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10 luglio 2007
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- Il Coordinamento dell’Utenza Trasporto Contenitori
ritiene immotivato un fermo nazionale dell'autotrasporto
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- Gli utenti respingono la richiesta dei vettori di introdurre
nell’eventuale Accordo Volontario i costi annuali relativi
all’attività di un automezzo di un’impresa di
trasporto tipo
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- Il Coordinamento dell’Utenza Trasporto Contenitori,
costituito da Assologistica, Assoferr, Confitarma, Federagenti e
Fedespedi, critica le affermazioni delle associazioni
dell'autotrasporto. «A fronte di numerose minacce di fermo
nazionale ventilate nel mese di luglio da parte di alcuni dei
rappresentanti dei vettori , motivate da frequenti dichiarazioni sui
media relative a presunti “ingiustificati atteggiamenti”
da parte delle associazioni dell'utenza e dei quali le stesse
associazioni dovranno “assumersi tutte le responsabilità”»
- hanno spiegato oggi gli utenti in un comunicato - il Coordinamento
«ritiene le stesse non accettabili relativamente alla
trattativa in essere con le associazioni dell'autotrasporto».
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- «Infatti le discussioni portate faticosamente avanti ormai
da circa un anno e mezzo - ha ricordato il Coordinamento - vertono
esclusivamente sulla possibilità della stesura di un “Accordo
Volontario di Diritto Privato” così come indicato nel
d.lgs. 21 novembre 2005 n° 286, art. 5, comma 1. La stipula di
un Accordo Volontario di Diritto Privato, infatti, può
solamente essere interpretata, come descritto nel d.lgs. 286, come
“possibile”; pertanto potrà essere portata a
termine soltanto attraverso la libera contrattazione delle parti che
stipulano il contratto di trasporto. Pertanto un fermo nazionale dei
servizi non può essere giustificato e rivendicato in
relazione alla trattativa in corso poiché contrario allo
spirito stesso dell'accordo in quanto volontario per definizione».
- «Tale trattativa, nata dall'esigenza di predisporre un
apparato normativo nazionale per evitare sperequazioni locali su un
traffico ormai completamente globalizzato e quindi meritevole di una
normativa unica nazionale che ne regoli i vari aspetti - ha
precisato il Coordinamento - verte esclusivamente a garantire
uniformità di trattamento e di condizioni per tutti gli
operatori del settore, per esempio per quanto relativo all'adozione
di un Distanziere Nazionale condiviso, nella condivisione della
qualità delle eventuali prestazioni accessorie che formano
parte integrante del servizio di trasporto, ecc. Nel particolare, la
disponibilità delle associazioni dell'utenza, nel tentare un
accordo normativo, si è spinta anche a concedere molto di più
di quanto previsto dall'art. 5, comma 3,d.lgs 286 che indica come
possibile principale indicatore oggettivo per la variazione annuale
dei costi, cioè l'andamento del costo del carburante, che
l'utenza ritiene dover indicare in incremento ponderale medio
€/litro. Infatti durante gli incontri dei mesi scorsi sono
stati concessi anche altri indicatori ritenuti oggettivi, per
esempio quello riferito alla variazione del costo orario del
personale, ma anche altri che del tutto oggettivi non sono come
l'introduzione di parametri generali inerenti all'ammortamento
annuale degli automezzi, alla manutenzione degli stessi ed al costo
unitario degli pneumatici. Tali indicatori, infatti, attengono più
alle sinergie relative ad ogni singolo operatore che ad un oggettivo
costo di produzione generalizzato».
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- «La reiterata richiesta dei rappresentanti dei vettori di
introdurre nell’eventuale Accordo Volontario i costi annuali
relativi all’attività di un automezzo di un’impresa
di trasporto tipo, che comunque non potrebbero rispecchiare la
situazione reale date le diverse realtà e sinergie utilizzate
attualmente sul mercato del trasporto contenitori - ha aggiunto il
Coordinamento - si prefigurerebbe in pratica come l’introduzione
di una tariffa minima di riferimento non prevista dalla normativa
vigente e svaluterebbe lo spirito della legge condizionando la
libera contrattazione tra le parti stipulanti il contratto di
autotrasporto. Tale condizionamento potrebbe anche annullare le
economie di scala di operatori (autotrasportatori) che sarebbero in
grado di gestire, nel doveroso rispetto delle norme, costi minori di
quelli artificiosamente mediati e surrettiziamente presentati come
“standard”».
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- Per tutti questi motivi - conclude il comunicato - il
Coordinamento dell’Utenza Trasporto Contenitori «non
ritiene poter accettare l’introduzione di tali costi
nell’Accordo Volontario di Diritto Privato. Ribadiamo comunque
la nostra disponibilità, sempre manifestata, nel portare
avanti la trattativa, per arrivare a definire la stipula di un
Accordo Volontario di Diritto Privato sulle basi descritte, nel
rispetto delle vigenti leggi in materia ed in particolare del d.lgs.
21 novembre 2005 n° 286 , e respingiamo con fermezza qualsiasi
strumentalizzazione da parte delle organizzazioni dei vettori in
merito a possibili fermi nel settore contenitori».
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