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29 settembre 2004

ITF e Round Table chiedono agli USA di non impedire lo sbarco dei marittimi sul suolo americano

Le due organizzazioni hanno inviato una lettera a Colin Powel in occasione del World Maritime Day. L'evento sarà celebrato domani per la prima volta anche a Venezia

Domani sarà celebrato in tutto il mondo il World Maritime Day. In occasione dell'evento l'International Transport Workers' Federation (ITF) e il Round Table of International Shipping Associations, organizzazione che raggruppa le associazioni BIMCO, ICS/ISF, Intertanko e Intercargo, hanno inviato una lettera al segretario di Stato americano, Colin Powell, nella quale esprimono le loro preoccupazioni per le difficoltà causate ai marittimi dal divieto di scendere a terra introdotto quale misura di security dopo i tragici attacchi terroristici negli USA dell'11 settembre 2001.

«Data la natura particolare del lavoro dei marittimi, con equipaggi che operano in mare in viaggi della durata di numerose settimane - hanno ricordato nella lettera a Colin Powell - il permesso di scendere a terra nei porti esteri visitati dai marittimi è vitale per assicurare il loro benessere e la loro salute. Tuttavia uno dei problemi irrisolti causato dalle preoccupazioni circa la security del dopo 11 settembre è rappresentato dalle severe restrizioni imposte ai movimenti dei marittimi da alcuni governi, non ultimo da quello degli Stati Uniti». «I problemi più gravi - hanno sottolineato le due organizzazioni - sono stati registrati negli USA dove, oltre al frequente divieto di scendere a terra, ad alcune compagnie di navigazione è stato richiesto di assumere guardie armate per impedire ai marittimi esteri di lasciare le loro navi. Comunque il problema è diffuso e molte altre nazioni non rispettano più il principio secondo il quale ai marittimi non dovrebbe essere richiesto di ottenere visti per poter scendere a terra sancito nelle normative internazionali dall'IMO Facilitation Convention del 1965 e dalla Seafarers' Identity Documents Convention del 1958 dell'International Labour Organization (ILO)».

I rappresentanti delle due organizzazioni dell'industria marittima hanno inoltre in programma un incontro a Londra con il segretario generale dell'International Maritime Organization (IMO), Efthimios Mitropoulos, al quale ribadiranno che - anche alla luce del ruolo conferito ai marittimi dall'ISPS (International Ship and Port Facility Security Code) in materia di sicurezza - le misure come quella di vietare lo sbarco ai marittimi sono controproducenti ai fini della security, in quanto generano malcontento proprio tra coloro che ricoprono una parte molto importante nel sistema della sicurezza.

«Siamo tutti impegnati ad aumentare la sicurezza, come è dimostrato dall'implementazione del codice ISPS - ha dichiarato oggi il segretario generale dell'International Shipping Federation (ISF), Chris Horrocks - ma vogliamo ricordare ai governi, e specialmente agli Stati Uniti, che ciò si ottiene meglio lavorando insieme e non trattando i marittimi ospiti come potenziali terroristi».

«La criminalizzazione dei marittimi - ha sottolineato il segretario generale dell'ITF David Cockroft - è probabilmente il più grave problema che abbiamo di fronte in questo momento. Per larga parte dell'opinione pubblica quella dello shipping è un'industria sconosciuta. Tuttavia ogni persona dovrebbe essere preoccupata per ciò che sta accadendo, e non solo per ragioni umanitarie. Il novanta per cento di tutti i traffici mondiali - il cibo che mangiamo, gli abiti che indossiamo, il carburante che usiamo e i prodotti che compriamo - sono trasportati via mare. Se la marineria è percepita come una battaglia quotidiana contro una burocrazia troppo zelante e la vita a bordo è una sorta di prigionia virtuale, allora dovremo affrontare una crisi mondiale relativa al reclutamento di equipaggi esperti. L'unica scelta è tra un personale motivato e qualificato che lavora insieme per proteggere i traffici legali e l'ambiente marino e lavoratori demotivati e quasi perseguitati».

Quest'anno, per la prima volta, il World Maritime Day verrà celebrato anche a Venezia. Stella Maris' Friends, l'associazione di assistenza e promozione sociale dei marittimi, in collaborazione con il Comune di Venezia (assessorato alle Politiche Sociali e rapporti col Volontariato, Consiglio di Quartiere 2, Municipalità di Marghera, Urban-Italia progetto "Apriamo i Muri") ha organizzato un apposito evento per ricordare e portare all'attenzione del grande pubblico il mondo dei marittimi.

La manifestazione, intitolata "Venezia, la città incontra il mare", si svolgerà domani alle ore 18:30 a Campo Santa Margherita. Sono in programma proiezioni su schermo gigante di fotografie di Livio Senigalliesi ("Immagini dal mondo dei marittimi"), il concerto "Jazz in campo" del gruppo Ensemble di trombe Santa Cecilia e una piccola degustazione di "Sapori di mare e prodotti di terra".

È intanto partita ieri dal porto di Marghera la nave Kawkab, bloccata nello scalo veneto per ben tre anni e due mesi a seguito del fallimento della società armatrice (inforMARE del 17 giugno 2004). I marittimi della Kawkab sono ancora a Venezia in attesa dell'udienza fissata per il 21 dicembre dal tribunale per definire i pagamenti ai creditori e quindi il versamento dei salari non percepiti dall'equipaggio della nave.


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