
|

|
|
14 settembre 2007
|
|
- Confitarma propone il varo di una legge speciale per
rilanciare le infrastrutture portuali italiane
-
- Il fattore tempo - ha sottolineato Nicola Coccia - è
essenziale
-
- La Confederazione Italiana Armatori (Confitarma) propone il varo
di una legge speciale per rilanciare le infrastrutture portuali
italiane. Lo ha detto oggi il presidente degli armatori privati
italiani, Nicola Coccia, nel corso del convegno “Economia del
mare, gli operatori e i professionisti a confronto”
organizzato dall’ACB Group presso la nuova Stazione Passeggeri
di Trieste.
-
- «Se l’Italia continuerà a rimandare le
necessarie scelte di sistema - ha osservato Coccia - l’incremento
dei traffici nel Mediterraneo previsto per i prossimi 5-10 anni,
favorirà altri Paesi, come la Spagna. Occorre quindi
sviluppare la logistica portuale, retroportuale e in-land,
procedere celermente all’approvazione dei piani regolatori
portuali, dare il via al dragaggio dei fondali dei maggiori porti
italiani».
-
- Coccia ha sottolineato come, nell’ambito della
globalizzazione dei mercati mondiali, il settore marittimo
rappresenti la «cinghia di trasmissione dell’intero
sistema economico». In Italia, con 36,5 miliardi di euro il
cluster marittimo rappresenta il 2,7% del prodotto interno lordo
nazionale, di cui il 53% è imputabile al trasporto via mare.
Negli ultimi anni gli armatori italiani hanno investito oltre 27
miliardi di euro in nuove costruzioni e si prevede che la flotta
mercantile italiana nel 2010 raggiungerà i 20 milioni di
tonnellate.
-
-
Il presidente della Confitarma si è soffermato sulle
previsioni di aumento dei traffici mondiali e sul ruolo del
Mediterraneo nel futuro scenario europeo ed internazionale,
evidenziando che tra il 2010 e il 2015, la domanda di servizi
portuali per container del Mediterraneo supererà quella del
Nord Europa grazie alla crescita record degli hub di transhipment.
«Tali previsioni - ha rilevato - vanno analizzate alla luce di
due importanti eventi: il prossimo ampliamento del Canale di Suez,
grazie al quale il 92% delle unità mercantili mondiali
potranno utilizzare tale rotta in quanto sarà consentito il
transito anche alle grandi petroliere con capacità da 200.000
a 300.000 tonnellate; nonché le strategie messe in atto dai
grandi container carrier i quali hanno commissionato ai cantieri 303
navi superiori agli 8.000 teu, di cui ben 160 superiori ai 10.000
teu. Ciò significa che entro il 2010 la capacità della
flotta mondiale di navi portacontenitori salirà da 10 a 16
milioni di teu». «Tutto ciò - ha aggiunto -
rappresenta un’importante opportunità ma anche un
campanello d’allarme. Infatti, l’affermarsi di nuovi
poli portuali nel Mediterraneo centrale, ove oggi i porti italiani
giocano un ruolo di primo piano grazie soprattutto alla loro
posizione geografica, obbliga il nostro Paese ad attivarsi per non
perdere il treno dello sviluppo e con esso il ruolo di porta
d’ingresso del sud Europa a favore di altri paesi, in primis
la Spagna».-
- «Purtroppo, salvo rarissime eccezioni, quali il progetto
del terminal Maersk di Savona, la Darsena est di Napoli, il nuovo
terminal di Ravenna e la Darsena Europa di Livorno - ha detto Coccia
- la portualità italiana è congelata. La maggior parte
dei porti a tutt’oggi non è dotata di piani regolatori,
e ciò rischia di impedire la realizzazione di nuove
infrastrutture».
-
- «Il fattore tempo - ha concluso il presidente della Confitarma -
diventa quindi essenziale, al punto da chiedersi se non sia
necessaria una legge speciale che consenta di imprimere una brusca
accelerazione ai progetti di potenziamento infrastrutturale dei
porti, sfruttando anche i nuovi strumenti di finanza determinati
dalla possibilità di utilizzare anticipatamente il gettito
potenziale che sarà generato da questi impianti».
|
|
- Piazza Matteotti 1/3 - 16123 Genova - ITALIA
tel.: 010.2462122, fax: 010.2516768, e-mail
|