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5 gennaio 2009
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- Sconcerto e delusione di Confitarma per il mancato rinnovo
degli sgravi contributivi al cabotaggio
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- Coccia evidenzia «l'assoluta incapacità del
ministero dei Trasporti di sostenere le richieste di imprese che
svolgono servizi marittimi»
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- La Confederazione Italiana Armatori (Confitarma) ha espresso
«grande sconcerto e delusione per il mancato rinnovo degli
sgravi contributivi per le imprese operanti in cabotaggio». Ma
nelle parole del presidente dell'associazione armatoriale, Nicola
Coccia, traspare con ancor maggiore evidenza il disappunto di
Confitarma per il mancato sostegno economico a tale segmento del
trasporto marittimo.
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- Il rinnovo degli sgravi contributivi non è incluso nel
decreto legge n. 207 del 30 dicembre 2008 (“Proroga di termini
previsti da disposizioni legislative e disposizioni finanziarie
urgenti”) pubblicato nella “Gazzetta Ufficiale”
del 31 dicembre scorso. «A ragion veduta - ha detto Coccia -
non ci eravamo uniti al coro di sostenitori dell'ultima ora che
hanno “cantato vittoria” sulla stampa. È
inquietante, peraltro, dover constatare che, oltre all'assoluta
incapacità del ministero dei Trasporti di sostenere le
richieste di imprese che svolgono servizi marittimi a carattere
sociale e garantiscono la continuità territoriale del Paese e
la mobilità di cittadini che vivono in località
disagiate, siamo di fronte alla totale mancanza di una politica
marittima, proprio in un Paese come l'Italia ove il trasporto via
mare è fattore strategico di sviluppo». Confitarma ha
sottolineato come il ministero dei Trasporti «non sia riuscito
a mantenere la misura che pure figurava nella versione al vaglio del
Consiglio dei ministri del 18 dicembre scorso, bocciata a seguito
delle successive verifiche da parte delle strutture tecniche
nonostante la norma risultasse coperta da fondi di competenza
dell'amministrazione marittima».
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- «Ciò - ha concluso Coccia - testimonia la
sensazione che, nonostante le reiterate manifestazioni di interesse
del presidente del Consiglio e di altri rappresentanti delle
istituzioni, ad oggi non è stata identificata una politica di
settore e sono state disperse competenze e specificità
dell'amministrazione marittima, punti di forza delle passate
legislature. È quindi quanto mai opportuno ed urgente un
chiarimento con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti per
capire se vi è l'intenzione di portare avanti una politica
marittima per il Paese soprattutto in un momento in cui le regole
dettate dalla globalizzazione impongono di valorizzare i settori
strategici dell'economia».
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