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8 gennaio 2009 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 02.58 GMT+1



2 aprile 2004

La riforma della legge 84/94 e i problemi di sviluppo del porto della Spezia

Se ne è parlato nel corso della seconda tappa del Road Show "In giro…per l’Italia del Mare"

Nel corso della seconda tappa del Road Show "In giro…per l’Italia del Mare" organizzato da Confitarma e Wista Italia, svoltasi ieri alla Spezia, sono state esaminate le problematiche di sviluppo del porto spezzino, i punti di forza e di debolezza della legge di riforma portuale 84/94 e il contributo delle imprese italiane di navigazione.
«La cultura marittima - ha detto il presidente di Confitarma, Giovanni Montanari - fa parte della nostra storia e della nostra tradizione ed è bene che sia riportata all’attenzione di tutti. Per questo abbiamo avviato una serie di iniziative nel progetto "l’Italia del Navigare", presentato di recente al presidente Ciampi, di cui il Road Show è parte integrante».

I lavori sono stati aperti dal presidente dell'Autorità Portuale della Spezia, Giorgio Bucchioni, e l'incontro è stato coordinato da Cristiana Pagni, membro del Wista di La Spezia.

Parlando di riforma dei porti, il presidente dell’ottava Commissione del Senato, Luigi Grillo, ha ribadito la necessità di modificare la legge n. 84/94 dettata dal forte aumento dei traffici degli ultimi anni e dal conseguente cambiamento delle realtà portuali che hanno bisogno di nuove regole per fronteggiare il forte flusso di merci che arriva nei nostri porti. «Di fatto - ha spiegato - occorre rendere più efficienti le Autorità Portuali sia dal punto di vista funzionale che decisionale e, comunque, la nomina dei presidenti non può prescindere dalla terna presentata da Regione, Comune e Provincia».

«Nell’ottica di una maggiore efficienza dei porti - ha detto il deputato dei Ds Graziano Mazzarello - è fondamentale dare ai porti una maggiore autonomia finanziaria creando rapporto più stretti con il territorio e semplificando le procedure. In ogni caso occorrerà un’attenta valutazione sulle strutture e sulla capacità decisionale dei nostri porti evitando di creare nuove autorità portuali che sono già abbastanza numerose».

Nel corso dell'incontro si è discusso anche dei problemi affrontati dal porto della Spezia per il blocco dei dragaggi sentenziato dal TAR. Giorgio Musso, presidente del gruppo Tarros e vicepresidente dell'Associazione Industriali di La Spezia ha affermato che, nonostante l’impegno dell’armamento italiano, le cosiddette "autostrade del mare" non potranno decollare in assenza di piani regolatori portuali adatti alle nuove esigenze di mercato.

Anche per Nereo Marcucci, amministratore delegato della società terminalista La Spezia Container Terminal del gruppo Contship, è indispensabile un disegno strategico che non renda vizioso il circolo virtuoso delle merci per il quale armatori e terminalisti, ognuno per la sua parte, giocano un ruolo fondamentale. «E’ fondamentale risolvere il nodo di La Spezia - ha sottolineato - se non vogliamo cadere in ritardi difficilmente recuperabili».

Infine il presidente di Spedia, Piero Tivegna, ha illustrato il ruolo della società, che direttamente o indirettamente contribuisce allo sviluppo portuale.


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