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2 dicembre 2008 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 08.48 GMT+1



6 giugno 2003

Il Consiglio UE ha dato alla Commissione Europea il mandato di negoziare un accordo open skies con gli Stati Uniti

«Si tratta - ha commentato Loyola de Palacio - di una decisione storica»

Il Consiglio dei ministri dei Trasporti dell’UE ha dato mandato ieri alla Commissione Europea di avviare una serie di negoziati nel settore del trasporto aereo, in particolare sul nuovo accordo transatlantico con gli Stati Uniti. «Si tratta - ha commentato Loyola de Palacio, vicepresidente della Commissione e responsabile per il settore Trasporti ed Energia - di una decisione storica: da oggi l’Unione europea potrà porsi come soggetto autonomo a livello internazionale e lavorare a vantaggio dei consumatori e della sua industria aerea». «Entro un mese - ha aggiunto - apriremo con gli USA un negoziato che riunirà attorno allo stesso tavolo i due principali mercati aerei del mondo».

Il pacchetto adottato dal Consiglio si articola in tre capitoli: il primo autorizza la Commissione ad avviare negoziati con gli Stati Uniti, il secondo autorizza la Commissione ad avviare negoziati con paesi terzi per modificare o sostituire con un accordo comunitario alcune disposizioni contenute nei vigenti accordi bilaterali e il terzo è costituito da una proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla negoziazione e all’attuazione degli accordi in materia di servizi aerei stipulati tra gli Stati membri e i paesi terzi.

In particolare - ha osservato l’esecutivo europeo - «il pacchetto riconosce che è essenziale modificare le restrizioni basate sulla nazionalità presenti in quasi tutti gli accordi bilaterali in questo settore. Le restrizioni basate sulla nazionalità hanno l’effetto di riservare le rotte internazionali in provenienza e a destinazione di uno Stato membro esclusivamente ai vettori aerei di proprietà o controllati da cittadini di tale Stato membro (nella maggior parte dei casi si tratta, ovviamente, della compagnia aerea nazionale). Dato che un vettore aereo non può correre il rischio di rinunciare alla propria nazionalità in quanto ciò significherebbe perdere anche i suoi diritti di traffico, i vettori europei non hanno potuto lanciarsi nelle operazioni di ristrutturazione (fusioni e acquisizioni) che avrebbero necessariamente implicato operazioni transnazionali. Dinanzi alle difficoltà economiche che affliggono molti vettori "storici" è molto importante che oggi ad essi venga data questa libertà come pure la possibilità di accedere più facilmente ai mercati finanziari internazionali. Le clausole sulla nazionalità dovranno pertanto essere modificate in modo da consentire l'esercizio di questo diritto».


ITAL-PRO-RA.MAR.
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