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4 luglio 2008
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- Accordo tra le parti sociali per migliorare le condizioni di
lavoro dei marittimi in Europa
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- Prevista l'introduzione nel diritto comunitario di alcune
disposizioni della convenzione sul lavoro marittimo adottata nel
2006 dall'ILO
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- Ieri nel porto di Bruxelles la Commissione Europea,
rappresentata dai commissari Vladimir Spidla (Occupazione, affari
sociali e pari opportunità) e Antonio Tajani (Trasporti), e
le parti sociali hanno celebrato un accordo stipulato con
l'obiettivo di migliorare le condizioni di lavoro dei marittimi
europei e che è basato su una proposta di direttiva della
Commissione che prevede un'intesa a livello europeo tra le
organizzazioni imprenditoriali e i sindacati del settore.
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- In occasione dell'European Maritime Day, celebrato lo scorso 20
maggio, l'European Transport Workers' Federation (ETF), in
rappresentanza dei lavoratori marittimi, e l'European Community
Shipowners' Associations (ECSA), in rappresentanza delle società
armatoriali, avevano siglato un accordo sugli standard di lavoro nel
settore marittimo che è frutto di un anno e mezzo di
trattative e che mira ad introdurre nel diritto comunitario alcune
disposizioni della convenzione sul lavoro marittimo adottata nel
2006 dall'International Labour Organisation (ILO). Le parti sociali
hanno quindi chiesto alla Commissione Europa di proporre una
direttiva che applichi effettivamente le disposizioni di questo
accordo al diritto comunitario.
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- Le nuove norme - ha spiegato Bruxelles - contribuiranno in
particolare a migliorare le condizioni di lavoro della gente di mare
nei seguenti campi: contratti di lavoro, durata del lavoro,
rimpatrio, sviluppo delle carriere e della professionalità,
strutture per l'alloggio e lo svago, alimentazione e catering,
tutela della salute e della sicurezza, cure mediche e procedure di
reclamo.
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- «Questo accordo - ha detto Vladimir Spidla - introdurrà
norme restrittive che rafforzeranno gli standard adottati a livello
internazionale, europeo e locale. Migliorerà le condizioni di
lavoro di migliaia di persone e stimolerà la creazione di un
maggior numero posti di lavoro di migliore qualità nel
settore marittimo, contribuendo nel contempo alla lotta contro il
dumping sociale».
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- «Inoltre - ha rilevato Antonio Tajani - l'accordo dovrebbe
consentire di rendere la concorrenza più equa per gli
operatori così come per le bandiere che applicano
soddisfacenti condizioni di lavoro. In particolare dovrebbe
salvaguardare i giovani e garantire cure mediche adeguate per tutta
la gente di mare. Dovrebbe anche migliorare la sicurezza marittima,
poiché gli incidenti in mare sono spesso la conseguenza di
cattive condizioni di lavoro a bordo». «La Commissione
Europea - ha aggiunto il commissario europeo ai Trasporti - si
assicurerà che tali obiettivi siano raggiunti sulle navi
battenti bandiera degli Stati membri dell'UE e sulle navi che fanno
scalo nei porti europei, indipendentemente dalla loro bandiera o
dalla nazionalità del loro equipaggio».
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- Uno studio effettuato nel 2006 per la Commissione Europea ha
calcolato che nel 2004-2005 il settore del trasporto marittimo
dell'Unione Europea garantiva complessivamente 303.000 posti di
lavoro a cittadini dell'Unione Europea e di altre nazioni non
europee a bordo di navi battenti bandiera di Stati membri dell'UE,
di nazioni dell'Area Economica Europea o di paesi terzi. La Polonia,
la Grecia e l'Italia sono i Paesi europei che contano il maggior
numero di marittimi e - ha precisato la Commissione - l'importanza
del settore dei trasporti marittimi è maggiore nei nuovi
Stati membri dell'UE che in quelli vecchi.
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