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3 ottobre 2008
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- Convegno dei Giovani Armatori di Confitarma sulla crisi
economica e finanziaria mondiale
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- L'imprenditoria italiana è meno sbilanciata sugli
aspetti finanziari
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- Il Gruppo Giovani Armatori di Confìtarma, nel corso del
convegno “L'economia mondiale nel Terzo Millennio: una realtà
in continuo ed imprevedibile cambiamento. I nuovi scenari e le
prospettive future alla luce dei recenti mutamenti internazionali”
organizzato ieri a Capri, si è interrogato sugli effetti del
terremoto che sta scuotendo il mondo finanziario internazionale.
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- «L'idea di analizzare questa tematica - ha spiegato il
presidente del Gruppo, Giuseppe Mauro Rizzo - era già nata
prima dei recenti eventi che hanno provocato la crisi dei mercati
internazionali. È in atto una crisi della credibilità
del mondo finanziario che ha avviato un processo di speculazione
che ora suscita una crisi di dimensioni abnormi. Il rischio è
che venga danneggiata anche l'economia reale, quella sana che ha
saputo agganciarsi al processo di globalizzazione con investimenti
mirati allo sviluppo e all'innovazione. Per evitare che in questo
processo di globalizzazione si innestino leve speculative senza
controllo, occorre uno sforzo da parte di chi fa impresa per creare
un'authority globale che possa impedire fenomeni incontrollati di
degenerazione».
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- Nel suo intervento, Federica Guidi, presidente dei Giovani
Imprenditori di Confìndustria, ha espresso la convinzione che
l'imprenditoria italiana, meno sbilanciata sugli aspetti finanziari
di altre economie occidentali e più ancorata all'economia
reale, saprà trarsi d'impaccio dalla crisi.
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- Concludendo il dibattito, al quale hanno partecipato Antonio
Cesarano (MPS Capital Services), Sandro Merino (UBS Research
Europe), Thomas Stolper (Goldman Sachs), Paolo Guida (Intesa San
Paolo) e Carlo Altomonte (Università Bocconi), il presidente
della Confitarma, Nicola Coccia, ha sottolineato che dal convegno è
scaturito un cauto ottimismo, nonostante le previsioni negative.
Spostando l'attenzione sullo shipping, Coccia ha rilevato che stiamo
attraversando un momento particolarissimo caratterizzato per quanto
riguarda i rapporti con il mondo bancario: armatori e finanza devono
continuare nella strada intrapresa dato che gli uni e gli altri sono
indispensabili per portare avanti il rinnovo della flotta mercantile
italiana. Del resto - ha osservato - l'industria armatoriale non ha
fatto speculazioni ma ha creduto nel proprio business e non intende
chiudere le porte alla finanza ma portare avanti il rapporto con
serenità e convinzione.
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- «La preoccupazione che ci avvolgeva all'inizio dei lavori
- ha confermato Giuseppe Mauro Rizzo - si è via via diradata
lasciando il posto ad un cauto ottimismo. L'impresa è al
centro dell'economia e un ruolo decisivo nel settore dello shipping
viene svolto dalle imprese familiari, ove la catena decisionale si
accorcia ed il controllo è serrato. Il credit crunch è
un problema nato nel sistema bancario ed è questo stesso
settore che deve risolverlo, visto che la liquidità c'è.
Condivido con Federica Guidi l'importanza della tradizione familiare
come guida stabile per l'economia reale del nostro Paese».
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