La Regione Piemonte sollecita il governo italiano ad opporsi
alla chiusura dei colli del Monginevro e della Maddalena al transito
dei mezzi pesanti
L'A.N.I.T.A. ha denunciato nuovamente la grave situazione che
si profila ai valichi alpini per gli autotrasportatori italiani
Il vicepresidente ed assessore ai Trasporti della Regione Piemonte,
William Casoni, ha inviato una lettera al vicepresidente del Consiglio,
Gianfranco Fini, e al ministro e al vice ministro delle Infrastrutture
e dei Trasporti, Pietro Lunardi e Ugo Martinat, per esortare il
governo italiano a schierarsi contro la decisione della Francia
di chiudere i colli del Monginevro e della Maddalena al transito
dei mezzi pesanti.
Nella sua missiva Casoni sostiene che «in occasione dell'incontro
con il governo francese previsto per il 14 gennaio, il governo
italiano debba opporsi con fermezza ad ogni ipotesi di chiusura
e proporre una strategia complessiva sulle questioni dell'attraversamento
delle Alpi e del ruolo centrale che questo argomento riveste per
lo sviluppo del nostro Paese». «E' quindi opportuno
insistere sulla necessità che la Francia realizzi quanto
prima il traforo del Mercantour - ha spiegato Casoni - che risolverebbe
i problemi in questione: non è logico che si blocchi il
traffico sui colli del Monginevro e della Maddalena e allo stesso
tempo non si porti avanti un progetto di tale importanza».
Preoccupato per il «disastroso impatto della chiusura sulle
imprese piemontesi», Casoni ha osservato che «le decisioni
assunte in ambito comunitario, o da parte degli stessi Paesi confinanti,
non tengono conto dei reali interessi dell'Italia». «Ho
l'impressione - ha precisato - che occorra una maggiore incisività
delle istituzioni per contrastare le posizioni assunte dagli altri
Stati, poiché fino ad oggi l'impegno speso dal governo
italiano non ha dato sufficienti risultati concreti».
«Le ragioni di sicurezza ed impatto ambientale addotte dal
governo francese - ha concluso Casoni - sono assolutamente prive
di fondamento, e tendono a minimizzare la portata di tale provvedimento
sul sistema economico: se devono essere cercati eventuali punti
di mediazione con le autorità francesi, questi potrebbero
essere relativi ad un divieto di transito ai valichi alpini ai
mezzi cosiddetti 'Euro D', maggiormente inquinanti».
Intanto l'A.N.I.T.A. (Associazione Nazionale Imprese Trasporti
Automobilistici) ha denunciato nuovamente la grave situazione
che si profila ai valichi alpini per gli autotrasportatori italiani.
L'associazione ha sottolineato come non sia stato ancora scongiurato
il pericolo di un rilancio da parte austriaca del sistema degli
ecopunti e non sia stata ancora ripristinata la doppia circolazione
nel tunnel del Monte Bianco, mentre sono state viceversa rafforzate
le limitazioni ai transiti sul territorio svizzero attraverso
il cosiddetto sistema "contagocce".
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