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18 agosto 2004

Tra un mese Maersk Sealand abbandonerà il Transpacific Stabilization Agreement

Al cartello armatoriale fanno capo altre 13 primarie linee di navigazione mondiali

Tra un mese la compagnia di navigazione danese Maersk Sealand, leader mondiale del settore container con una flotta della capacità di carico complessiva di 966mila teu, uscirà dal Transpacific Stabilization Agreement (TSA).

Il TSA è un cartello armatoriale a cui fanno capo altre 13 primarie società di navigazione mondiali e che stabilisce noli di riferimento per i traffici tra il Far East e gli Stati Uniti.

Il cartello TSA, che può unicamente indicare noli di riferimento e non imporre tariffe, è nato come costola dell’ANERA (Asia North America Eastbound Rate Agreement), conference istituita nel 1986 che godeva invece di immunità antitrust e che fu sciolta il 30 aprile 1999 a seguito dell’introduzione - il 1° maggio 1999 - della normativa statunitense Ocean Shipping Reform Act (OSRA) che consente alle compagnie di negoziare contratti di servizio confidenziali con i caricatori.

Attualmente, oltre a Maersk Sealand, il Transpacific Stabilization Agreement è costituito dalle compagnie di navigazione APL, CMA CGM, Coscon, Evergreen, Hanjin Shipping, Hapag-Lloyd Container Line, Hyundai Merchant Marine, "K" Line, MOL, NYK Line, OOCL, P&O Nedlloyd e Yang Ming.


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