati raggiungi dalla sua compagnia. Nel 2002 il tasso di
occupazione della flotta è stato di superiore al 103% e
uguale a quello del 2001. Il numero delle presenze giornaliere
è stato di 3,6 milioni, con un incremento del 7%. Anche
il fatturato 2002 registrerà una crescita simile, pur con
una lieve flessione nel segmento delle prenotazioni dei voli aerei.
Nel 2003 la capacità della flotta di Costa salirà
del 21% in termini di passeggeri-giorno.
Gli obiettivi della compagnia italiana non si concentrano però
solo sul mare. Foschi ha confermato l'interessamento di Costa
per il terminal crocieristico di Napoli: «ho già detto
all'Autorità Portuale - ha dichiarato - che siamo interessati
a partecipare come azionisti nel terminal». Secondo Foschi
l'ingresso di Costa nella stazione marittima napoletana potrebbe
concretizzarsi l'anno prossimo.
Il 2003 sarà un anno cruciale, e probabilmente memorabile,
soprattutto per Carnival Corporation, il gruppo che controlla
Costa Crociere. L'azienda statunitense sta infatti per mettere
le mani sulla terza compagnia crocieristica mondiale, la P&O
Princess, lasciando a bocca asciutta Royal Caribbean, che aveva
stretto un accordo preliminare di fusione con la società
britannica. Il management di P&O Princess ha recentemente
manifestato la sua preferenza per l'offerta della Carnival, tanto
da decidere di troncare l'intesa con Royal Caribbean (inforMARE del
25 ottobre
2002). Una separazione costosa per la compagnia
britannica: «la penale di 62,5 milioni di dollari - ha detto
oggi a Genova il presidente di Carnival, Micky Arison - è
già stata pagata». Arison prevede che gli azionisti
di P&O Princess saranno chiamati a pronunciarsi sull'accordo
con Carnival nel prossimo febbraio e che il takeover del gruppo
americano sulla società britannica possa essere portato
a termine entro il terzo trimestre del 2003.
B.B.
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