- Aiscat, Anita e Fai, no alla penalizzazione di una modalità
di trasporto a vantaggio di altre
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- Le tre associazioni commentano la proposta di revisione della
direttiva UE sulla “Eurovignette”
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- Aiscat (Associazione Italiana Società Concessionarie
Autostrade e Trafori), Anita (Associazione Nazionale Imprese
Trasporti Automobilistici) e Fai (Federazione Autotrasportatori
Italiani) hanno espresso una posizione condivisa sul pacchetto
“Greening Transport” adottato dall'Unione Europea lo
scorso 8 luglio che contiene anche una proposta di revisione della
direttiva sulla tariffazione del trasporto merci stradale, la
cosiddetta “Eurovignette”.
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- Le tre associazioni, confermando il loro sì agli
obiettivi europei della preservazione delle risorse naturali e
dell'applicazione del principio di pagamento commisurato all'uso del
bene ed al danno ambientale prodotto, hanno però sottolineato
come tali obiettivi non debbano articolarsi in una penalizzazione di
una modalità di trasporto a vantaggio di altre, ipotesi sulla
quale avanzano forti dubbi, in linea anche con quanto espresso dal
governo italiano nel corso del Consiglio UE Trasporti tenutosi
recentemente.
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- Con riferimento all'Italia, Aiscat, Anita e Fai hanno
evidenziato che «la proposta UE sottovaluta che, per il
traffico transalpino, se si ipotizzano come valide le date fissate
dai Coordinatori europei di apertura dei trafori ferroviari sugli
assi Torino-Lione e del Brennero, tali linee saranno disponibili ben
oltre il 2020. Fino ad allora - hanno rilevato le associazioni - il
traffico merci, ove venga data attuazione alla proposta di direttiva
in esame, costerebbe di più in termini assoluti con evidenti
ricadute sui prezzi e sull'economia nazionale».
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