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15 dicembre 2018 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 12:36 GMT+1



6 novembre 2007

La politica italiana non dà risposte tempestive e soddisfacenti alla portualità

Assoporti: tempi troppo lunghi per l’attuazione dei provvedimenti ed eccesso di fiducia nel cosiddetto federalismo infrastrutturale

La politica italiana non dà risposte tempestive e soddisfacenti alla portualità. Nel corso dell'assemblea annuale, svoltasi oggi a Roma, l'Associazione Porti Italiani (Assoporti) ha evidenziato il ritardo accumulato nell'adozione e nell'attuazione dei provvedimenti normativi per lo sviluppo della portualità ed ha espresso dubbi circa le correnti proposte per finanziare le opere infrastrutturali.

In particolare Assoporti ha sottolineato i tempi troppo lunghi per l’attuazione dei provvedimenti a favore della portualità varati con la legge finanziaria 2007, con finanziamenti e attuazione del decreto sui dragaggi ancora al palo, ed ha denunciato anche un eccesso di fiducia riposta nel cosiddetto federalismo infrastrutturale, che, attingendo a un gettito aggiuntivo del tutto presunto prodotto dai porti, si vorrebbe estendere alle grandi opere non portuali.

Inoltre nel suo intervento, che pubblichiamo nella rubrica “Forum dello shipping e della logistica”, il presidente dell'associazione, Francesco Nerli ha espresso un giudizio «non del tutto positivo» sui contenuti del disegno di legge finanziaria 2008 riguardanti la portualità. Gran parte delle misure previste nella legge finanziaria dell’anno scorso (incluso il decreto sui dragaggi) - ha precisato - non hanno completato ancora l’iter burocratico e quindi non sono state attuate. Non solo, le misure di autonomia finanziaria dei porti contenute nella legge finanziaria 2008, tradiscono, per farraginosità e burocrazia, le attese.

Nerli ha quindi espresso forti perplessità sulla possibilità di utilizzare un extra gettito portuale, che è imprevedibile e soggetto a fluttuazioni non controllabili, per finanziare qualsiasi opera. Le grandi infrastrutture - ha detto Nerli - vanno finanziate dallo Stato e non possiamo pensare che ogni porto con il suo extra gettito sostenga il finanziamento di opere che a Genova si chiamano Terzo Valico, altrove Napoli-Bari o passante di Mestre.

Il presidente di Assoporti ha quindi sostenuto la necessità di una norma che non abbia formulazioni generiche e eviti che si scateni una corsa di competenze e di domande per il finanziamento di opere. Nerli ha quindi auspicato l’immediata costituzione di un tavolo Regioni, Comuni e Autorità portuali per sciogliere questi nodi.

Al dibattito svoltosi nel corso dell’assemblea, che è stato moderato da Fulvio Bonavitacola (presidente Autorità Portuale di Salerno), hanno partecipato Anna Donati (presidente Commissione Lavori Pubblici del Senato), Michele Meta (presidente Commissione Trasporti della Camera), Ennio Cascetta (coordinatore della Commissione Infrastrutture della Conferenza Stato Regioni) e Cesare De Piccoli (vice ministro ai Trasporti).

Ha concluso i lavori il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, che, nel preannunciare l’imminente presentazione delle linee guida del Piano della Mobilità, ha espresso un giudizio totalmente negativo del governo rispetto al federalismo infrastrutturale che crea - ha affermato - le premesse per un nuovo conflitto fra regioni del centro nord e quelle del mezzogiorno.

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